Libertà progettuale, creativa e compositiva: Villa
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Libertà progettuale, creativa e compositiva: Villa

Parisotto + Formenton Architetti | Malik Architecture | Mecanoo | Mino Caggiula Architects

Libertà progettuale, creativa e compositiva: Villa
Scritto da Redazione The Plan -

L’abitazione privata rappresenta oggi un bene prezioso, tanto più se possiamo decidere personalmente come realizzarla o ristrutturarla. Parliamo di Ville, abitazioni generalmente eleganti, con parco o giardino e spesso immerse nella natura. La loro tipologia edilizia di riferimento corrisponde alla casa singola, o indipendente, posta all’interno di uno spazio privato che ospita un solo nucleo famigliare, generalmente libera su tutti e quattro i fronti.

Le ville, grazie alla libertà creativa e compositiva che offrono, rappresentano spesso un’importante occasione per gli architetti per proporre le loro idee o dimostrare le loro capacità. Ovviamente il rapporto col cliente è fondamentale, ma è indubbio che molte architetture iconiche sono nate proprio come abitazioni private. Pensiamo per esempio alle ville del Palladio, alla Casa sulla cascata di Frank Lloyd Wright o a Villa Savoye costruita da Le Corbusier per rappresentare fisicamente i 5 principi dell'architettura moderna, i canoni dell'International Style.

Ma senza scavare troppo nel passato, possiamo trovare anche architetti contemporanei che addirittura hanno scelto di vivere nelle loro abitazioni-prototipo. La prima casa di Frank Gehry a Los Angeles, descritta anche nel famoso documentario di Sydney PollackFrank Gehry - Creatore di sogni”, rappresenta la sua estrema creatività e il suo stile inconfondibile, fatto di sperimentazione, improvvisazione e fantasia. Allo stesso modo, ma con principi quasi opposti, Philip Johnson costruisce la sua Glass House in New Canaan, nello stato del Connecticut, una casa completamente vetrata immersa nel bosco sapientemente descritta nel film “Philip Johnson: diary of an eccentric architect”. E infine non possiamo non citare Werner Sobek, architetto tedesco a cui abbiamo dedicato un intero documentario (The Architects Series: Werner Sobek), la cui abitazione rappresenta l’essenza della sua filosofia Triple Zero House, cioè una casa che non utilizza energia proveniente da combustibili fossili (zero energy), non emette gas ad effetto serra (zero emissions) e non produce rifiuti perché quasi completamente riciclabile (zero waste).

La libertà progettuale che caratterizza l’abitazione privata si riscontra non solo a livello estetico, ma anche tecnologico e funzionale. Il dialogo con un committente come singolo referente spesso consente di sperimentare nuove soluzioni e, a seconda del budget, anche di dotare l’abitazione di alternative innovative e mai provate prima.

Già oggi possiamo riscontrare in molte abitazioni private alcune tendenze progettuali che probabilmente diverranno prassi comuni nella progettazione delle case del futuro. Ad esempio una maggiore attenzione ai materiali costruttivi, più naturali e meno chimici, riciclabili e capaci di trasmettere comfort e benessere. Oppure possiamo già valutare l’impatto del ruolo sempre più dominante delle Smart-home automation, ovvero abitazioni sempre più controllate e controllabili da remoto con sistemi di sorveglianza intelligenti, impianti di automazione per l’ombreggiamento che apprendono autonomamente come agire per ottimizzare il risparmio energetico, dispositivi automatici per le pulizie, ecc… Inoltre sempre più centrale nella progettazione delle future abitazioni private diventa la progettazione dell’outdoor living, abbattendo i confini tra interno ed esterno e consentendo di trasformare anche l’outdoor in una vera e propria estensione dello spazio abitativo coperto.

La categoria Villa del premio The Plan Award 2021

Nel corso di questi anni, la categoria Villa del The Plan Award, premio internazionale annuale di eccellenza in architettura, interior design e pianificazione urbana, ha ospitato numerosi esempi di abitazioni private che rappresentano modelli d’avanguardia e di eccellenza in architettura. Anche l’edizione The Plan Award 2021, a cui ci si può iscrivere fino al 31 maggio, oltre ad altre 19 categorie ospita la sezione Villa dedicata alle abitazioni unifamiliari con aree a verde.

Scopri come partecipare al The Plan Award 2021

Di seguito vi presentiamo alcuni progetti che hanno partecipato alle passate edizioni del The Plan Award.

La casa dei tre ruscelli, una casa cucita nel paesaggio

La topografia del terreno, la memoria materiale dei forti circostanti, la luce del bosco e gli anfratti scavati dai fiumi sotterranei hanno creato le premesse contestuali su cui è stata sviluppata la casa.

