Three 3daysofdesign 2023 AHEC
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"Three", la mostra di AHEC al festival 3daysofdesign 2023

Tre giovani designer scandinave portano in scena a Copenaghen, dal 7 al 9 giugno, le poliedriche applicazioni di tre legni di latifoglia americani

Three 3daysofdesign 2023 AHEC
Scritto da Redazione The Plan -
Ha partecipato al progetto Ahec

Tutto parte dal tre: tre paesi di provenienza, tre designer, tre tipologie di legno, tre giorni. Three è il nome scelto da AHEC (American Hardwood Export Council) in occasione dell'evento 3daysofdesign 2023, che si tiene a Copenaghen dal 7 al 9 giugno. Giunto alla sua decima edizione, 3daysofdesign è il festival annuale dedicato a designer, architetti, aziende e appassionati di design, che anima le strade di Copenaghen con installazioni, mostre ed eventi. In questa cornice, Three unisce la ricerca materica sulla latifoglia americana al l'esplorazione del potenziale creativo di una nuova generazione di designer scandinavi.

La mostra organizzata da AHEC, allestita presso la Copenaghen Design Agency, espone le creazioni di questi giovani talenti nordici raccontando il dietro le quinte e il percorso che li ha portati dalla fase di ideazione a quella di completamento dell’opera, con una particolare attenzione alla presentazione del contesto, le foreste di latifoglia americane, da cui provengono i materiali da loro utilizzati.

L’attenzione di AHEC per la sostenibilità, che spinge l’associazione a prediligere legni di latifoglia americani come la quercia rossa, il ciliegio e l’acero, è ancor più motivata dall’attuale crisi climatica e dalle difficoltà in cui versano le catene di approvvigionamento globali: urgenze che spingono la filiera del design a dirigersi verso l’economia circolare e a rivedere l’intero processo di produzione, ripensandolo sin dalla prima fase in cui è il creativo a scegliere il materiale.

 Benjamin Lund, courtesy AHEC


La mostra Three mette in luce le molteplici potenzialità e poliedriche applicazioni di questi legni, facilmente accessibili e sostenibili. Le tre opere in scena si ispirano sia al design funzionale che all’arte scultorea. Il trio di designer, tutto al femminile, è formato dalla danese Anne Brandhøj, dalla svedese Pia Högman e dalla norvegese Anna Maria Øfstedal Eng. Ognuna di loro è stata scelta da AHEC, così come il legno di latifoglia su cui hanno avuto libertà di esplorazione e realizzazione.

«Ciascun design-maker aveva il compito di esplorare il materiale assegnatogli e lasciare che questo processo influenzasse il risultato creativo in qualsiasi direzione avessero scelto. Si tratta di un approccio molto diverso da quello dei progetti precedenti e di un tentativo deliberato di mettere al centro i materiali e promuovere una nuova prospettiva sul loro potenziale».
David Venables, Direttore europeo di AHEC

 

 Benjamin Lund, courtesy AHEC

 

Tre legni di latifoglia sostenibili e versatili

I tre legni scelti per Three sono facilmente reperibili nelle foreste di latifoglia americane, dove costituiscono il 40 per cento del volume delle foreste stesse, ma sono poco utilizzati dal mondo del design, che però, nell’ottica di rivoluzionare la propria economia e filiera, li sta iniziando a esplorare. Si tratta della quercia rossa, dalla grana aperta e flessibile, dell’acero americano, di color bianco crema, molto resistente, e del ciliegio americano, dalla peculiare tonalità rossiccia e ideale per strumenti musicali e auditorium.  

Questi materiali, oltre a essere sostenibili, hanno caratteristiche - come le sfumature di colore e la resistenza - che li rendono versatili ed esteticamente affascinanti.

 

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Inner Beauty di Anne Brandhøj

Una serie di consolle cuboidali dagli interni misteriosi, con scanalature lisce e profonde a mimare gli anelli dei suoi amati tronchi d’albero. Si chiama Inner Beauty l’opera di Anne Brandhøj, designer danese rinomata per i suoi lavori a metà tra funzionalità e scultura, ibridi dal grande valore estetico e materico che prendono le distanze dal consueto oggetto di design.

