Il Villaggio Olimpico di Milano-Cortina 2026 si può già immaginare
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Il Villaggio Olimpico di Milano-Cortina 2026 si può già immaginare

Perfezionata l’acquisizione dell’ex scalo di Porta Romana: un’operazione da 18 milioni di euro

SOM | Skidmore, Owings & Merrill

Il Villaggio Olimpico di Milano-Cortina 2026 si può già immaginare
Scritto da Redazione The Plan -

La casa degli atleti olimpionici dei prossimi Giochi di Milano-Cortina e il successivo studentato, un’area residenziale e spazi di co-working, spazi pubblici all’aperto e un grande parco centrale: oggi è necessaria un po’ di immaginazione per vedere tutto ciò nell’area dell’ex scalo ferroviario di Porta Romana, ma è da questo cantiere in movimento che partirà uno dei cambiamenti più significativi della fisionomia della città e una riqualificazione urbana capace di riconnettere il nucleo centrale di Milano all’hinterland metropolitano. Si può dire di essere più o meno a metà strada di questo lungo percorso, tra l’assegnazione all’Italia dei prossimi Giochi olimpici invernali e la consegna del Villaggio, ma negli ultimi mesi e giorni si sono superate alcune tappe fondamentali: a settembre, concluse le opere di bonifica del territorio interessato, il Fondo di investimento Porta Romana (promosso e gestito da COIMA e sottoscritto da Covivio, Prada Holding e dal fondo COIMA ESG City Impact) ha annunciato l’avvio degli scavi e dei primi lavori per la realizzazione del Villaggio Olimpico (da consegnare entro il 31 luglio 2025), mentre a fine novembre ha perfezionato l’acquisizione dell’area dal Gruppo FS italiane. Un’operazione da 18 milioni di euro.

 

Il Villaggio Olimpico

Villaggio Olimpico e scalo di Porta Romana, Skidmore, Owings & Merrill – SOM Render by and courtesy of Skidmore, Owings & Merrill – SOM

Il primo tassello del masterplan dell’ex scalo di Porta Romana sarà appunto il Villaggio Olimpico di Milano-Cortina 2026, la cittadella che ospiterà gli atleti di tutto il globo – circa 1.500 – sui suoi 60.000 m2 di superficie nell’area sud-ovest dello scalo stesso. Alloggi, ma anche ampi spazi all’aperto e aree comuni accoglieranno le delegazioni, per poi tornare a essere a disposizione della comunità a evento concluso. L’obiettivo è infatti quello di trasformare il Villaggio in studentato con altrettanti posti letto e spazi di vita e di studio entro lo stesso anno accademico 2026: sarà un quartiere a km 0, poiché serre e orti permetteranno agli studenti e ai residenti di acquistare nei negozi e nelle botteghe prodotti coltivati anche in loco. Ciò significa restituire gli edifici e le piazze sotto un altro aspetto, ma pur sempre come bene e spazio pubblico vivo dopo anni di inutilizzo.

Grande attenzione in questo progetto, firmato da Skidmore, Owings & Merrill – SOM, sarà rivolta alla sua sostenibilità: il 30% dell’energia sarà prodotta attraverso pannelli solari, più del 50% delle acque meteoriche verrà riutilizzato e la CO2 emessa per il riscaldamento e il raffreddamento degli ambienti dovrebbe vedere una diminuzione rispetto alla media del 40%.

Questo sviluppo intrecciato tra esigenze precedenti e successive rispetto all’evento sportivo è e sarà possibile grazie a una collaborazione tra pubblico e privato, ovvero tra Comune di Milano, regione Lombardia e Fondazione Milano-Cortina. Verranno dunque seguiti i principi per l’effettiva realizzazione di un progetto nZEB, ma anche quelli in grado di prevedere minimi interventi di riconversione tra le due fasi ed esigui impatti ambientali. In questo contesto assumeranno un ruolo determinante i materiali, da selezionare per le loro caratteristiche di sostenibilità, riuso ed ecocompatibilità, i quali saranno tra le chiavi di volta nella possibilità di ottenere certificazioni LEED®.

