La riapertura dei musei all’insegna dell’innovazione
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La riapertura dei musei all’insegna dell’innovazione

Veri e propri laboratori, gli spazi dedicati alla cultura saranno sempre più interattivi e immersivi

Atelier Z+ | NIETO SOBEJANO ARQUITECTOS SLP | gad · line+ studio, Greenton Architecture Design | FXCollaborative

La riapertura dei musei all’insegna dell’innovazione
Scritto da Redazione The Plan -

Accessibilità, inclusione, interazione e partecipazione: sono alcuni degli spunti per la ripartenza dei musei nel post-pandemia. D’ora in avanti, la sfida per i centri espositivi sarà quella di convincere le persone a passare di nuovo dalla visita virtuale all’esperienza reale. Una missione nella quale l’architettura e l’interior design svolgeranno un ruolo fondamentale nel delineare quell’ambiente fisico a cui è necessario tornare. Dopo l’iniziale entusiasmo per le possibilità offerte dalle tecnologie digitali, infatti, ci si è resi conto di come l’online sia uno strumento tanto potente quanto alienante nel lungo periodo, se utilizzato come canale di comunicazione esclusivo.

 

Questa primavera i luoghi della cultura stanno finalmente riaprendo le porte: con musei e biblioteche chiusi durante il primo lockdown e poi di nuovo dallo scorso novembre, mai come nell’ultimo anno si è sentita la mancanza della cultura quale nutrimento dell’anima. Una situazione che, così come la pandemia, si estende su scala globale: nel recente aggiornamento della relazione sullo stato delle istituzioni museali pubblicata nel 2020, l’Unesco rileva un crollo del 70% delle presenze e un calo medio dei ricavi del 40-60% rispetto al 2019, con oltre 155 giorni in media di chiusura su 104mila musei presi in esame. Adesso, però, c’è l’occasione di ripartire sfruttando l’alto livello di attenzione che il settore ha guadagnato in questi mesi – suo malgrado – per avviare una stagione di innovazione.

 

Ripartire dal territorio per creare una comunità

 

Per l’architetto e scenografo museale Lorenzo Greppi, nel post-Covid sarà utile attuare un insieme integrato di buone pratiche innovative, a iniziare da una maggiore attenzione del museo al rapporto con il territorio. Attraverso forme privilegiate di accoglienza e fidelizzazione, l’obiettivo è costruire un senso di appartenenza alla comunità, trasformando i social network in reti di contatti tangibili. Un passaggio dal virtuale al reale che investa dunque non soltanto la dimensione spaziale, ma anche quella sociale, per un’esperienza sempre più coinvolgente e immersiva, che porti i visitatori a diventare veri e propri abitanti della casa museo.

Se questo è l’elemento di novità, restano poi i temi classici da affrontare nella progettazione di uno spazio museale: dall’organizzazione delle sale espositive alla strategia di comunicazione, dalle modalità di interazione al progetto di illuminazione. Il tutto con l’obiettivo di trasformare sempre più i musei in poli culturali, non semplici luoghi di conservazione ed esposizione delle opere ma laboratori multidisciplinari. Mentre prima l’arte entrava nei musei, ora è arrivato il momento che esca nelle strade. È proprio questo il messaggio della performance andata in scena al Mambo di Bologna qualche giorno fa, quando un uomo ha tagliato una porzione di parete in cartongesso con una motosega, portando via un disegno di Aldo Giannotti, come suggerito dallo stesso autore.

 

La categoria Culture del premio The Plan Award 2021

 

Della progettazione di musei, biblioteche e centri espositivi si occupano i professionisti iscritti alla categoria Culture del The Plan Award. Il premio annuale, aperto alla partecipazione di opere realizzate e future, nasce con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la qualità del lavoro di progettisti, accademici e studenti nei settori di architettura, design e urbanistica, ampliando il dibattito sulle tematiche più attuali nell’ambito della progettazione. Il The Plan Award 2021, a cui ci si può iscrivere fino al 31 maggio, è strutturato in diverse categorie, per ognuna delle quali verrà decretato un vincitore e, qualora la Giuria lo ritenga opportuno, verranno assegnate anche menzioni d’onore.

