Production, l’evoluzione architettonica dei complessi produttivi
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Production, l’evoluzione architettonica dei complessi produttivi

Garibaldiarchitects | Iraci Architetti | Kraaijvanger Architects | Ekkehard Voss | Giovanni Vaccarini

Production, l’evoluzione architettonica dei complessi produttivi
Scritto da Redazione The Plan -

Scure, strette, sporche e rumorose. Se quando pensiamo all’architettura delle fabbriche o dei complessi produttivi ci immaginiamo un capannone in cemento armato pieno di macchinari e ingranaggi, non ci allontaniamo molto dall’immaginario evocato da Charlie Chaplin in Tempi Moderni, ma siamo rimasti al 1936!!

Dopo novant’anni dall’uscita del film sono cambiate tante cose che hanno influenzato moltissimo sia i sistemi produttivi che l’edilizia legata ad essi. Basti semplicemente pensare a come si sono evoluti i processi di produzione e il conseguente miglioramento della qualità del lavoro. Solo questo ha innescato una serie di modifiche nella logistica aziendale che necessariamente hanno richiesto nuove idee e soluzioni spaziali e architettoniche.

L’attenzione alla salute e al benessere dei lavoratori è via via cresciuta fino a diventare oggi un elemento cardine di molti brand aziendali. Questo cambio di prospettiva nei confronti del lavoratore si traduce nella necessità di dotare i posti di lavoro di ambienti che prima non erano minimamente contemplati. Pensiamo per esempio alla realizzazione di aree ristoro, uffici più spaziosi, palestre, zone relax, ecc…

Anche le innovazioni tecnologiche hanno influito radicalmente nella progettazione dei complessi produttivi contemporanei. Le nuove tecnologie hanno consentito di ridurre le dimensioni dei macchinari e di conseguenza è stato diminuito lo spazio necessario per la produzione. Inoltre con l’avvento dei sistemi digitali è stato possibile demandare le mansioni più faticose alle macchine, permettendo agli operatori di sfruttare i vantaggi di un ruolo meno pericoloso.

Infine non è da sottovalutare l’attuale pandemia che sicuramente influirà sui modelli di produzione del futuro. La sicurezza, l’igiene e le protezioni individuali diventeranno delle prerogative imprescindibili per le aziende di domani e questo spingerà i progettisti a creare nuove soluzioni compositive per favorire tali pratiche.

L’architettura legata ai complessi produttivi ha attraversato nel corso dell’ultimo secolo notevoli trasformazioni. Gli architetti hanno costantemente interpretato, anche attraverso nuovi materiali e nuove tecniche costruttive, l’evolversi dei sistemi produttivi, cercando ogni volta di visualizzare in una forma l’espressione del proprio tempo. Ed è curioso notare come sempre più spesso vecchi edifici industriali, che fino a mezzo secolo fa erano attivi e produttivi, oggi sono del tutto inefficienti e devono essere recuperati attraverso nuove destinazioni d’uso. Un esmepio è l’ondata di innovazione che ha recentemente investito le Officine Grandi Riparazioni, nella zona sud-ovest di Torino, trasformandole in uno dei centri europei più importanti nel settore dell’arte, della cultura, del food, della ricerca scientifica, tecnologica e industriale.

Approfondisci il progetto OGR TECH presente anche nello speciale CONTRACT - VOL. 1

 

La categoria Production del premio The Plan Award 2021

 

Nel corso di questi anni, la categoria Production del The Plan Award, premio internazionale annuale di eccellenza in architettura, interior design e pianificazione urbana, ha ospitato numerosi esempi di complessi produttivi che rappresentano l’eccellenza dell’architettura contemporanea. Anche l’edizione The Plan Award 2021, a cui ci si può iscrivere fino al 31 maggio, oltre ad altre 19 categorie ospita la sezione Production dedicata a progetti legati alle aziende e al mondo della produzione in generale.

Scopri come partecipare al The Plan Award 2021

Abbiamo pensato che il miglior modo per raccontarvi cosa intendiamo realmente quando ci riferiamo alla categoria Production, è quello di proporvi alcuni progetti che hanno partecipato alle passate edizioni del The Plan Award.

 

Powerbarn, un sito industriale diventa un polo di produzione di energia elettrica

Giovanni Vaccarini Architetti realizza un polo per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ai margine della città di Ravenna nel comune di Russi. Il segno distintivo dell’intervento è quello di trovare un equilibrio tra le necessità produttive dell’uomo e la vita dell’ecosistema circostante. Il progetto si occupa della riconversione di un sito industriale della ex Eridania, un’industria agroalimentare che appartiene alla storia dell’imprenditoria italiana. Il progetto rappresenta la crasi tra il mondo agricolo circostante e quello industriale. L’idea è quella di pensare un intervento territoriale/paesaggistico che nel disegno del margine/terrapieno trovi il suo punto di interfaccia tra il mondo rurale e quello industriale.

I segni ed i materiali dell’intervento a scala territoriale sono di derivazione agricola, così come naturale è il rivestimento in legno dell’edificio principale. Un omaggio all’arte dell’intreccio ed alle architetture rurali provvisori.

Approfondisci il progetto originale

 

Tenuta San Giacomo, un polmone espressivo

In questo caso il complesso produttivo riesce addirittura ad esaltare le peculiarità del luogo senza rinunciare alla sua identità aziendale. Tenuta San Giacomo, progettata da Iraci Architetti, è un progetto che segna la centralità logistica e visiva su una estensione di 170 000 mq, si sviluppa su una superficie globale di 3000 mq e deve contenere tutti gli elementi che soddisfano le varie coltivazioni, diventando un polmone espressivo, in parte con spazi da dedicare all’esposizione dei prodotti, quindi uffici, spazi accoglienza ospiti, percorsi enogastronomici, ristorazione, sala congressi, sale riunioni e passeggiata visiva sull’intera tenuta. 

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Van Gelder Fruit and Vegetables

L’edificio progettato da Kraaijvanger Architects è l’esempio di un’architettura contemporanea, robotizzata e sostenibile al servizio del settore alimentare. L’abilità degli architetti è stata quella di creare un edificio capace di ospitare all’unisono un centro di produzione e di distribuzione di frutta e verdura, una serra, uffici e un experience center.

Il presupposto per il concetto spaziale è che più funzioni vengano fuse in un unico complesso architettonico, mostrando come tutti le funzioni possano coesistere in maniera completamente sostenibile.

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Skf test center

Il progetto di Ekkehard Voss, Tchoban Voss Architekten, è il centro di prova per cuscinetti di grandi dimensioni più performante al mondo. Dopo 110 anni di storia, l'azienda, che ha ancora una rilevanza mondiale come uno dei principali pionieri nel settore tecnologico, ha commissionato una nuova architettura aziendale. Il complesso dall'aspetto aerodinamico interpreta le linee fluide del logo e la filosofia dell’azienda. Le forme esteriori, moderne e aggressive, racchiudono ampi spazi interni che migliorano l’esperienza lavorativa dei propri dipendenti.

Inoltre una grande attenzione è stata rivolta anche all’aspetto del risparmio e dell’efficienza energetica.

Approfondisci il progetto originale in lingua inglese

 

Se hai progettato un complesso produttivo, realizzato dopo il 1° gennaio 2018 o non ancora costruito, hai tempo fino al 31 maggio per iscriverti alla categoria Production del The Plan Award 2021, presentando il tuo progetto attraverso la pagina dedicata.

 

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#Industrial design  #Garibaldiarchitects  #Iraci Architetti  #Kraaijvanger Architects  #Ekkehard Voss  #Giovanni Vaccarini 
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