La vita dopo il lockdown
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La vita dopo il lockdown - Abstract 1

Come sarà il mondo dopo il Coronavirus

La vita dopo il lockdown

L’emergenza sanitaria causata dall’attuale pandemia virale da Covid-19 ha interrotto quel flusso di pensieri e azioni che sembrava correre indisturbato verso una certa idea di futuro ormai consolidata nell’immaginario collettivo. La pandemia e il lockdown ci hanno costretti a rallentare fino quasi a fermarci, inserendo nell’equazione del nostro immaginario futuribile nuove variabili legate al modo di concepire la società. Leggi l’abstract dei concetti espressi e vai ad ascoltare il mini video di due minuti di otto importanti pensatori. #thenewtomorrow L’architettura, Prometeo ante litteram (come insegna Ivano Dionigi - THEPLAN116 ), e i suoi interpreti, sono tra i primi ad essere stati investiti dalla responsabilità di riflettere sulla situazione attuale per ripensare il futuro e la vita dopo il lockdown. In questo primo episodio vi raccontiamo le impressioni dei primi architetti che ci hanno confidato le loro riflessioni su come cambierà l’architettura dopo il lockdown post Covid-19. Seguici nell'abstract 2 e nell'abstract 3

 

Stefan Behnisch – Nuove prospettive
Come spiega Stefan Behnisch di Behnisch Architekten, la nostra percezione del mondo cambierà radicalmente. Dovremmo imparare a prenderci cura maggiormente dei nostri vicini perché anche da loro dipende la nostra vita, ridefinendo i meriti della società aperta. Questo potrà tradursi in un’architettura più attenta alla qualità dei nostri spazi abitativi e degli spazi pubblici, riscoprendo il silenzio e l’aria pulita. Infrastrutture ed edilizia pubblica saranno le priorità del futuro insieme a nuove modalità di collaborazione a distanza.

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Patrik Schumacher – Il futuro è già qui
Un tempo che, se sapientemente sfruttato, potrà trasformarsi in un’occasione per accelerare quelle innovazioni architettoniche che fino a poco tempo fa erano solo una promessa avveniristica. Patrik Schumacher di Zaha Hadid Architects, studio di architettura che da anni si occupa di forme complesse e architettura ad alta densità, propone una strategia progettuale capace di affrontare le nuove sfide imminenti attraverso l’uso di tecnologie 3D, ambienti tridimensionali immersivi e architettura parametrica, strumenti che ci permetteranno di interagire digitalmente in modalità cloud multi-user. 

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Simonetta Cenci – Riprendere il nostro spazio
Un cambio di passo che porterà presto ad una riappropriazione umana degli spazi pubblici. Genova con la costruzione del nuovo ponte, simbolo di un’Italia che non si ferma nonostante la pandemia, ha anticipato questa tendenza, come ci ha raccontato Simonetta Cenci (Assessore all'urbanistica, progetti di riqualificazione, Comune di Genova), ridando importanza agli spazi aperti attraverso infrastrutture capaci di rigenerare interi quartieri prendendosi cura del territorio.

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Sergei Tchoban -  Gli errori del passato
Bisognerà stare attenti a non ripercorrere gli errori del passato. Come ci ricorda Sergei Tchoban di Tchoban Voss Architekten, alcune recenti conquiste come la possibilità di viaggiare liberamente in tutto il mondo e di lavorare su scala globale senza dover essere necessariamente legati ad un mercato locale, sono privilegi che dobbiamo continuare a difendere e rendere ancora più efficienti con le nuove tecnologie digitali.

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Silvia Vegetti Finzi – Spazi intermedi
La predominanza della visione architettonica maschile ha sempre ricercato opposizioni dicotomiche nella lettura del costruito: alto e basso, centro e periferia. Questa pandemia, come sostiene Silvia Vegetti Finzi, ci ha fatto riscoprire l’importanza degli spazi intermedi come i cortili, le terrazze, i balconi, luoghi di una nuova, ma antica, forma di socializzazione per prossimità.

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Mino Caggiula – Il contatto sociale
Mino Caggiula di Mino Caggiula Architects ci ricorda come, paradossalmente, solo nel momento in cui è stato impedito il contatto sociale, abbiamo capito l’importanza di un abbraccio e dovremmo ricordarci di questo assunto quando potremo tornare a costruire nuovamente il nostro futuro.

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Laura Renda  - Turning point
Volenti o nolenti l’emergenza sanitaria e le restrizioni alle nostre attività quotidiane hanno rappresentato un momento di profonda transizione, un turning point che dividerà per sempre le vite di ognuno di noi, a livello collettivo, con un “prima” e un “dopo”; Laura Renda di D2U - Design to User ci illustra come lo smart-working, il co-smart-working e un approccio progettuale modulare sono alcune delle nuove opportunità che ci prospetta il “dopo”.

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Aldo Cibic - #Stayathome
Una “grande sberla”, come la definisce Aldo Cibic di Cibic Workshop, che, per quanto forte, passerà e nell’attesa possiamo già cominciare a cambiare il mondo stando a casa.

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