Scopri come partecipare al The Plan Award 2021

Il tema del museo integrato nel suo territorio richiama il fondamentale binomio cultura e natura, che riveste un ruolo centrale nel processo creativo degli architetti, come emerge da diversi progetti presentati all’edizione 2020 del The Plan Award.

 

Wetland Research and Education Center, una piattaforma di ricerca scientifica

La riserva naturale di Dongtan è un’ampia palude sull'Isola di Chongming, situata alla foce del Fiume Azzurro, nel territorio di Shanghai. Alcuni anni fa, il Dongtan Wetland Park ha avviato progetti di gestione ecologica per controllare la diffusione della spartina alterniflora e per migliorare l'habitat degli uccelli. A supporto di questo progetto è stato costruito il Wetland Research and Education Center, per il quale i progettisti di Atelier Z+ si sono ispirati alle capanne sparse tra le montagne e le acque, descritte dall'antico paesaggista cinese Wang Meng nel XIV secolo.

Al fine di ridurre al minimo l'impatto sull'ecosistema locale, l’intervento presenta un carattere diffuso, con diversi volumi sparsi sulla piattaforma palafitticola, nascosti tra i canneti e collegati tra loro da un ponte a traliccio a zig-zag. A partire dalle grandi Y di cemento armato che emergono dall’acqua, il complesso si articola in una di tetti continui attraversati da tagli di luce.

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Arvo Pärt Centre, il principio che struttura la composizione musicale

Tempo e luogo, musica e architettura: questa dicotomia è all'origine del progetto di Nieto Sobejano Arquitectos per l’Arvo Pärt Centre a Laulasmaa, in Estonia. Il centro culturale, dedicato al compositore da cui prende il nome, è circondato da una fitta foresta di pini, rispetto alla quale l’edificio si colloca in totale continuità percettiva.

L’intervento nasce da uno schema di cortili poligonali le cui variazioni di dimensione e posizione generano sequenze spaziali differenti. Il rapporto tra interno ed esterno è filtrato da una serie di sottili colonne circolari, che rievocano i ritmi di alcune composizioni di Arvo Pärt e l’immagine degli alberi circostanti. La copertura in zinco si ripiega sulla superficie del terreno avvolgendo gli spazi interni, mentre una torre elicoidale metallica si innalza sopra i pini aprendo la vista verso il Mar Baltico.

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Qiantang River Museum di Hangzhou, uscire dalla tentazione del simbolismo

Il Qiantang River Museum di Hangzhou, capoluogo della provincia cinese di Zhejiang, segna l’uscita da una logica di simbolismo, verso la progettazione di luoghi aperti e partecipativi, che si configurano come espansioni della vita pubblica e del contesto urbano. Il tema del ridotto spazio di costruzione è stato risolto con un'architettura a forma di spirale, intersecata con il volume di un tronco di cono rovesciato.

Si organizzano così percorsi con flussi di persone all'interno e all'esterno del museo, come vortici d'acqua che turbinano e si intrecciano visivamente, rafforzando l’immagine di un edificio nato dal fiume. Questo concept è evocato anche dalle facciate continue in pannelli di zinco titanio con forme concave, convesse o piatte, che scintillano come riflessi di luce su uno specchio d’acqua.

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Il Museo della Statua della Libertà: “Libertà che illumina il mondo"

Il nuovo Museo della Statua della Libertà nasce dalla necessità di ampliare lo spazio dedicato al più rappresentativo tra i monumenti americani, in precedenza relegato al piedistallo della statua stessa. Situato all'estremità opposta di Ellis Island rispetto a Lady Liberty, il museo è caratterizzato da un design sobrio in armonia con il sito.

La facciata vetrata, che mette in mostra la torcia originale, è interrotta da un’ampia scalinata che conduce al tetto giardino, da cui si può godere della vista sulla baia di New York. Il progetto di FXCollaborative fonde edificio e paesaggio, creando un nuovo ambiente ricco di spazi all’aperto, che dialogano con quelli interni, tra cui gallerie espositive, servizi per i visitatori e un teatro.

Approfondisci il progetto originale in lingua inglese

 

Se anche tu hai progettato un complesso scolastico, realizzato dopo il 1° gennaio 2018 o ancora da realizzare, hai tempo fino al 31 maggio per iscriverti alla categoria Culture del The Plan Award 2021, presentando il tuo progetto attraverso la pagina dedicata.

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