Nuova sede Biblioteca NŠK a Gorizia di Waltritsch architect
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Dalla nuova sede della Biblioteca NŠK si vede tutta Gorizia

Ed è un incanto leggere nell'atmosfera decadente della Mitteleuropa

waltritsch a+u

Nuova sede Biblioteca NŠK a Gorizia di Waltritsch architect
Scritto da Redazione The Plan -

Curiosa città Gorizia, metà slava e metà italiana. Difficile trovarla nelle notizie di cronaca o sentirla in bocca alle persone come racconto di viaggio. Eppure il fascino che offre è unico, e da qualche mese il centro storico sta riprendendo lustro e interesse. Complice la nuova sede della Biblioteca Nazionale e degli studi slovena - Narodna in Študijska Knjižnica (NŠK) dedicata allo scrittore Damir Feigel, progettata da waltritsch a+u, che con i suoi ampi finestroni che danno sui Giardini Pubblici e la grande scala ovale che accoglie i visitatori, fa da quinta perfetta al contesto urbano di Gorizia. 

Vi raccontiamo la storia di questa meravigliosa architettura e del Trgovski Dom che la ospita, edificio polifunzionale dal fascino mitteleuropeo che, oltre alla biblioteca, accoglie un ristorante, una palestra, degli spazi commerciali, la sede di una banca, un teatro, dei locali per le riunioni, degli studi professionali, le sedi di alcune associazioni e degli appartamenti. 

 

Dalla nuova sede della Biblioteca NŠK si vede tutta Gorizia

La nuova sede della biblioteca slovena NŠK all'interno del palazzo Trgovski Dom, progettata da waltritsch a+u, prende origine dall'edificio che l'architetto Max Fabiani costruì nel 1905 a Gorizia. Fabiani fu uno dei maggiori architetti e urbanisti della Mitteleuropa, collaborò con Otto Wagner, elaborò il piano regolatore per la ricostruzione di Ljubljana distrutta dal terremoto del 1895, e poi di Bielitz, oggi Bielsko-Biala, in Polonia. Uno dei tratti salienti della sua arte di costruire, fu la sua capacità di fondere tradizione e innovazione, divenendo anche un urbanista con radici profonde nella «cultura della città». Fabiani si ritrovò a vivere a Gorizia all’inizio del Novecento, quando la città si trovava in un momento di intenso sviluppo urbanistico ed era considerata principalmente come luogo di turismo e di cura, la “Nizza austriaca”. Questo appellativo non era solo uno slogan, ma corrispondeva a un programma dell’autorità municipale del tempo: la città doveva dunque distinguersi per il suo carattere ospitale, offrire viali, ampi parchi e la possibilità di amene passeggiate. A questo proposito ben si collega la costruzione del Corso, aperto nel 1866 e intitolato all’imperatore Francesco Giuseppe: con questo progetto si inizia a configurare il nuovo assetto urbanistico di Gorizia, favorendo la crescita della nuova città lontano dall’antico centro storico ai piedi del castello.

Il Trgovski Dom si colloca al centro di questo nuovo contesto urbanistico, tra il Corso Francesco Giuseppe e i Giardini pubblici. Il palazzo fu realizzato come sede della Trgovska Obrtna Zadruga - Banca Commerciale Industriale e sede comunitaria slovena a Gorizia. La licenza edilizia data 23 maggio 1903, con modifica della facciata durante la fase esecutiva nel mese di luglio del 1904 (l’aggiunta della torretta circolare angolare). I lavori terminarono nel mese di giugno del 1905. Il progetto porta la firma dell’architetto Max Fabiani, la direzione lavori fu affidata al suo allievo Josip Costaperaria. 

Il Trgovski Dom sorge su un lotto con superficie di 900 metri quadri circa, all’angolo tra Corso Verdi e via Petrarca nel centro cittadino. La collocazione di pregio consente  l’affaccio sulla principale via cittadina e sui Giardini pubblici. L’edificio si sviluppa su 4 livelli fuori terra e uno seminterrato e funzionalmente si divide in due parti. La più cospicua si sviluppa su 4 livelli con forma planimetrica ad “L” lungo le due strade, la seconda parte è costituita da una sala teatrale rettangolare inserita nella corte. Il palazzo fu progettato per ospitare locali commerciali e una banca al piano terra, appartamenti e uffici ai piani superiori, un atelier nel sottotetto. La distribuzione ai piani avviene tramite scala interna ovale, alla quale si accede tramite un atrio comune che conduce alla corte interna.

