Special Projects, architettura creativa ed originale
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Special Projects, architettura creativa ed originale per risolvere le sfide contemporanee

MENG Yan, LIU Xiaodu / URBANUS | Peter Pichler Architecture | HQ Architects | Stile Bottega architettura - Marchingegno - Baustudio | ARCStudio Perlini | UNITEDLAB Associates / Sang Dae Lee | Studio Cardenas Conscious Design - Mauricio Cardenas Laverde

Special Projects, architettura creativa ed originale
Scritto da Redazione The Plan -

Quando si parla di architettura ci si riferisce spesso ad abitazioni, uffici, edifici commerciali, ecc... ma in realtà, soprattutto oggi, l’architettura si compone di molteplici strutture che affrontano in maniera non convenzionale le sfide contemporanee.

Un approccio multidisciplinare e una visione alternativa consentono agli architetti di sviluppare soluzioni particolari che si adattano al contesto risolvendo le criticità in essere in maniera creativa e originale.

In questo articolo vi presentiamo alcuni progetti vincitori, menzionati e finalisti della categoria Special Proojects del premio The Plan Award. Il The Plan Award è un premio internazionale annuale di eccellenza in architettura, interior design e pianificazione urbana, che ha ospitato, nel corso delle passate edizioni, numerosi esempi di strutture speciali che risolvono in maniera anticonvenzionale le criticità edilizie ed urbane affrontate. Anche l’edizione The Plan Award 2021, a cui ci si può iscrivere fino al 31 maggio, oltre ad altre 19 categorie ospita la sezione Special Projects dedicata a allestimenti, strutture temporanee, progetti di ricerca e di innovazione.

Scopri come partecipare al The Plan Award 2021

Ecco alcuni esempi di progetti che hanno partecipato alle passate edizione del premio The Plan Award nella categoria Special Projects

Conservazione e rigenerazione della città vecchia di Nantou a Shenzhen

In questo caso la rigenerazione urbana dell’antica città di Nantou passa attraverso la realizzazione di un percorso espositivo diffuso all’interno del tessuto cittadino che si confonde con il tessuto storico senza rinunciare all’innovazione e alla contemporaneità.La città vecchia di Nantou nel centro della città di Shenzhen, in Cina, è stata fondata oltre 1.700 anni fa dalla dinastia Jin. Nel secolo scorso l'antico centro abitato è progressivamente scomparso, mentre il borgo si è progressivamente sviluppato. L'esacerbazione dell'urbanizzazione a Shenzhen ha portato a una stratificazione intrecciata con il modello complesso della città storica incorporata nel villaggio urbano.

All'inizio del 2016, il team di progettazione e ricerca di Urbanus è stato coinvolto nel Nantou Preservation and Regeneration Project e ha concluso che solo rispettando l'autenticità della storia e facendo tesoro degli strati culturali e delle tracce storiche di ogni periodo di tempo è possibile plasmare una comunità urbana dinamica senza tempo, radicata nella storia e nella cultura locale. Dobbiamo guardare alla Nantou di oggi non come ad una vecchia città storica nel senso tradizionale, ma come una città-patrimonio storico, testimone della storia e della cultura di quasi duemila anni, che preserva il patrimonio spaziale, sociale e culturale di Shenzhen attraverso ogni periodo storico.

Sulla base dello studio preliminare su Nantou, Urbanus ha proposto un modello di sviluppo per promuovere l’ammodernamento della città antica con attività culturali e nuove strutture. Successivamente, dopo un sufficiente lavoro di indagini sul campo, progettazione urbana e ricerca è stato scelto di proporre Nantou come sede principale dell'UABB 2017 (Bi-City Biennale of Urbanism\Architecture). È stato creato un sistema di spazi aperti che funge da percorso espositivo, costituito sia da spazi architettonici che da luoghi all'aperto. Le sedi espositive sono in cinque zone da nord a sud e si estendono verso est e ovest: A. Factory Zone, B. Cross Road Zone, C. Southern Gate Zone, D. Historic Buildings Zone e E. Chunjing Street Zone.

