Wood Works, la mostra per scoprire la vita del legno
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Wood Works, opere per scoprire la vita del legno

Dal dialogo e dal confronto tra architetti estoni e irlandesi è nato un percorso itinerante all’interno del Solstice Centre di Navan

Wood Works, la mostra per scoprire la vita del legno
Scritto da Redazione The Plan -

Wood Works è un viaggio che ferma a tutte le tappe di vita del legno, a partire dalla sua estrazione fino al suo smontaggio per un potenziale riutilizzo. È questa l'esposizione itinerante organizzata dall’Estonian association of architects (Eaa), dall’Estonian centre for architecture (Eca) e dalla Irish architecture foundation (Iaf), intitolata There is a forest in my backyard but my house is built from trees grown far away.

Visitabile fino al 25 marzo 2022 all’interno del Solstice Arts Centre di Navan, in Irlanda, la mostra è curata da un team di architetti estoni e irlandesi (gli studi b210 e Adler Architects, gli architetti Aet Ader, Helmi Marie Langsepp, Mari Möldre e St John Walsh). L'esposizione, che è il risultato di un contest creativo tra Estonia e Irlanda chiamato appunto Wood Works, si pone l’obiettivo di entrare nel cuore di questo materiale e di seguirne le fasi di crescita e di vita, ma anche di portare i settori dell’industria e dell’edilizia a interrogarsi sulle possibilità di imparare dalle qualità stesse del legno e di essere plasmati da esse.

Arredi in legno per spazi sempre in trasformazione sono stati i protagonisti anche della mostra "Miralles. Perpetuum Mobile"a sua volta ispirata all'organizzazione dell'ultima abitazione del famoso architetto e designer catalano Enric Miralles.
Allestita in occasione del ventesimo anniversario dalla sua scomparsa, la mostra è stata raccontata sul The Plan 132. Puoi leggere un estratto dell'articolo qui.

«Come materiale da costruzione naturale, il legno ha una ricchezza unica, influenzata da molti fattori climatici e topografici – hanno ricordato i curatori della mostra –. Che il sito di costruzione sia vicino a una foresta o meno, il legno usato viene sottoposto a un processo decisionale industriale che ne detta le sue proprietà fisiche finali. In questo atto di trasformazione, dove il legno è spesso trattato in modo simile ad altri materiali inanimati, l’unicità di un albero è piegata per adattarsi alle necessità di trasportabilità, di coerenza strutturale e di usabilità».

Wood Works; ©Kadri Laar, courtesy of Wood Works

Per addentrarsi dunque in questo mondo, dall’estrazione al trasporto, alla standardizzazione, all’incapsulamento nella costruzione e allo smontaggio per un potenziale riutilizzo, cinque studi di architettura estoni e altrettanti irlandesi sono stati invitati a lavorare in coppie, fino a realizzare complessivamente una decina di opere da esposizione, le quali sono il risultato del precedente confronto, avviato nel corso del 2020 e della pandemia di Covid, tra tradizioni, esperienze e interessi profondamente diversi.

In quello stesso periodo, 20 giovani progettisti sono stati riuniti dall’American Hardwood Export Council (AHEC) per provare a rispondere alla domanda: come un oggetto (in legno, ndr) può aiutare a combattere la solitudine della pandemia?

I primi risultati del percorso, chiamato Discovered, sono stati raccolti nell’articolo "Legno, design, resilienza" pubblicato su The Plan 135. Una sua anteprima è disponibile qui.

 

Le opere da vedere alla mostra 

Symphony of the forest-Peeter Pere & I know this room-Studio Kuidas; ©AislingMcCoy, courtesy of Wood Works

Le opere in esposizione, distribuite nelle varie ali del Solstice Arts Centre, ruotano intorno a quella centrale firmata da Peeter Pere in collaborazione con il compositore Sander Molder. Intitolata Symphony of the forest, è un’installazione a soffitto acustica che astrae la fisicità della foresta. L’ambiente arboreo spaziale è rappresentato attraverso le registrazioni dei suoni della natura e grazie a una musica composta ad hoc. Questa installazione è posizionata esattamente in corrispondenza e in dialogo con quella di Studio Kuidas, I know this room, una piattaforma dalla forma irregolare che vuole essere un tentativo di ascolto del legno attraverso le piante dei piedi nudi. È un modo, questo, per esprimere la capacità del legno di registrare modelli di vita quotidiana, del suo uso e del movimento, tutto grazie agli stampi in argilla delle assi del pavimento, dove prendono forma appunto varie storie di utilizzo.

