Progetto Flaminio: vince Studio 015 Paola Viganò
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Progetto Flaminio: vince Studio 015 Paola Viganò

Scritto da Redazione The Plan -

Lo Studio 015 Paola Viganò è risultato vincitore di Progetto Flaminio, il concorso internazionale di progettazione urbanistica con cui sono stati affrontati la rigenerazione e lo sviluppo di una parte significativa della città, già oggetto di un intenso processo di trasformazione.
Bandito lo scorso anno da CDP Investimenti Sgr d’intesa con l’Amministrazione Comunale, il concorso richiedeva la progettazione di residenze, strutture commerciali e spazi pubblici nell’area che ospiterà la futura Città della Scienza. Ai margini della città storica, l’area del concorso è definita da importanti opere architettoniche del XX secolo (il Foro Italico, il Villaggio Olimpico, il Parco della Musica, il Museo MAXXI), che hanno costituito il contesto di partenza per la progettazione di questo nuovo brano di città.
Il progetto è nato dalla collaborazione tra Cassa Depositi e Prestiti Investimenti Sgr, proprietario dell’area, e Roma Capitale con l'Assessorato alla Trasformazione Urbana, che ha avviato e seguito un importante processo partecipativo di confronto e ascolto con la cittadinanza.
Vincitore del concorso è risultato lo Studio 015 Paola Viganò.
La scelta è stata così motivata dalla giuria: “Il percorso di Progetto Flaminio, grazie al lavoro di tutti e sei i finalisti ha progressivamente messo in luce le grandi potenzialità dell’area, coniugando le esigenze della cittadinanza, che abbiamo incontrato più volte, del Comune e della committenza.
In questo senso, Studio 015 Paola Viganò è stato scelto come progetto vincitore poiché individua una soluzione in cui ciò che assume senso sono le relazioni e le centralità urbane, gli spazi aperti, il paesaggio e quindi la qualità dell’abitare. Un progetto che propone una totale permeabilità e fruizione pubblica dell’area, che supera il suo carattere di recinto militare e consente una maggiore penetrazione del tessuto urbano da parte di abitanti e cittadini. Per queste qualità e per la sua flessibilità, il progetto rappresenta una buona e solida base per avviare e sostenere il percorso di progettazione e attuazione futura.” 
Secondo il verbale di giuria, “l’elemento che distingue il progetto è la costruzione di una fascia che allarga via Guido Reni e su cui si aprono gli spazi commerciali, rendendola una piazza lineare.
Questo suggerimento riapre per il Comune di Roma la sfida di un programma lungamente rinviato, che vede in via Guido Reni un tratto del grande asse di spazi pubblici occupato dai cittadini e perpendicolare a via Flaminia. La posizione della Città della Scienza si colloca nell’area originariamente prevista, aprendosi alla possibilità di diverse forme di sviluppo nel tempo. Lo spazio verso via del Vignola è caratterizzato da un giardino nel quale si ritrovano elementi della costruzione industriale. Infine, la parte residenziale è organizzata come una serie di strade pedonali e a traffico controllato, attraverso le quali si penetra in una sequenza di spazi pubblici e privati modulati e in parte da affidare alla cura dei residenti.”
Secondo Paola Viganò, “la nostra è un’idea di progetto come risorsa rinnovabile. Un linguaggio urbano solido che si lega a scelte che vanno molto in profondità. La fattibilità è il manifesto del progetto, un atto rivoluzionario in Italia, l’idea che sia qualcosa che si possa fare.”

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