Libeskind: «Le mie madie disegnate dalla luce»
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Libeskind: «Le mie madie disegnate dalla luce»

intervista all’archistar, che ha presentato al Salone del Mobile la collezione ideata per Febal Casa

Daniel Libeskind

Libeskind: «Le mie madie disegnate dalla luce»
Scritto da Redazione The Plan -

Iconico e coerente, mai ordinario nel suo lavoro. Archistar ma soprattutto “scultore della materia” capace di spaziare dal campo dell’architettura fino al design senza mai perdere la sua identità progettuale. Daniel Libeskind è un maestro dell’architettura contemporanea che ispira e continuerà a ispirare i progettisti da tutto il mondo, grazie alla sua produzione fatta di grattacieli e musei, padiglioni e grandi memoriali cittadini, fra cui quello del World Trade Center di New York.

La grandezza di quest’uomo, nato in Polonia e formatosi negli Stati Uniti, non risiede nella sola progettazione di architetture, ma soprattutto in quella capacità di scendere di scala, fino a firmare il singolo dettaglio costruttivo. Una “sussidiarietà” che gli permette di mantenere la sua complessità minimalista e quella visione contemporanea che sa cavalcare gli anni senza mai invecchiare o stancare.

È per questo motivo che l’azienda sammarinese Colombini Group lo ha scelto come designer per la nuova collezione di mobili di un suo marchio: la Febal Casa. Il know how dell’azienda si unisce a una stretta cooperazione fra équipe di architetti e di interior designer, al fine di progettare elementi di arredo ritagliati sul cliente con quella classe che sa trasformarsi in emozione.

Image by Febal Casa, courtesy of Febal Casa

 

LIBESKIND022: la madia in chiave contemporanea

Con questa premessa nasce LIBESKIND022, la nuova capsule collection disegnata dall’archistar. Si tratta di una collezione di madie: un elemento di arredo preso in prestito dalla tradizione contadina che era utilizzato per conservare il lievito e la farina, oltre agli altri alimenti. Ma anche come supporto per impastare il pane o la pasta. Insomma, un elemento vivo e centrale della casa che testimonia la vita di tutti i giorni.

L’architetto fa tesoro della tradizione e la reinterpreta in chiave contemporanea. Dà vita a superfici tridimensionali in cui la luce e l’ombra creano forme effimere e alterano i colori. Il manufatto è in continua mutazione e assume infinite versioni senza mai perdere il dialogo con l’ambiente circostante.

La collezione presenta tre differenti tipologie di madie versatili: con altezza 75 cm in versione da tre ante o quattro ante e con altezza 154 cm in versione da due ante. Sono possibili inoltre diverse personalizzazioni per l’interno del mobile, con ripiani in pannello o vetro e con un top laccato opaco o gres. C’è anche la possibilità di inserire una cassettiera interna, con maniglia integrata. Le ante di LIBESKIND022 sono disponibili in diverse colorazioni, laccate oppure opache, della collezione Febal Casa GIORNO.

Image by Febal Casa, courtesy of Febal Casa

 

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La presentazione al Salone del Mobile di Milano

Per la presentazione ufficiale della collezione LIBESKIND022, Colombini Group ha scelto il Salone del Mobile.Milano 2022. Nello stand Febal Casa, alla presenza dello stesso Daniel Libeskind e di Emanuel Colombini, si è tenuta la cerimonia di presentazione, con tanto di taglio del nastro rosso. Un evento nell’evento che ha trasformato lo stand di 200 m2 in un hub dell’interior design.

Per l’occasione l’archistar ha voluto esserci, anche perché Milano rappresenta una sua seconda casa: qui fondò l’Architecture Intermundium nel 1985 e firmò le Residenze Libeskind nel 2013, oltre a un padiglione di EXPO 2015 e alla prossima inaugurazione della Torre Libeskind per CityLife.

In questa occasione ha concesso un’intervista a THE PLAN per parlare della sua collezione LIBESKIND022.