In India, una villa distesa in un ambiente naturale di grande fascino, nella zona monsonica ad elevate precipitazioni piovose: la relativa vicinanza all’agglomerazione metropolitana di Mumbai rende possibile godere pienamente e senza preoccupazioni del senso di rifugio e ristoro offerto da un luogo e da un paesaggio che sono ben distinti e separati dalla convulsa vita della grande metropoli indiana. Il rilievo montagnoso che si determina come orizzonte prossimo e lontano per la villa (l’edificio si trova, infatti, ad un’altitudine di circa 830 metri slm), dà una forte impronta al paesaggio, e si presenta come una cornice che definisce un ambito prezioso, il paesaggio appunto, che rappresenta uno degli elementi imprescindibili per la definizione progettuale della villa.

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Villa rurale, azienda agricola con abitazione privata

L’area di progetto (circa 7,5 ettari nella campagna trevigiana, non lontano da uno storico centro abitato) ha principalmente destinazione agricola ed è utilizzata attualmente per coltivazioni di vario tipo. La committenza ha commissionato la realizzazione di un’azienda agricola con annessa abitazione privata dedicando i terreni all’impianto di coltivazioni di erbe officiali, frutteti, coltivazione di fiori eduli.

Secondo l’impianto del progetto, il costruito si colloca in posizione centrale rispetto alla vasta aera complessiva. Da questo cuore architettonico si sviluppano quattro lunghi assi che suddividono i terreni circostanti e ordinano le varie aree a coltura. Lungo le medesime direttrici si impostano i corpi di fabbrica: due stecche allungate e disposte parallelamente tra di loro sono collegate da una terza ortogonale. Planimetricamente la residenza ha la forma di una H. I tre corpi creano una grande corte, fulcro dell’abitazione: quest’ultima si chiude infatti in sé stessa per offrire un luogo riparato rispetto alla sconfinatezza della campagna. È verso questo spazio privato ed intimo che si rivolgono gli affacci della casa, in una reinterpretazione contemporanea dell’aia dove si svolgevano un tempo le attività contadine.

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Atelier Alice Trepp, studio d'artista: atelier e spazio di vita

Alice Trepp è un’artista che lavora con le sue mani per creare sculture che immortalano per sempre istanti di vita. Come architetti veniamo spesso annoverati tra gli artisti, ma gli artisti veri sono quelli che creano le opere d’arte. L’artista per antonomasia lavora con un suo soggetto mentre l’architetto fa vivere l’uomo all’interno della propria opera. Dall’ispirazione progettuale all’atto di creazione vero e proprio, si creano innumerevoli relazioni tra le discipline che coinvolgono committenti, specialisti, maestranze, nel rispetto di costi e tempi di realizzazione predefiniti.

L’Atelier Trepp nasce dal luogo e dalla persona. Costruire un atelier per un artista significa in primo luogo interpretare una peculiare modalità nel concepire il luogo stesso di riflessione e di creazione dell’opera. Atelier Trepp è insieme uno studio e uno spazio di vita. Il tema ha da sempre affascinato generazioni di autori idealmente protesi a disegnare per sé o ad affidare a qualcuno il compito non facile di dare vita ad uno spazio per certi versi ideale, congeniale all’operatività ma anche al pensiero, alla filosofia dell’artista. L’opera si propone con uno sviluppo ipogeo, il più possibile integrato con l’orografia del territorio, con la morfologia del sito, un declivio che pare aprirsi alla vista come nelle migliori circostanze possibili.

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Acquista OPEN BEING, la monografia dedicata allo studio Mino Caggiula Architects

 

Villa Vught, reinterpretando la tipologia di fattoria olandese

La villa sorge nella campagna olandese vicino a Vught dando un tocco contemporaneo alla tipologia di fattoria locale. Tradizionalmente, l'olandese "hoeve" è un insieme di case coloniche e alloggi vagamente raggruppati attorno a un cortile. Lo spazio aperto centrale è protetto, ma aperto al paesaggio circostante. Questa disposizione spaziale ha guidato la progettazione della Villa.

Le funzioni della Villa sono distribuite all'interno di tre volumi distinti, modellati per assomigliare al vernacolo di un piccolo villaggio. I due volumi inferiori hanno la forma di tipici fienili a capanna direttamente collegati ai giardini circostanti. Il volume più alto cattura la vista dell'ampio paesaggio in forte contrasto con gli edifici più bassi.

Approfondisci il progetto originale in inglese

 

Se hai progettato una Villa, abitazione unifamiliare con aree a verde, realizzata dopo il 1° gennaio 2018 o non ancora costruito, hai tempo fino al 31 maggio per iscriverti alla categoria Villa del The Plan Award 2021, presentando il tuo progetto attraverso la pagina dedicata

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#Abitazione privata  #Parisotto + Formenton Architetti  #Malik Architecture  #Mecanoo  #Mino Caggiula Architects 

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