Il futuro è degli aeroporti. Le città di chi vola (non solo col corpo)
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Il futuro è degli aeroporti. Le città di chi vola (non solo col corpo)

Zaha Hadid Architects | Fentress Architects

Il futuro è degli aeroporti. Le città di chi vola (non solo col corpo)
Scritto da Refresh Design -

In teoria per far decollare un aereo basta un prato. Ma lo sappiamo che a noi umani piace sognare in grande. Sarà anche per questo che i nomi più rilevanti dell’architettura prima o poi decidono di progettare un aeroporto. O tornano a progettarlo come Norman Foster, che ha dichiarato qualche mese fa di voler continuare a disegnare solo aeroporti. Il problema è che da anni la società ha “bannato” l’aeroporto, diventato vero e proprio capro espiatorio per i mali del pianeta. Causa di inquinamento, di sprawl, emblema della città globale e meticcia, luogo del capitalismo estremo che la neo-paladina dell’ambiente Greta Thunberg vuole bandire (ha di fatto chiesto un passaggio via nave per arrivare a NY dalla Svezia invece di un più comodo volo). E allora perché Foster vuole spingere sul progetto di questi “oggetti”?

Perché l’aeroporto è affascinante, e progettarlo è un po’ come progettare una città: una città per chi vola, chi aspetta, chi desidera partire e non riesce a farlo. In aeroporto ci si potrebbe benissimo vivere (si veda Tom Hanks in The Terminal, dove interpreta la parte di un viaggiatore cittadino di uno stato immaginario dell'Europa orientale che viene trattenuto all’aeroporto di NY per problemi diplomatici). Non secondo Augé, per il quale sono il non-luogo per eccellenza, uno spazio incentrato unicamente sul presente e rappresentativo della nostra epoca: in una parola, precario.

Forse è questo il fascino segreto degli aeroporti, anche in questa epoca di Covid: spazi mutevoli, in cui possiamo sentirci a nostro agio proprio perché ora più che mai abbiamo capito quanto la nostra esistenza sia precaria. Lo stare qui e ora, in città eterne e ricche di passato, non vale più quanto prima. Ci fa paura.
Adesso ci serve la precarietà, e gli architetti lo hanno capito: si torna agli aeroporti.

C’è una parte dedicata agli aerei…

che nel corso del XX secolo ha seguito l’evoluzione degli aeroplani: all’inizio gli aeroporti erano campi opportunamente attrezzati o poco più, ma con lo sviluppo tecnologico e l’aumento del traffico di passeggeri, si è passati a enormi strutture da cui partono centinaia di voli al giorno, capaci di ospitare migliaia di passeggeri in transito. Prima di tutto servono le piste di decollo e atterraggio, lunghe da qualche centinaio di metri ‒ negli aeroporti da turismo ‒ a più di tre chilometri per l’atterraggio degli aerei di linea. Un grande aeroporto ne ha diverse, in modo da consentire l’atterraggio e il decollo contemporaneo di più aerei.

… e una ai passeggeri 

con una serie di strutture dedicate all’imbarco, alla sosta e al deflusso dei passeggeri. Questa parte si chiama in realtà “aerostazione”, ed è una piccola città perché include negozi, servizi di vario per il viaggiatore, ristoranti, bar.
Da dove si comincia a progettare un aeroporto?

La categoria Transport del premio The Plan Award 2021 

Nel corso di questi anni, la categoria Transport del The Plan Award, premio internazionale annuale di eccellenza in architettura, interior design e pianificazione urbana, ha ospitato numerosi esempi di progetti di stazioni o luoghi dedicata alla mobilità che rappresentano l’eccellenza dell’architettura contemporanea. Anche l’edizione The Plan Award 2021, a cui ci si può iscrivere fino al 31 maggio, oltre ad altre 19 categorie ospita la sezione Transport dedicata a progetti legati alla mobilità, che sia di piccola o grande scale.

Scopri come partecipare al The Plan Award 2021

Per raccontarvi cosa intendiamo realmente quando ci riferiamo alla categoria Transport, è quello di proporvi alcuni progetti che hanno partecipato alle passate edizioni del The Plan Award.