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Un Concept per case sull'albero sostenibili, Dawson Lake

Qui, lo studio milanese Peter Pichler Architecture ha sposato l’idea di poter vivere in simbiosi con la natura circostante, rendendo l’architettura un mezzo per avvicinare l’uomo all’ambiente che lo circonda. L’hotel diventa quindi un luogo in cui approfondire il rapporto con il paesaggio diventando parte integrante dello stesso.

Le case sull'albero saranno un complemento di un hotel capace di creare una nuova esperienza per vivere nel bosco con il massimo legame con la natura. La geometria con il suo tetto a forte pendenza si ispira agli aceri, ai pioppi e alle querce e sarà realizzata in legno locale.La dimensione delle unità varia da 36-55 m2 su due livelli. Il livello inferiore è una piccola zona lettura / salotto e il livello superiore è dedicato alla zona notte con un piccolo bagno. I due livelli sono collegati da una scala interna. Il progetto è concepito come un "rallentamento" - forma di turismo in cui la natura e l'integrazione dell'architettura in essa giocano un ruolo primario.

"Crediamo che il futuro del turismo si basi sul rapporto dell'uomo con la natura. Un'architettura ben integrata e sostenibile può amplificare questo rapporto, non serve altro".

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90 degrees, un’installazione avvolta nella storia

90 Degrees è una risposta creativa al tema curatoriale della Jerusalem Design Week, EAST, al contesto locale, ai limiti strutturali permanenti e alle esigenze temporanee del festival. La struttura temporanea gioca con la storia rinnovandola. Un segno strutturale capace di alterare gli usi, la percezione e la fruibilità di un edificio tutelato senza intervenire su di esso.

L'installazione è costituita da un sistema di ponteggi che avvolge la storica Hansen House, un ospedale per i malati di lebbra fondato a Gerusalemme nel 1887, alterando radicalmente la circolazione, l'aspetto e l'identità dell'edificio. La struttura temporanea, alta 14 metri, composta da scale e terrazze rivestite di rosa, suggerisce una scorciatoia sia per la sommità dell'edificio che tra i piani, permettendo alla mostra di avere un flusso continuo. Il nuovo modello di circolazione di 90 Degrees offre ai visitatori la possibilità di esplorare aree precedentemente inaccessibili e una nuova prospettiva dell'edificio e delle mostre.

La flessibilità del ponteggio come materiale e le sue qualità strutturali, consentono l'aggiunta di un nuovo spazio circondando e penetrando dolcemente l'edificio sotto tutela. Questo spazio sopraelevato crea un collegamento tra il vecchio e il nuovo e suggerisce un viaggio alternativo attraverso la Hansen House, offrendo allo stesso tempo magnifiche viste su Gerusalemme.

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Questa volta in teatro, sul rapporto tra concetto e materia, i portici di Bologna

L’architettura diventa anche un modo per giocare con gli spazi, così il foyer Respighi del Teatro Comunale di Bologna perde il suo carattere materico e lascia il posto ad un tendaggio effimero che rievoca le tipicità del Portico, tratto distintivo della città. Il progetto nasce da un’idea di Stile Bottega architettura, studio specializzato in retail ed interior design, sviluppata insieme allo Studio Associato Marchingegno e a Baustudio, con la partnership della Fondazione Teatro Comunale di Bologna e Bologna Design Week.

 “Questa volta in Teatro” è un doppio omaggio alla città, da un lato è un’installazione effimera, dall'altro omaggia i portici di Bologna, recentemente candidati a divenire Patrimonio Mondiale UNESCO.

Per fare questo si è giocato sul rapporto tra concetto e materia, portando lo spazio fisico del Teatro al centro della scena cittadina e ricreando metaforicamente la Città dentro al Teatro. All’interno del foyer Respighi prende quindi vita una reinterpretazione poetica dello spazio pubblico per eccellenza: il portico.

Bologna senza i portici non sarebbe la stessa cosa e quando si pensa allo spazio fisico che è di tutti, che aiuta a fruire la città in tutte le stagioni, offrendo riparo sia dal sole cocente che dalla pioggia, i bolognesi pensano ai portici. Portici che peraltro hanno sempre una volumetria ben riconoscibile ed iconica. Proprio da questa simbologia condivisa prende forma il progetto.