 

I progettisti

Villaggio Olimpico e scalo di Porta Romana, Skidmore, Owings & Merrill – SOM Render by and courtesy of Skidmore, Owings & Merrill – SOM

Gli spazi verdi del Villaggio, che rappresenteranno oltre il 50% dello scalo, portano la firma dell’architetto Michel Desvigne, in coordinamento con il masterplan generale di Outcomist. È GROUND UP il nome scelto dal gruppo di innovatori urbanistici guidato da Outcomist, Diller Scofidio + Renfro, PLP Architecture e Carlo Ratti Associati e ARUP, che hanno lavorato insieme per concepire la visione del masterplan Parco Romana. Nello specifico, Diller Scofidio + Renfro si è occupato dello studio del landscape e della creazione di ambienti urbani di interazione sociale. Lee Polisano di PLP Architecture, leader nella pianificazione urbana e nella progettazione architettonica di sviluppi su larga scala, ha fornito al team la sua competenza in ambito di pianificazione residenziale, disegnando spazi per il “futuro dell’abitare”. Il lavoro di Carlo Ratti, invece, utilizza le tecnologie digitali come strumento per portare valore nelle aree urbane e nel plasmare il futuro dei luoghi di lavoro. Gross.Max., lavorando con l’orticoltore Nigel Dunnett e lo studio internazionale LAND, ha collaborato al progetto del paesaggio produttivo, mentre Alejandro Gutierrez di Arup ha gestito lo studio delle infrastrutture e le analisi per la sostenibilità.

Consulenti specializzati, inoltre, hanno supportato il team principale: Systematica ha concepito e progettato una diversità di reti di mobilità e trasporto. Le problematiche e le esigenze del Villaggio Olimpico sono state affrontate dallo Studio Zoppini e AECOM. I consulenti tecnici sono, infine, LAND, per il paesaggio, e Artelia, per i temi legati all’ingegnerizzazione dell’architettura. Portland Design si è occupata dell’attivazione dello spazio pubblico.

 

Oltre il Villaggio Olimpico

Villaggio Olimpico e scalo di Porta Romana, Skidmore, Owings & Merrill – SOM Render by and courtesy of Skidmore, Owings & Merrill – SOM

All’interno del masterplan di riqualificazione dell’intero scalo di Porta Romana, il Villaggio Olimpico e la sua successiva conversione occuperanno comunque solo una parte del progetto, il quale riguarderà un’area di 190.000 m2 di aree dismesse riqualificate e completamente priva di circolazione automobilistica. Il cuore verde del quartiere sarà il parco centrale, privo di barriere architettoniche e il cui punto più alto sarà proprio in corrispondenza del tunnel ferroviario: qui si svilupperà una “foresta sospesa”, un anello di congiunzione che consentirà di percorrere l’intero scalo longitudinalmente e di connettere le varie zone del parco. Ma la sua funzione sarà anche di mitigazione acustica e visiva dell’antica opera ferroviaria.

Attorno al parco centrale sorgeranno residenze, uffici, social housing, student housing e servizi interconnessi a tutta l’area metropolitana tramite le stazioni della ferrovia e della metropolitana. In particolare, all’interno dello scalo, COIMA si occuperà, oltre che dello sviluppo del Villaggio Olimpico, della componente residenziale libera e agevolata con destinazione di edilizia residenziale sociale e la previsione ex ante di trasformazione del Villaggio Olimpico in studentato con stanze a prezzi calmierati, investendo nel progetto tramite COIMA ESG City Impact Fund.

Ora è visibile un cantiere, ma lo spirito olimpico che informa tutto il progetto è già percepibile.

>>> Scopri anche il distretto di MIND Milano.

 

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Credits

Location: Milan, Italy
Architects: Skidmore, Owings & Merrill – SOM
Completion: in progress
Render by and courtesy of Skidmore, Owings & Merrill – SOM

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