L’hospitality tra avventurosa evasione e rassicurante consuetudine
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L’hospitality tra avventurosa evasione e rassicurante consuetudine

Hotel, ristoranti e centri benessere accolgono gli ospiti in sintonia con il contesto urbano o naturale

Matteo Thun & Partners | Studio raro | Lyndon Neri&Rossana Hu | Gherardi Architetti

L’hospitality tra avventurosa evasione e rassicurante consuetudine
Scritto da Redazione The Plan -

Cosa si cerca in una vacanza e dunque in un hotel? Certamente la possibilità di evadere dalla solita routine, ma anche qualcosa che sappia richiamare l’atmosfera domestica, soprattutto se si tratta invece di un viaggio di lavoro. In definitiva nel soggiorno lontano da casa si cerca un’esperienza emozionale e al progetto architettonico è affidato il compito di crearla. Un ambiente confortevole e di design rappresenta il prodotto finale che viene presentato agli ospiti, dietro al quale si nasconde un’approfondita ricerca di soluzioni tecniche e gestionali che assicurino una buona funzionalità e un’agevole manutenzione.

A partire dalle aree comuni come reception, bar e ristorante, a cui possono aggiungersi sala lounge, spa e piscina, fino alle camere ed eventualmente alle suite, l’organizzazione degli spazi di un albergo deve essere studiata per garantire il benessere delle persone che vi soggiornano e di quelle che vi lavorano. A questo proposito, la progettazione delle aree appartenenti a Front of House (ambienti dedicati all’accoglienza degli ospiti) e Back of House (locali di servizio per il personale) è sempre più improntata a una logica di continuità piuttosto che di rigida suddivisione. Ci sono infatti spazi che non possono essere attribuiti soltanto all’una o all’altra categoria, come la cosiddetta show kitchen, perfetto esempio di come un’area spesso relegata a una posizione di secondo piano possa invece rivestire un ruolo centrale nel progetto.

 

Negli alberghi continua la scoperta del luogo

Che si tratti della struttura di una catena alberghiera con un certo livello di standardizzazione oppure di un boutique hotel con numerose possibilità di variazioni sul tema, il concept di un albergo trae ispirazione dal contesto urbano o naturale in cui si inserisce. In questo modo, al suo interno i viaggiatori potranno proseguire nella scoperta del luogo dove si sono trasferiti per un periodo più o meno lungo. Lo stesso obiettivo di offrire un’esperienza legata al posto vale anche per altre tipologie di strutture destinate all’accoglienza, come ristoranti e centri benessere.

Trae ispirazione dalla natura circostante il nuovo centro termale Jod-Schwefelbad a Bad Wiessee, località bavarese sulle sponde del lago Tegernsee. In questo luogo gli ospiti vengono accompagnati in un percorso psicofisico di riavvicinamento a se stessi e all’ambiente. L’approccio progettuale di Matteo Thun & Partners si basa sui principi della salutogenesi, secondo cui le persone si rigenerano molto meglio in uno spazio piacevole. Il progetto si sviluppa così nella creazione di una sequenza di ambienti che conduce progressivamente il visitatore dagli spazi pubblici a quelli privati. La natura entra nelle stanze dello stabilimento, che avvolge gli ospiti in un bagno di luce, acqua e verde, creando un’esperienza olistica per il corpo e l’anima.

 

Approfondisci il progetto originale in lingua inglese

 

La categoria Hospitality del premio The Plan Award 2021

 

Della progettazione di strutture alberghiere e di ristorazione, stazioni termali e centri benessere si occupano i professionisti iscritti alla categoria Hospitality del The Plan Award. Il premio annuale, aperto alla partecipazione di opere realizzate e future, nasce con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la qualità del lavoro di progettisti, accademici e studenti nei settori di architettura, design e urbanistica, ampliando il dibattito sulle tematiche più attuali nell’ambito della progettazione. Il The Plan Award 2021, a cui ci si può iscrivere fino al 31 maggio, è strutturato in diverse categorie, per ognuna delle quali verrà decretato un vincitore e, qualora la Giuria lo ritenga opportuno, verranno assegnate anche menzioni d’onore.

