La Biennale dello Stretto, riflettere per agire, mettersi in gioco e sfidarsi
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La Biennale dello Stretto, riflettere per agire, mettersi in gioco e sfidarsi

C’è tempo fino al 29 agosto per partecipare alla challenge under 35

Atelier(s) Alfonso Femia | Francesca Moraci

La Biennale dello Stretto, riflettere per agire, mettersi in gioco e sfidarsi
Scritto da Redazione The Plan -

Osservare, ascoltare, guardare la magia e sognare il Mediterraneo. È uno sguardo che va oltre la descrizione di un territorio quello richiesto e allo stesso tempo proposto da La Biennale dello Stretto, l’evento autunnale 2022 diretto e curato da Alfonso Femia e da Francesca Moraci; uno sguardo che può partire anche dalla riflessione sulle possibilità di sviluppo di una parola legata ai tanti mondi del Mare Nostrum. Il contest dedicato ai giovani progettisti under 35, per il quale ci si può candidare entro il 29 agosto, parte proprio da questa richiesta, ovvero dall’individuazione di una parola quale matrice progettuale: una chiave di lettura, dunque, per una sorta di instant project – come l’hanno definito gli organizzatori – alla quale associare disegni, fotografie, modelli progettuali. Si potrebbe per esempio partire da quella zona di terreno pianeggiante adiacente al letto di magra di un corso d’acqua che viene sommersa quando le acque sono alte che è la golena, per poi entrare a far parte di quel dibattito e di quella piattaforma culturale e produttiva promossa dalla stessa kermesse. I finalisti della challenge, infatti, potranno partecipare ai talk organizzati nel corso della cinque giorni de La Biennale dello Stretto, instaurando un confronto diretto con architetti e urbanisti internazionali.

 

La Biennale dello Stretto

La Biennale dello Stretto ©Stefano Anzini, courtesy of La Biennale dello Stretto e Mediterranei Invisibili

La Biennale dello Stretto, che nasce dal progetto di ricerca Mediterranei Invisibili (a sua volta nato nel 2018 per indagare l’intero territorio mediterraneo attraverso il contributo di accademici, professionisti, Pubblica Amministrazione), vuole essere un evento sintesi di quanto raccolto, elaborato e proposto proprio in seno a tale esperienza; in modo tale da rendere fruibili, accessibili e operative le idee e le strategie indagate. La finalità di base di questo programma, ormai permanente, è infatti quella di riuscire a cogliere le potenzialità di rilancio di un territorio, un’azione che non può prescindere da una mappatura dei servizi e dei riferimenti essenziali come le infrastrutture esistenti, il paesaggio e il patrimonio naturale da salvaguardare, l’ambiente già urbanizzato e quello ancora incontaminato (almeno in parte), le funzioni e le necessità sociali della popolazione.

La Biennale dello Stretto ©Stefano Anzini, courtesy of La Biennale dello Stretto e Mediterranei Invisibili

Al di là della denominazione de La Biennale stessa, che potrebbe far supporre un’attenzione limitata alla Sicilia e alla Calabria, il suo focus è più ampio, estendendosi a tutti quei tratti affacciati sul Mediterraneo: la costa africana della Tunisia e dell’Algeria, tanto quella europea della Grecia e della Croazia, della Francia e della Spagna. Può essere dunque paragonata a una calamita La Biennale dello Stretto, dalla quale parte lo slancio verso tutto l’intorno.

In altre parole, l’appuntamento vuole studiare quali siano le possibili chiavi del cambiamento, provando anche a proporre qualche indicazione concreta: come hanno sottolineato gli organizzatori e focalizzandosi intorno allo Stretto, questo percorso lo si può portare avanti attraverso la risposta a tre domande:

«Come lo Stretto si può riappropriare del suo ruolo centrale nel Mediterraneo? Come lo Stretto si può aprire al Mediterraneo e come è possibile descrivere il Mediterraneo e il suo cambiamento, senza frammentarlo in eventi, proprio perché è un intero mondo? Come lo Stretto può diventare cassa di risonanza, in grado di percepire e di trasmettere le vibrazioni storiche e geografiche, progettuali e sociali in una dimensione di attuabilità concreta?».