Beijing Daxing International Airport, Zaha Hadid architects

L’aeroporto internazionale di Pechino Daxing è un nuovo aeroporto nel distretto di Daxing, a 46 km a sud del centro città (20 minuti con il treno espresso). Sviluppato per alleviare la congestione nell'attuale aeroporto della capitale, Beijing Daxing sarà un importante snodo di trasporto per la regione con la domanda mondiale in più rapida crescita per i viaggi internazionali ed è completamente integrato nella rete di trasporti in espansione del paese.

Servendo inizialmente 45 milioni di passeggeri all’anno, Beijing Daxing ospiterà 72 milioni di viaggiatori entro il 2025 ed è prevista un’ulteriore espansione per servire fino a 100 milioni di passeggeri e 4 milioni di tonnellate di merci all’anno.Facendo eco ai principi dell’architettura tradizionale cinese che organizza spazi interconnessi attorno a un cortile centrale, il design del terminal guida tutti i passeggeri senza soluzione di continuità attraverso le relative zone di partenza, arrivo o trasferimento verso il grande cortile al centro, uno spazio di incontro a più livelli nel cuore del terminale. Sei forme fluide all'interno del tetto a volta del terminal raggiungono il suolo per sostenere la struttura e portare la luce naturale all’interno, dirigendo tutti i passeggeri verso il cortile centrale.

La luce naturale entra anche nel terminal tramite una rete di lucernari lineari che forniscono un sistema di navigazione intuitivo in tutto l'edificio, guidando i passeggeri da e verso i gate di partenza.

Approfondisci il progetto originale in lingua inglese

An iconic gateway: Orlando International Airport South Terminal, Fentress architects

L’intero progetto di questo aeroporto ruota attorno a una serie di strategie di progettazione urbana, così da creare un ambiente fluido che si adatta alle mutevoli esigenze degli utenti, della comunità e dell’ambiente. Il “Boulevard” è una passerella passeggeri al centro del terminal che unifica elementi che collegano in linea retta trasporto terrestre, check-in, vendita al dettaglio e controlli di sicurezza. La Town Square e il Palm Court punteggiano il Boulevard, fungendo da punti di riferimento lungo il terminal simili alla piazza di una città. Questi spazi, illuminati e pieni di giardini, offrono luoghi di raccolta centrali per i passeggeri per godersi l’esperienza di viaggio.

L’esperienza di arrivo è migliorata capovolgendo, sia in senso figurato che letterale, la nozione convenzionale di come appare un terminal aeroportuale, scambiando i livelli di arrivi e partenze. Dopo un lungo volo, i passeggeri in arrivo vengono accolti dalla luce del giorno e dai giardini della Florida centrale mentre entrano in un grande spazio luminoso al livello più alto del terminal. Viste dell’ambiente naturale filtrano attraverso i soffitti di vetro, offrendo un vero senso di destinazione mentre si celebra l’arrivo dei viaggiatori negli Stati Uniti e Orlando.

Anche gli schermi multimediali interattivi si integrano perfettamente nell’architettura del terminal, consentendo ai visitatori di sperimentare in prima persona i rinomati parchi a tema e le escursioni della Florida centrale, celebrando l’identità dinamica della regione. I passeggeri in partenza potranno invece mostrare le proprie immagini delle vacanze sugli schermi multimediali per condividerle con amici e familiari mentre rievocano i loro viaggi indimenticabili.

Percorri il boulevard dell’aeroporto e leggi la descrizione del progetto (in lingua inglese)

Se hai progettato un complesso dedicato alla mobilità, realizzato dopo il 1° gennaio 2018 o non ancora costruito, hai tempo fino al 31 maggio per iscriverti alla categoria Transport del The Plan Award 2021, presentando il tuo progetto attraverso la pagina dedicata.

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Tag
#Infrastruttura  #Zaha Hadid Architects  #Fentress Architects 

© Maggioli SpA • THE PLAN • Via del Pratello 8 • 40122 Bologna, Italy • T +39 051 227634 • P. IVA 02066400405 • ISSN 2499-6602 • E-ISSN 2385-2054