Nuovo Polo San Raffaele, ospedale certificato LEED Gold
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Nuovo Polo San Raffaele, primo ospedale in Italia certificato LEED Gold

Un Polo chirurgico e delle urgenze dell’istituto di ricovero e cura a carattere scientifico dell’ospedale milanese

MCA - Mario Cucinella Architects

Nuovo Polo San Raffaele, ospedale certificato LEED Gold
Scritto da Redazione The Plan -
Ha partecipato al progetto Schüco

L’architettura può essere essa stessa una forma di cura, di attenzione, di dignità. È a partire da questa convinzione che è stato realizzato il nuovo Polo chirurgico e delle urgenze dell’istituto di ricovero e cura a carattere scientifico San Raffaele di Milano, una struttura sanitaria in continuità con l’esistente firmata dallo studio MCA - Mario Cucinella Architects, che l’ha definita, in virtù della sua forma, una sorta di iceberg capace di sradicare molti delle convenzioni e degli stereotipi legati al settore ospedaliero: diversa e accurata, infatti, è stata la scelta dei materiali e delle soluzioni a basso impatto ambientale, tanto all’esterno quanto all’interno. Tutto ciò l’ha portato a essere il primo ospedale in Italia con certificato LEED Gold, attestandone così un approccio orientato alla sostenibilità, il risparmio energetico e idrico, la riduzione delle emissioni di CO2, il miglioramento della qualità ecologica degli interni, i materiali e le risorse impiegati, il progetto e la scelta del sito. 

Ne sono un esempio su tutte le ceramiche antibatteriche dei sanitari o quelle di rivestimento delle lame a tutta altezza che caratterizzano le facciate:

«Il rivestimento del nuovo Polo chirurgico e delle urgenze del San Raffaele, la “pelle” bianca dell’iceberg, non è una trovata formalista, ma un sistema di lame in ceramica antismog di ultima generazione – ha spiegato lo stesso Cucinella –. Si tratta di un materiale in grado di ridurre l’inquinamento atmosferico, dalle funzioni antibatteriche. La qualità dello spazio, lo spazio esterno, lo spazio interno dell’ospedale, i colori, la modalità con cui sono progettate le stanze, le aree comuni, hanno l’obiettivo di dare dignità alle persone, di rassicurare ed è così che allora possiamo parlare di architettura: è una forma di cura».

 

Il progetto per il nuovo Polo del San Raffaele

Nuovo Polo chirurgico e delle urgenze San Raffaele Milano, MC Architects ©Duccio Malagamba, courtesy of MC Architects

Il nuovo Polo, che si integra con la struttura ospedaliera esistente, è composto da due elementi complementari, una piastra tecnica e una torre soprastante, i quali, abbandonando l’idea delle piazze orizzontali e uno sviluppo lineare, si caratterizzano per la loro integrazione dal punto di vista sia architettonico, sia funzionale, controbilanciandosi per forme e per tipologia di attività. Entrambi gli edifici sono accomunati da un layout degli spazi studiato con razionalità e pragmatismo, oltre a essere articolato in modo da sfruttare al massimo la luce naturale, anche grazie al suo riflesso dato dalle superfici in ceramica, e da creare zone d’integrazione con il verde e la natura. Tutte caratteristiche, queste, che rispondono alla volontà di creare un ambiente confortevole ed effettivamente di cura:

«Nel progetto del nuovo Polo chirurgico e delle urgenze, l’incontro con un committente ha permesso di lavorare a edificio all’avanguardia, che scardina molti dei luoghi comuni dell’architettura ospedaliera – ha aggiunto il direttore del progetto per MC Architects, Marco Dell’Agli Valletti –. Si è dimostrato come un ospedale del nostro tempo possa essere funzionale, flessibile, efficiente e allo stesso tempo un luogo bello e piacevole, dove trovare il tempo e la serenità per curarsi e guarire».

 

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Come è strutturata la piastra tecnica…

Nuovo Polo chirurgico e delle urgenze San Raffaele Milano, MC Architects ©Duccio Malagamba, courtesy of MC Architects

Il primo dei due elementi del nuovo Polo del San Raffaele è rappresentato da una piastra tecnica, un edificio di un solo livello fuori terra che ospita le sale per le funzioni e gli interventi più importanti: il blocco chirurgico, la terapia intensiva, il pronto soccorso. Pragmatismo, funzionalità e flessibilità sono alcune delle peculiarità del progetto, che si esplicano, tra le altre cose, nella facilità di accesso ai vari luoghi e nell’immediatezza di passaggio attraverso i corridoi di collegamento. Questo risultato è stato possibile anche grazie a un fondamentale confronto e dialogo con il personale che quotidianamente vive e usufruisce di quegli stessi spazi, proprio come ha sottolineato la project leader di MC Architects, Laura Mancini:

«Attraverso molteplici incontri con la proprietà e la direzione sanitaria ed alcuni rappresentanti del personale medico che lavorerà all’interno della nuova struttura, il progetto è stato affinato e perfezionato a più riprese al fine di individuare i requisiti funzionali e rispondere alle effettive necessità. Tale processo di mutuo scambio è stata la chiave della buona riuscita e del successo del progetto».