 Benjamin Lund, courtesy AHEC


«Sono stata sopraffatta dall’idea che non avrei dovuto produrre mobili, visto che abbiamo già così tante cose al mondo» racconta l’artista, che nei vari momenti di crisi del suo percorso di studi alla Royal Danish Academy di Copenhagen, ha spostato il suo interesse verso materiali naturali e rinnovabili, che poteva procurarsi in autonomia. Una visita a una segheria locale l’ha portata a scegliere il legno come materia prima per le sue esplorazioni, che oggi conduce nel suo laboratorio di Copenaghen.

A Brandhøj interessa far toccare le sue opere, per far provare agli altri la specifica sensazione che lei ha nel momento in cui lavora il legno: «Per alcuni il legno è solo legno», dice, «ma per me i diversi tipi di legno danno esperienze completamente diverse». Inner Beauty, realizzato con il ciliegio americano per la mostra Three, ha in sé tutto questo: la capacità di sorprendere e meravigliare. Una scultura funzionale, o un mobile scultoreo, da toccare, guardare, sperimentare.

 

Cured Series di Pia Högman

Viene dalla Svezia Pia Högman, designer che per la mostra Three ha preparato Cured Series, un set di cinque sedie abbinate e rifinite ognuna in modo diverso, in modo tale da enfatizzare la struttura a grana aperta del rovere, le sue venature e l’affascinante ventaglio di sfumature cromatiche che rendono ogni sedia unica e irripetibile. È proprio questo che interessa la designer, dare vita a oggetti che portino le persone a osservare con occhi nuovi quello che già conoscono: «Il mio obiettivo non è semplicemente quello di produrre prodotti che chiunque potrebbe realizzare; per me è più importante contribuire a qualcosa di più grande, come dare nuova vita ai materiali».

 Benjamin Lund, courtesy AHEC


Il suo è un approccio di ricerca e di esplorazione, che l’ha portata a scoprire all’inizio del suo percorso la corteccia di betulla, con cui ha realizzato vari oggetti di piccole dimensioni tra cui ciotole, piatti da portata, oggetti d’arredo e tegole per una struttura architettonica. «Quando trovo un materiale interessante, voglio immergermi in esso e vedere tutte le sue infinite possibilità» afferma l’artista. Lo stesso procedimento creativo l’ha portata a indagare le poliedriche possibilità della quercia rossa americana, spesso trascurata a favore della quercia bianca. Cured Series offre questo a chi lo vede: la sensazione di trovarsi davanti a un viaggio di ricerca, al potere visivo e tattile del legno rovere.

 

Mensole, poggiapiedi e sgabello Sno di Anna Maria Øfstedal Eng

Anna Maria Øfstedal Eng è una designer di arredi e articoli per la casa di provenienza norvegese, nota per la sua vena creativa e alternativa che la porta a realizzare opere insolite e affascinanti. L’artista usa da sempre un suo linguaggio, nato dai lunghi peregrinaggi nelle foreste della Norvegia rurale, paesaggi selvatici e informi, in contrasto con la linearità e le geometrie in voga nel mondo del design. «Ero così annoiata di vedere linee rette ovunque. Volevo creare qualcosa di diverso».

 Benjamin Lund, courtesy AHEC


Così ha fatto con l’acero americano per Three, di cui ha esplorato le possibilità trovando similarità col frassino norvegese, col quale ha da sempre familiarità. Partendo dall’immagine del muschio che lentamente ricopre una roccia, la designer ha creato un trio di oggetti d’arredo che combinano geometrie libere con volumi lineari, a celebrare la crescita, anch’essa lenta, di un acero con i suoi anelli: una libreria, un poggiapiedi e uno sgabello.

Øfstedal Eng si è sorpresa di fronte a un legno di latifoglia tanto resistente: per questo, per la prima volta ha scelto geometrie più regolari anziché libere. Questo perché il suo processo è intuitivo, e parte dal materiale con cui lavora invece che da un’idea preliminare: «Ad alcuni piace fare schizzi su carta, ma io preferisco pensare attraverso le mani».

 

>>> Leggi l'anteprima dell'articolo dedicato a The Black & White Building, l’edificio per uffici, realizzato in legno ingegnerizzato, più alto dell’area centrale di Londra
 

Photography by Benjamin Lund, courtesy AHEC


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