VINCITORI CONCORSO KAIRA LOORO “CASA DELLE DONNE” 2021
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VINCITORI DEL CONCORSO KAIRA LOORO “CASA DELLE DONNE” 2021

VINCITORI CONCORSO KAIRA LOORO “CASA DELLE DONNE” 2021
Scritto da Redazione The Plan -

Nato nel 2016, l’evento no profit Kaira Looro è organizzato da Balouo Salo, una organizzazione di beneficenza nata con l’obiettivo di risolvere emergenze umanitarie e ambientali attraverso lo sviluppo e la donazione di progetti in grado di migliore la qualità della vita delle comunità bisognose nei paesi in via di sviluppo.
Siamo felici di annunciare la media partnership tra l’evento e THE PLAN Journal, che dal 2016 si occupa di disseminare e promuovere ricerche, studi e riflessioni critiche di carattere innovativo, provocatorio e di rilevanza disciplinare e sociale nei campi dell’architettura, del design e dell’urbanistica.

I risultati sono ora visibili online! Il concorso ha visto il coinvolgimento di una giuria internazionale d’eccellenza che ha decretato i vincitori dell’edizione 2021 – con un totale di 30 progetti – composta da Kengo Kuma (Kengo Kuma & Associates), Benedetta Tagliabue (Miralles Tagliabue EMBT), Urko Sanchez (Urko Sanchez Architects), Agostino Ghirardelli (SBGA), Oulimata Sarr (Direttrice presso UN Women West and Central Africa), Salimata Diop Dieng (Ministro delle donne, della famiglia, del genere e della protezione dei bambini del Senegal), Lehau Victoria Maloka (Direttrice presso Women Gender and Development Directorate of African Union Commission), Azzurra Muzzonigro (Sex and the City) e il comitato scientifico di Balouo Salo / Kaira Looro. 
Il vincitore dell’edizione 2021 è Juan Pablo Lopez Isabella dall’Uruguay, che riceverà un premio di 5.000 € e un tirocinio presso Kengo Kuma & Associates a Tokyo, Giappone. Il suo progetto sarà costruito da Balouo Salo con i fondi raccolti dalle quote di partecipazione per promuovere la parità di genere e l’emancipazione della comunità femminile nel contesto africano sub-sahariano, ed eliminare ogni forma di discriminazione e violenza, come da indicazioni del concorso. La casa, una volta terminata, farà parte di un progetto umanitario più ampio che include formazione, attività volte ad accrescere la consapevolezza, e organizzazione delle comunità per discutere delle leggi sulla parità di genere e contro la discriminazione.
Il secondo premio è stato vinto da un team portoghese, VIDNSOGAL1234, mentre il terzo posto è andato a un gruppo proveniente dall’Italia, ARAHINALY3005. Sono state annunciate anche due menzioni d’onore - una selezionata da Kengo Kuma e l’altra da Balouo Salo Organization - i cui gruppi di progetto provengono rispettivamente dal Vietnam e dalla Polonia. Le cinque menzioni speciali sono state date a progetti di canadesi, slovacchi, bulgari, brasiliani e greci. Gli altri 20 finalisti provengono da Romania, Lettonia, Cina, Canada, Paesi Bassi, Germania, Guinea, Brasile, Hong Kong, Portogallo, Tunisia, Turchia, Uruguay, Libano.
I progetti vincitori possono essere consultati sul sito ufficiale del concorso

L’obiettivo del concorso è la realizzazione di una “Casa delle donne” attraverso un’architettura simbolica, ecologica e ispirata alle tradizioni del luogo, in questo caso del villaggio di Baghere, in Senegal, dove verrà costruita. Uno spazio in cui le associazioni e le varie componenti della società potranno organizzare e ospitare incontri, seminari, laboratori e qualsiasi altra attività utile a ridurre ogni forma di discriminazione, rafforzare e promuovere la parità di genere, creando consapevolezza, conoscenza e coinvolgimento di tutte le parti sociali. La Casa dovrà:
- essere facilmente realizzabile tramite tecnologie sostenibili e adattabili all’autocostruzione, che non richiedano l’uso di mezzi pesanti o attrezzature complesse;
- fare uso di materiali naturali e/o di riciclo, disponibili sul territorio, così da limitare l’impatto ambientale ed economico dovuto al trasporto di materiali e generare una redditività sul contesto locale;
- essere integrata al contesto socio-culturale del territorio reinterpretandone e rispettandone le tradizioni.
La scelta dei materiali e delle tecnologie deve essere coerente con principi di sostenibilità e autocostruzione, in quanto il progetto sarà costruito da volontari in un ambito di intervento umanitario con le associazioni e le comunità beneficiarie.

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