In virtù delle specificità di queste aree, caratterizzate da un’antichissima storia e da flussi costanti tra la costa e l’entroterra che ne determinano un’identità molto forte, l’idea è quella di non trattare temi diversi a ogni successiva edizione de La Biennale (la cui cadenza è appunto di ogni due anni), bensì di porre costantemente al centro l’elemento geografico e territoriale quale anello di congiunzione di riflessioni politiche, economiche e culturali.

 

>>> Leggi anche una riflessione di Alfonso Femia sulla scuola come protagonista sociale. Qui un'anteprima dell'articolo pubblicato su THE PLAN 128.

 

Obiettivi e voci internazionali

La Biennale dello Stretto ©Stefano Anzini, courtesy of La Biennale dello Stretto e Mediterranei Invisibili

A partire dall’idea di fondo di curare e mantenere vive relazioni efficaci tra le varie città del Mediterraneo e le sue persone, in uno scambio che promuova in primis il valore dell’inclusione, l’obiettivo del programma è quello di «elaborare progettualità innovative tra lo Stretto e l’intorno mediterraneo internazionale, attraverso una mostra esito di una call to action rivolta ad architetti, giornalisti, artisti e momenti di dibattito con personaggi autorevoli del mondo della cultura, dell’architettura e dell’arte – hanno fatto sapere gli organizzatori in una nota –. Il programma prevede la presenza di ospiti internazionali e la richiesta di partecipazione dei Paesi della riva europea, asiatica e africana del Mediterraneo».

Più nello specifico, sarà allestita una mostra a Campo Calabro, in Batteria Forte Siacci e a Messina, in Fondazione Horcynus Orca, esito della raccolta di contributi attivati attraverso la call to action internazionale rivolta ad architetti e artisti con lo scopo di elaborare progettualità innovative tra lo Stretto e l’intorno mediterraneo internazionale. E, ancora, le cinque giornate di dibattiti con personaggi autorevoli del mondo della cultura, dell’architettura e dell’arte, della politica, della scienza e della tecnologia.

 

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La Biennale dello Stretto ©Stefano Anzini, courtesy of La Biennale dello Stretto e Mediterranei Invisibili

Le linee di intervento, ancora in progress, vanno dalla progettazione al design, dall’innovazione alla formazione, fino a toccare argomenti economici e politici per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, di impatto sociale e agroalimentari.

Direttori e curatori de La Biennale sono Alfonso Femia, architetto, già curatore della terza edizione de La Biennale di Architettura di Pisa, nel 2019 e Francesca Moraci, professoressa ordinaria all’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

L’evento è promosso dalla società 500x100 Italia, società benefit con laboratori di ricerca permanenti, fondata nel 2015, in partnership con l’ordine degli Architetti di Reggio di Calabria.

La Biennale dello stretto di terrà tra Reggio Calabria, in Forte Batteria Siacci, e Messina in Fondazione Horcynus Orca dal 30 settembre al 4 ottobre 2022.

 

«Il Mediterraneo non è solo geografia. I suoi confini non sono definiti né nello spazio né nel tempo. Non sappiamo come fare a determinarli e in che modo: sono irriducibili alla sovranità o alla storia, non sono né statali né nazionali». Predrag Matvejević, in Breviario Mediterraneo.

 

>>> Scopri anche la Dallara Academy firmata da Atelier(s) Alfonso Femia.

 

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Credits

Location: Reggio Calabria e Messina, Italy
Date: 30 settembre - 4 ottobre
Director and curator: Alfonso Femia and Francesca Moraci
Photography by Stefano Anzini, courtesy of La Biennale dello Stretto and Mediterranei Invisibili

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