 

… e come è disegnata la torre, luogo di guarigione

Nuovo Polo chirurgico e delle urgenze San Raffaele Milano, MC Architects ©Duccio Malagamba, courtesy of MC Architects

Il secondo elemento, invece, consiste in una torre soprastante la piastra dedicata ai reparti di degenza, agli studi medici e agli ambulatori, pensata e strutturata come luogo della guarigione anche attraverso gli allestimenti e gli arredi. Questa, inoltre, si identifica rispetto al contesto circostante per le sue linee e superfici curve, ma anche da un alleggerimento del suo volume grazie ai profili slanciati verso l’alto. La lieve curvatura dei prospetti permette di differenziare la vista esterna dalle camere di degenza e, allo stesso tempo, migliora l’accesso alla luce naturale nella parte centrale della facciata.

Negli angoli dell’edificio, inoltre, risaltano ancor più le superfici vetrate, le quali garantiscono una connessione visiva tra esterno e interno ai soggiorni comuni per le degenze che qui sono ricavati. Questi funzionano, in inverno, come serre solari, le quali permettono di ridurre l’uso dell’impianto di riscaldamento.

 

Gli esterni del Polo chirurgico e delle urgenze del San Raffaele

Nuovo Polo chirurgico e delle urgenze San Raffaele Milano, MC Architects ©Duccio Malagamba, courtesy of MC Architects

L’involucro esterno del nuovo Polo è interamente rivestito in vetro, con lamelle verticali a tutta altezza in rapporto alla torre che, oltre a conferire un aspetto più slanciato e leggero, hanno una funzione bioclimatica. Funzionando come frangisole e creando delle zone d’ombra retrostanti, queste permettono di diminuire i carichi termici legati all’irraggiamento solare, senza impedire l’apporto di luce naturale all’interno. Questa, inoltre, risalta ancor più grazie al potenziale riflettente delle superfici in ceramica.

Tuttavia la conformazione delle lamelle conferisce loro anche un importante qualità antibatterica: queste hanno infatti un rivestimento catalitico al biossido di titanio che le rende una sorta di trappola per le particelle inquinanti presenti nell’atmosfera che, una volta rese inerti dai raggi solari, sono dilavate dalle precipitazioni atmosferiche. Lo stesso materiale svolge un ulteriore ruolo attivo per le zone limitrofe all’edificio, favorendo la trasformazione chimica dell’ozono in molecole di ossigeno.

 

L’organizzazione interna, gli arredi e i materiali

Nuovo Polo chirurgico e delle urgenze San Raffaele Milano, MC Architects ©Duccio Malagamba, courtesy of MC Architects

Potrebbe essere definito un vero e proprio hub di bioedilizia il nuovo Polo del San Raffaele: alla base della struttura, infatti, vi è la necessità di creare le condizioni di massima salubrità al suo interno attraverso la scelta di specifici materiali diversi rispetto a quelli più consueti. Sono stati infatti banditi materiali di sintesi largamente utilizzati nell’edilizia ospedaliera, come il Pvc, a favore lastre di gres antibatterico per i rivestimenti, prodotto che combina elevatissime prestazioni di resistenza meccanica e durabilità con l’azione inibitoria della proliferazione di microorganismi nocivi per la salute.

Discorso analogo per gli arredi e i sanitari in ceramica, i primi realizzati con materiali eco-sostenibili esenti da formaldeide, i secondi trattati con un rivestimento antibatterico. L’impiego di materiali riciclati e la presenza del verde, all’esterno come all’interno, contribuiscono infine a migliorare la qualità dell’aria e il benessere percepito dai pazienti, dal personale e dai visitatori.

Tutte queste caratteristiche strutturali e architettoniche, come le scelte impiantistiche all’avanguardia e altamente efficienti, contribuisco ulteriormente a ridurre i consumi energetici dell’edificio, rendendolo il primo ospedale italiano certificato LEED Gold.

«Abbiamo lavorato con la chiara intenzione di realizzare un edificio è ben progettato in grado di migliorarne molto il comfort. Un edificio che avesse bisogno di pochissima energia per il riscaldamento, trattenendo il calore e capace di generare poco guadagno termico, e che richiedesse poco raffreddamento. Sicuramente il nuovo Polo chirurgico e delle urgenze del San Raffaele è tra i progetti che meglio raccontano l’impegno dello studio sul fronte della sostenibilità e, la sua iconica facciata ne è il simbolo», ha concluso Mario Cucinella.

 

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Credits

Location: Milano, Italia
Architects: MC A-Mario Cucinella Architects
Complection: 2021
Client: Irccs Ospedale San Raffaele - Gruppo San Donato
Surface: 40.000 m2

Custom-made Façade System: Schüco

Photography by Duccio Malagamba, courtesy of MC Architects

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