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NO.MADE luxury mobile home, una micro abitazione

NO.MADE è una micro abitazione, uno spazio domestico itinerante immaginato come un “posto per ritirarsi”, una casa galleggiante o un luogo speciale per spazi urbani.

Il modulo prefabbricato è progettato per soddisfare le più strette esigenze di sostenibilità, e consiste in una cellula minimale di dimensioni ridotte (3 x 9 metri) per permetterne un facile trasporto e montaggio, definita da una cornice strutturale in acciaio corten e da una grande facciata panoramica in alluminio in cui elementi fissi ed apribili si integrano senza alcuna interruzione di continuità.

Un dispositivo “tutto vetro” per immergersi nel paesaggio circostante: “ l’idea è dare vita ad inediti scorci tra interno ed esterno che, così, diventano tutt'uno tra di loro”. L’affaccio vetrato, realizzato con profili in alluminio ad elevato isolamento, permette di riscaldare naturalmente l'ambiente durante l’inverno, mentre nei mesi estivi, i frangisole automatizzati provvedono a proteggere la casa dal caldo eccessivo. Per NO.MADE lo studio del consumo energetico è stato prioritario ed ha guidato le scelte progettuali : il vetro è contemporaneamente basso emissivo ed a controllo solare. Le facciate in pannelli minerali ad alta densità, con trasmittanza molto bassa e rivestite in fibrocemento garantiscono un’alta efficienza energetica. Il modulo è certificato Casa Clima Mobile Home.

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Cloud forests, un padiglione per bambini

Un padiglione creato per risvegliare i sensi dei bambini attraverso nuovi spazi collettivi all’aperto. Un’opera d’arte tinteggiata di rosa e bianco che si rivolge alle persone di ogni generazione: gli adulti che vivono nei dintorni la apprezzano come un oggetto d'arte mentre i bambini possono utilizzarla per i loro giochi.

L'installazione è composta principalmente da tre materiali: barre di altezza flessibili rosa, palloncini bianchi e fili di alluminio. Innanzitutto, le barre flessibili rosa vengono piantate nel terreno con livelli di densità variabili. Le aree ad alta densità consentono solo ai bambini piccoli di entrare e giocare. Mentre, le aree meno dense sono abbastanza larghe da consentire ai genitori di camminare e sorvegliare i propri figli.

Successivamente, i palloncini bianchi appositamente progettati vengono posizionati sopra le barre flessibili rosa. Questi palloncini non sono collegati direttamente alle barre, ma ognuno si muove in modo indipendente. Tra il palloncino e la barra, c'è uno strato di filo in modo che i palloncini non cadano sul pavimento, ma il movimento dei bambini e il tocco della barra saranno trasmessi al palloncino, facendolo muovere.

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Bamboo Eye Pavilion, un chiaro esempio di sostenibilità ed ecologia

L’idea è un'interpretazione contemporanea del concetto tradizionale di “padiglione nel giardino”, creando un unico elemento: giardino-padiglione, dove architettura, botanica e paesaggio si fondono l'uno nell'altro. Inoltre la struttura, che stacca il terreno del giardino da terra, è realizzata in bambù naturale a palo tondo, un perfetto prodotto della Natura che integra al meglio i valori di Ecologia, Comunità, Nutrizione e Bellezza. Gli interni sono realizzati in bambù e rattan.

Bambù e rattan sono prodotti della natura sorprendenti pronti per essere utilizzati per l'architettura, il design e gli interni. Entrambi i materiali sono chiari esempi di sostenibilità, di ecologia e nell'odierna crisi ambientale sono una risorsa importante per architetti, designer e per l'industria delle costruzioni.

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Se anche tu hai progettato allestimenti, strutture temporanee, progetti di ricerca e di innovazione, realizzati dopo il 1° gennaio 2018 o ancora da realizzare, hai tempo fino al 31 maggio per iscriverti alla categoria Special Projects del The Plan Award 2021, presentando il tuo progetto attraverso la pagina dedicata.

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