L’architettura a misura di bambino
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L’architettura a misura di bambino

Al via la scuola SOUx a Genova con Alfonso Femia e Simonetta Cenci

Atelier(s) Alfonso Femia

L’architettura a misura di bambino
Scritto da Redazione The Plan -

Città, educazione civica, proiezione della capacità immaginativa dei più piccoli nel pragmatico mondo dell’architettura: è stata avviata a partire da questi capisaldi la nuova scuola di architettura per bambini (dai 7 ai 12 anni) a Genova, fortemente voluta da Alfonso Femia, fondatore dello studio Atelier(s) Alfonso Femia che ne è tra i coordinatori, e da Simonetta Cenci, aderendo così all’ampio progetto di SOUx (il cui nome è un omaggio all’architetto giapponese e docente in diverse università, Sou Fujimoto, e la cui prima esperienza italiana è partita nel 2016 nel contesto di Favara Cultural Farm) e che raccoglie scuole – in alcuni casi anche a domicilio – in tutta Italia. Aperta a 20 studenti e gratuita (è prevista solo una quota assicurativa d'iscrizione), la scuola avrà come attività caratterizzante la trasformazione del parco Villetta di Negro attraverso il progetto realizzato dai bambini stessi con l’accompagnamento degli insegnanti.

Ad aver portato i due promotori a intraprendere questo percorso, oltre alle esperienze e alle consapevolezze acquisite attraverso la pratica professionale quotidiana, anche e soprattutto la volontà di far ritrovare, fin dall’infanzia, un’empatia tra persone e architettura, tra persone e territorio. In altre parole, l’obiettivo è quello di provare a dare una risposta, un’alternativa al vuoto formativo che in molti casi è difficile da colmare nei cicli scolastici tradizionali; un’opzione in più alla stregua di quanto avviene per le lingue straniere, la musica, lo sport. In questo modo, dunque, la scuola di architettura per bambini diventa una forma di trasferimento, nell’ambito della dimensione urbana delle città, delle parole del grande maestro, Claudio Abbado: «Non si deve insegnare la musica ai bambini per farli diventare grandi musicisti, ma perché imparino ad ascoltare e, di conseguenza, a essere ascoltati». Lo stesso, dunque, può e deve valere per l’architettura: il percorso di studi ha un suo scopo ben preciso, far sì che le nuove generazioni non camminino per le vie delle città senza sapere, senza vedere e dunque senza amare il proprio territorio. La mancanza di conoscenza degli oggetti urbani, del resto, spegne l’interesse, nega l’aspirazione alla condivisione e alla relazione negli spazi pubblici, sopisce il desiderio di essere cittadini, parte attiva dei luoghi e delle comunità.

«Ci impegneremo per trasferire racconti, storie, strumenti per far amare e stimolare l’immaginazione prima di tutto e poi per progettare, ma sono certa che i bambini ci restituiranno in misura decuplicata un arricchimento di visioni, impressioni, sogni – ha sottolineato Simonetta Cenci, direttrice della scuola e già assessore all’urbanistica del Comune di Genova (2017-2022) –. Impareremo dai loro occhi a guardare in modo diverso la nostra bellissima città».

 

Dove, quando SOUx Genova e i temi principali

SOUx Genova ©Ileana Notario, courtesy of Atelier(s) Alfonso Femia

Le attività formative della scuola di architettura per bambini SOUx di Genova seguiranno quasi del tutto il calendario scolastico 2023/2024, con inizio delle lezioni nel mese di ottobre e conclusione a maggio. Gli incontri e i laboratori, con cadenza settimanale, saranno dunque pomeridiani e della durata di due ore e mezza (dalle 15.30 alle 18), con sedi che saranno via via differenti ma pur sempre accomunate dalla loro significatività per la vita culturale, sociale e amministrativa della città, come nel caso dell’Università o dell’Urban Lab. Oltre ai docenti e ai tutor per lo svolgimento dei laboratori, diverse saranno le figure coinvolte nel corso dell’anno, provenienti da settori diversi ma collaterali, da designer a medici, da artisti a giornalisti fino a grafici e illustratori.

A partire dal linguaggio, dalle parole dell’architettura – passaggio fondamentale per trasmettere i concetti –, il corso fornirà gli strumenti per imparare a riconoscere gli elementi della città; osservare (dimensioni, proporzioni, punti di vista); riconoscere le relazioni tra arte e architettura; comprendere cosa sia il design; conoscere i materiali per fare l’architettura; utilizzare la fotografia come analisi del contesto; comprendere la relazione tra l’architettura e gli elementi naturali, acqua e verde, gli oggetti e la luce; capire i flussi di mobilità e come funzionano strade e piazze e i luoghi pubblici di raccordo.

L’attività sarà affiancata da laboratori e finalizzata a un progetto (messo a punto dai bambini) sul Parco Villetta di Negro, nel centro storico della città.

«Le bambine e i bambini devono diventare adulti consapevoli sul piano della relazione, dello spazio e degli oggetti, capaci di riconoscere e scegliere in termini attivi, non di subire decisioni talvolta incongruenti alle esigenze della propria città – ha concluso Alfonso Femia –. Non vogliamo che assumano il nostro punto di vista ma intendiamo stimolare la curiosità, il senso di esplorazione e scoperta. Dentro e fuori, sopra e sotto, le mille opportunità degli sguardi alternativi per liberare creatività e immaginazione».

>>> Leggi anche l’intervista ad Alfonso Femia su Sangiovanni Housing, un intervento di riqualificazione urbana a vantaggio di studenti e non solo

 

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Credits

All images courtesy of Atelier(s) Alfonso Femia

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