Scopri come partecipare al The Plan Award 2021

Prendendo spunto dall’edizione 2020 del The Plan Award, abbiamo selezionato alcuni progetti che ben rappresentano il legame della struttura ricettiva con il suo contesto, urbano o naturale.

 

Hotel Garden, ammodernamento e ampliamento: case sugli alberi

Il progetto di Studio Raro per l’ammodernamento e ampliamento dell’Hotel Garden a Pieve di Ledro, in Trentino, prevede diverse soluzioni per l’integrazione dei nuovi spazi. La sopraelevazione verrà realizzata con struttura in legno e rivestita con pannelli in cannucciato palustre, a ricordare il tetto originario dell'Ottocento e le palafitte preistoriche in riva al Lago di Ledro.

Gli altri ampliamenti dell'edificio, caratterizzati dalla presenza del verde sulle coperture, saranno rivestiti in legno bruciato o verniciato scuro. Infine, sfruttando il versante montano dietro alla struttura esistente, il progetto prevede la realizzazione di dieci case sugli alberi: piccoli volumi che riprendono nelle forme e nei materiali il progetto di sopraelevazione dell'albergo, con ampie vetrate per godere della vista sulla valle e sul lago.

 

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Alila Bangsar, collegamento concettuale tra passato e presente

L’Hotel Alila a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, è situato tra Brickfields, ex quartiere coloniale, e Bangsar, area emergente della città. L’albergo si trova all'incrocio tra questi due distretti: un collegamento concettuale tra passato e presente. L'hotel occupa il piano terra e gli ultimi otto piani di una nuova torre, con cinque livelli di camere per gli ospiti e tre di aree pubbliche.

Il progetto di Lyndon Neri & Rossana Hu è basato su una rigida griglia strutturale di cui viene segnalata la presenza in facciata, che funge da cornice entro la quale è contenuta ogni funzione dell'hotel. Il paesaggio che prosegue dall'esterno all'interno è l'elemento chiave che lega insieme tutti gli spazi comuni, concentrati intorno al cortile a cielo aperto, e definisce l'oasi urbana.

 

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Shamal Resort, un enorme shell, un corpo organico

Il paesaggio di rocce e sabbia del deserto del Qatar modella la silhouette del Resort Shamal. I due lunghi muri che indicano l'ingresso principale del complesso ruotano in un movimento organico per generare la forma di una conchiglia. L’asse centrale è come una colonna vertebrale che galleggia sul terreno, creando un sistema coperto che contiene i principali servizi per gli ospiti: reception, ristoranti internazionali e tradizionali, aree per lo shopping, sale da té.

Il resort è un corpo organico che si muove a pochi metri da terra, riuscendo a volte a toccarla, come nei patii interni in cui trovano posto i grandi bracieri della tradizione nomade. Ne emergono solamente degli osservatori puntuali, torri silenziose dalle quali scrutare il cielo mediorientale. Su questa spina si innestano i percorsi che portano alle camere e ad altri spazi pubblici esterni: le piscine e il teatro all’aperto per la falconeria. Il progetto di Gherardi Architetti nasce da un'unità di base, la tenda. Le camere sono infatti concepite come alloggi che reinterpretano l'architettura tradizionale, applicando soluzioni tecnologiche contemporanee.

 

Approfondisci il progetto originale in lingua inglese

 

Se anche tu hai progettato una struttura ricettiva, realizzata dopo il 1° gennaio 2018 o ancora da realizzare, hai tempo fino al 31 maggio per iscriverti alla categoria Hospitality del The Plan Award 2021, presentando il tuo progetto attraverso la pagina dedicata.

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#Hotel  #Matteo Thun & Partners  #Studio raro  #Lyndon Neri&Rossana Hu  #Gherardi Architetti 

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