L’interno dei locali, dall'aspetto spoglio e privo di decorazioni, ha un grande impatto visivo grazie ai grandi finestroni con affaccio diretto su strada. La seconda parte dell’edificio contiene una teatro al piano rialzato ed una palestra sottostante, e si sviluppa principalmente all’interno del lotto con accesso da via Petrarca. La sala è dotata di una balconata con figura planimetrica a “U”. 

 

Biblioteche, archivi del sapere

Più che archivi del sapere, le biblioteche sono oggi piazze della conoscenza e dello scambio culturale, capaci di stimolare il contatto tra le persone così come l’avvicinamento alla cultura in generale. Oltre alla fruizione del libro, è molto importante la generazione di attività diverse legate alla crescita intellettuale della collettività. Le biblioteche sono luoghi che oltre che a stimolare l’amore per la cultura, devono favorire la coesione sociale, il comportamento etico, il senso della comunità e l’impegno verso le nuove generazioni. Per questo motivo questi luoghi si propongono oggi come luoghi ospitali, per avvicinare la gente e invitarla a entrare. Ne avevamo mostrato le potenzialità in questo articolo dedicato alle più belle biblioteche del mondo, tra cui quella di Kirkkonumi, vincitrice del Finlandia Prize for Architecture 2021, la Biblioteca Civica Matsubara, a Osaka e totalmente immersa nell'acqua, e quella di un villaggio di Shangai, la nota Bibliotheater, una biblioteca-teatro a forma di “balena blu”.

 

Finestre come strumento di dialogo con la città

Il progetto della nuova sede della NŠK occupa parte del piano terra e del seminterrato dell’edificio. Al piano terra si è provveduto ad unificare i vari locali eliminando alcuni muri tramezzi, e si è inserito un piano soppalco arretrato dal filo di facciata per non interferire con la partitura dei serramenti. Le finestre di grande dimensione agiscono come efficace strumento di dialogo e comunicazione con l’evolversi della vita quotidiana della città. L’inserimento del soppalco è favorito dalla eccezionale altezza interna dei locali al piano terra (545 cm), ed è funzionale alla richiesta da parte della Biblioteca di gestione di maggiori spazi, nonché di differenziazione degli stessi. La superficie del soppalco include, in corrispondenza dell’ingresso principale all’angolo tra Corso Verdi e via Petrarca un foro circolare dal diametro di 2 metri, funzionale ad un’alleggerimento visivo del soppalco stesso, e a una contemporanea maggiore percezione della struttura a voltine in mattoni a soffitto, rese visibili dal presente intervento.

La presenza della figura circolare vuole anche essere un richiamo al coronamento angolare rappresentato della torretta circolare in cima all’edificio, chiaramente visibile dalla strada prima di entrare nell’edificio dalla porta posta all’angolo tra le due strade, e di fatto, insieme alle grandi finestre al piano terreno l’elemento che maggiormente caratterizza l’edificio Trgovski Dom. Il progetto consiste ulteriormente nel risanamento dei locali siti al piano interrato da adibire a deposito, prevedendo la demolizione di alcune superfettazioni e dando così forma alla figura planimetrica originale della palestra di scherma.

Si intende così, pur intervenendo unicamente all’interno dell’edificio, dare risalto alle due più importanti caratteristiche dell’edificio. Da un lato la configurazione di uno spazio interno unico amplifica la capacità di comunicazione tra interno ed esterno che questi locali hanno, grazie alle imponenti finestre con altezza 395 cm. La presenza del foro circolare nel soppalco rappresenta un’ulteriore commento sull’architettura dell’edificio, volendo sottolineare l’importanza dell’elegante soluzione d’angolo coronata dalla torretta circolare, proposta dal Fabiani.

Photos: © Marco Covi, courtesy waltritsch a+u

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