Raw Potential-Wrkshop Architects, ©AislingMcCoy, courtesy of Wood Woorks

Nella stessa stanza si trova anche la realizzazione dello studio Wrkshop Architects, Raw Potential, che propone un sistema strutturale assemblato da tronchi grezzi non trattati e giunti di compensato standardizzati.

Conversation Piece-Hannigan Cooke Architects e Ruumiringlus; ©AislingMcCoy, courtesy of Wood Works

In una delle sale laterali, invece, si trovano Conversation Piece di Hannigan Cooke Architects e Ruumiringlus, una struttura circolare con panche rivolte verso l’esterno e immagini fotografiche all’interno, Mnemonic Wood di Paco Ulman e Kaja Pae, uno strato di legno a misura d'uomo con l’obiettivo di dare identità a un ambiente privo di unicità e, ancora, De Oratorio di Joseph Mackey Architects. La prima di queste ultime tre installazioni è nata a partire dalle interpretazioni inaspettate dipendenti da costumi culturali e sociali dell’uso del legno, istruzioni che rappresentano una sorta di protocollo scritto per l’assemblaggio e la sfida del riutilizzo del materiale da costruzione. Non istruzioni, ma i versi di una poesia dell'VIII secolo che descrivono una cappella irlandese sono stati ritradotti in una struttura in legno da Joseph Mackey con De Oratorio appunto, un’analisi che porta a chiedersi come una tradizione materiale possa essere perduta, ritrovata e reinterpretata nel tempo.

Butterfly Building-Robert Bourke Architects & Carbon Configuration-Creatomus Solutions & The Bricoleurs-OGU Architects; ©Aisling McCoy, courtesy of Wood Works

Nell’altra sala, infine, vi è Butterfly Building di Robert Bourke Architects, dove la considerazione di parametri chiave come l’origine del materiale, il ciclo di vita dell’edificio e il riutilizzo futuro solleva interrogativi sul perché, sul come e sul quando si costruisce. Questo padiglione ospita un’applicazione digitale, sviluppata da Creatomus Solutions, che mira sia a educare sia ad assistere i visitatori calcolando la carbon footprint: non a caso il suo nome è Carbon Configuration. Infine The Bricoleurs di OGU Architects, studio che ha cercato una costruzione informale sviluppata a partire dai cortili di Belfast. Il risultato è quello di un ambiente dall’aspetto accogliente e dalle elevate qualità tattili del materiale.

De Oratorio-Joseph Mackey Architects; ©AislingMcCoy, courtesy of Wood Works

Eamon O’Kane, artista irlandese, ha poi voluto la realizzazione di Wood Block Laboratory, uno spazio dedicato ai più piccoli dove sperimentare al tatto forme e giochi in legno, tenendo presente come periodicamente siano previsti appositi percorsi ludici e didattici per i bambini. Gli studenti della SAUL School of Architecture (Università di Limerick), guidati dal direttore Peter Carroll, hanno realizzato la serie di immagini e poster Timber Futures.

 

Visitare la mostra e partecipare ai seminari

Solstice Arts Centre; ©Ros Kavanagh, courtesy of Wood Works

La mostra, inaugurata a fine gennaio, è visitabile fino al 25 marzo 2022 dal martedì al sabato, dalle 11 alle 16 a ingresso libero, negli spazi del Solstice Arts Centre di Navan, una dimora d’arte e cultura dove l’architettura incontra la musica, il teatro, le arti visive, il cinema e la danza.  

In chiusura è previsto un seminario, ad accesso gratuito, con prenotazione obbligatoria, a cura del professore e direttore della SAUL School of Architecture, Peter Carroll, così da completare il percorso attraverso le esperienze degli invitati e un resoconto delle ricerche in ambito universitario sull’uso del legno in architettura.

Tuttavia questo sarà solo l’ultimo atto di una prima tappa, poiché la mostra viaggerà in Estonia e riaprirà a Tallinn in occasione di TAB 2022.

 

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Credits

Location: Navan, Irlanda
Organisers: Estonian Association of Architects (EAA), Estonian Centre for Architecture (ECA), Irish Architecture Foundation (IAF)
Main funders: Enterprise Estonia (European Commission - European Regional Development Fund)
Co-funders: Arts Council of Ireland, Cultural Endowment of Estonia, Enterprise Ireland, Meath County Council
Curators: Alder Architects, Dublin (St John Walsh) and b210 Architects, Tallinn (Aet Ader, Helmi Marie Langsepp and Mari Möldre)
Date: 29 gennaio-25 marzo
Photography by Aislin Mc Coy, Aet Ader, Eva Kedelauk, Kadri Laar and Liina Soosaar, Tõnu Tunnel, Henri Papson, courtesy of Wood Works

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