Image by Febal Casa, courtesy of Febal Casa

 

Come nasce l’idea della capsule collection di madie LIBESKIND022 per Febal Casa e qual è il percorso progettuale che ha portato fino alla sua realizzazione?
«Innanzi tutto, abbiamo avuto l’opportunità di lavorare con un’azienda dotata di una grande creatività, interessata a realizzare qualcosa di bello e capace di inserirsi bene sul mercato, un’azienda pronta a curare scrupolosamente l’attività di ricerca e sviluppo per ideare un prodotto. LIBESKIND022 nasce da questa collaborazione, anche se naturalmente è ispirata al mio lavoro e in particolare ai temi della dimensione domestica e della vita quotidiana, con l’obiettivo di coniugare funzionalità ed estetica in tutti gli ambienti della casa».

Anticamente, la madia veniva usata nelle case di campagna come supporto per impastare il pane e per custodirvi farina, lievito e altri alimenti. In che modo la collezione tiene conto di questa identità storica per poi attualizzarla?
«La madia è per definizione un arredo di servizio: è un luogo di custodia a cui però si deve poter accedere agevolmente, dunque costruito a misura d’uomo. Allo stesso tempo, la collezione rispecchia un nuovo senso di partecipazione alla vita di tutti i giorni, celebrando la gioia dei gesti quotidiani e non solo le occasioni speciali».

Dunque possiamo parlare di lusso accessibile?
«Sì, penso che sia importante realizzare un oggetto con un design di alta qualità che però non sia rivolto solo ai segmenti più alti del mercato. Il mio obiettivo è creare un prodotto che le persone possano acquistare e che sia anche un’opera d’arte, pensata per l’ambiente domestico».

LIBESKIND022 trae ispirazione dagli usi storici dell’ebanisteria volta alla protezione degli oggetti preziosi. Perché scegliere di utilizzare il legno rispetto ad altri materiali nel disegno di un prodotto?
«Il legno è un materiale gradevole al tatto, naturale e sostenibile, storicamente molto utilizzato negli interni delle abitazioni, cosa che gli conferisce un carattere familiare. Anche il disegno dell’arredo è molto importante in questo senso, poiché è caratterizzato da una geometria tradizionale e moderna al tempo stesso».

Image by Febal Casa, courtesy of Febal Casa

 

La sostenibilità è uno dei tratti distintivi dello studio Libeskind.
«Naturalmente. Al di là dell’attenzione al ciclo produttivo dei materiali, sostenibilità significa realizzare un prodotto di qualità destinato a restare nel tempo, al contrario di un oggetto scadente che verrà buttato. Questo è il principio artistico e poetico che anima la collezione».

Questi arredi sono caratterizzati da un design minimale e al contempo complesso, poiché cambiano a seconda di come vengono colpiti dalla luce. Quanto è importante il ruolo della luce nella progettazione, sia di un elemento di arredo, sia di un’architettura?
«La luce è il materiale principale con cui lavoro, è la struttura primaria di un’opera di architettura o di un oggetto per la casa, è qualcosa di inafferrabile e mistico, che si coglie soltanto nel momento dell’interazione e si sperimenta mentre si utilizza un oggetto. La madia in sé è un arredo statico, che però abbiamo dotato di una luminosità molto espressiva, per cui in realtà cambia in continuazione, con forme che vengono di volta in volta definite dalla luce».

Quali emozioni ha provato tornando al Salone del Mobile quest’anno dopo lo stop dovuto alla pandemia?
«È grandioso essere di nuovo a Milano. A dispetto della crisi, ci troviamo in un contesto che sta diventando più interessante: le persone richiedono un design molto più responsabile ed esigono qualcosa di ancora più bello, in un mondo che ha un disperato bisogno di bellezza».

 

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Credits

Collection: LIBESKIND022
Brand: Febal Casa (Colombini Group)
Designer: Daniel Libeskind
Images by Febal Casa, courtesy of Febal Casa

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