Biennale Arte 2024: Stranieri Ovunque
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"Stranieri Ovunque": tutto pronto per la Biennale Arte 2024

La 60. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, curata da Adriano Pedrosa, si terrà dal 20 aprile al 24 novembre, tra Giardini e Arsenale, con 90 partecipazioni nazionali e oltre 330 artisti in mostra

Biennale Arte 2024: Stranieri Ovunque
Scritto da Redazione The Plan -

L’artista queer e l'outsider, l'artista folk e l'indigeno: le figure spesso relegate ai margini del mondo dell'arte diventano i protagonisti della Biennale Arte 2024, in programma dal 20 aprile al 24 novembre 2024 a Venezia, con il titolo Stranieri Ovunque - Foreigners Everywhere.

La 60. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia si terrà tra i Giardini e l'Arsenale con 90 partecipazioni nazionali, 332 artisti in mostra e 30 eventi collaterali.

La Biennale Arte 2024 è stata presentata nei dettagli dal curatore Adriano Pedrosa, direttore del MASP - Museu de arte de São Paulo, insieme a Roberto Cicutto, presidente della Biennale di Venezia, che chiude il suo mandato quadriennale passando il testimone al successore Pietrangelo Buttafuoco.

«L’espressione "Stranieri Ovunque" – spiega Adriano Pedrosa - ha più di un significato. Innanzitutto, vuole intendere che ovunque si vada e ovunque ci si trovi si incontreranno sempre degli stranieri: sono/siamo dappertutto. In secondo luogo, che a prescindere dalla propria ubicazione, nel profondo si è sempre veramente stranieri».

La cerimonia di inaugurazione della Biennale Arte 2024 si terrà sabato 20 aprile 2024 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia. Come di consueto, nella stessa occasione si terrà anche la premiazione dei Leoni d'Oro alla Carriera, che sono stati assegnati ad Anna Maria Maiolino, artista brasiliana ma italiana di nascita, e Nil Yalter, artista turca che vive a Parigi.

Adriano Pedrosa Photo by Andrea Avezzù, courtesy of La Biennale di Venezia

 

Stranieri Ovunque

Il titolo Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere è tratto da una serie di lavori realizzati a partire dal 2004 dal collettivo Claire Fontaine: sculture al neon di vari colori che riportano in diverse lingue le parole “Stranieri Ovunque”, espressione a sua volta tratta dal nome dell'omonimo collettivo torinese che nei primi anni Duemila combatteva contro il razzismo e la xenofobia in Italia.

Il termine italiano straniero, il portoghese estrangeiro, il francese étranger e lo spagnolo extranjero sono tutti collegati sul piano etimologico rispettivamente alle parole strano, estranho, étrange ed extraño, ovvero all’estraneo. E allora la Biennale Arte 2024, la prima curata da un artista latinoamericano, darà voce ad artisti che sono essi stessi stranieri, immigrati, espatriati, diasporici, esiliati e rifugiati. La migrazione e la decolonizzazione saranno le tematiche chiave, in continuità con la Biennale Architettura 2023 curata da Lesley Lokko.

Fulcro dell'evento sarà, come sempre, la Mostra Internazionale del curatore, che quest'anno si articolerà in un Nucleo Contemporaneo e un Nucleo Storico. Il Nucleo Contemporaneo ospiterà alle Corderie una sezione speciale dedicata a Disobedience Archive, un progetto di Marco Scotini che dal 2005 sviluppa un archivio video incentrato sulle relazioni tra pratiche artistiche e attivismo. Il Nucleo Storico sarà composto da opere del XX secolo provenienti dall’America Latina, dall’Africa, dall’Asia e dal mondo arabo.

 

90 Padiglioni nazionali

La Mostra sarà affiancata da 90 partecipazioni nazionali, distribuite negli spazi dei Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia, con quattro new entry. Repubblica del Benin, Etiopia, Repubblica Democratica di Timor Leste e Repubblica Unita della Tanzania partecipano infatti per la prima volta in assoluto alla Biennale Arte, mentre Nicaragua, Repubblica di Panama e Senegal prendono parte alla kermesse per la prima volta con un proprio padiglione.

Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, è a cura di Luca Cerizza, con il progetto Due qui / To hear dell'artista Massimo Bartolini, che include contributi appositamente ideati da musicisti e scrittori.


 

«A livello personale, mi sento coinvolto in molti dei temi, dei concetti, dei motivi della Mostra nonché nella sua struttura. Nel corso della mia vita ho vissuto all’estero e ho avuto la fortuna di viaggiare molto. Tuttavia, ho sperimentato il trattamento riservato a uno straniero del Terzo Mondo, anche se non sono mai stato un rifugiato e, anzi, secondo l’Henley Passport Index, sono in possesso di uno dei passaporti più prestigiosi del Sud globale. Mi identifico anche come queer, il primo curatore dichiaratamente queer nella storia della Biennale Arte. Inoltre, provengo dal contesto brasiliano e latinoamericano in cui l’artista indigeno e l’artista popular svolgono ruoli importanti; sebbene siano stati emarginati nella storia dell’arte, di recente hanno cominciato a ricevere maggiore attenzione. Il Brasile è anche la patria di molti esodi, una terra di stranieri per così dire: oltre ai portoghesi che lo hanno invaso e colonizzato, il Paese ospita le più grandi diaspore africane, italiane, giapponesi e libanesi del mondo».


Adriano Pedrosa

 

>>> Carlo Ratti è il curatore della Biennale Architettura 2025

 

Credits

Location: Venice, Italy
Date: From April, 20th, to November, 24th
Curator: Adriano Pedrosa

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