I primi 50 anni di creatività di Arte Fiera
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I primi 50 anni di creatività di Arte Fiera

Al via l’edizione 2024 della fiera più longeva in Europa dedicata all’arte

I primi 50 anni di creatività di Arte Fiera
Scritto da Redazione The Plan -

È nata come una sperimentazione, come una piccola sezione tematica e oggi, a distanza di mezzo secolo, Arte Fiera è qui a spegnere le sue prime 50 candeline: un traguardo importante che è anche una rinascita, un rilancio dopo anni complessi e una proiezione verso il futuro, con l’obiettivo di mantenere un ruolo di primaria rilevanza nel panorama internazionale.

Per tornare alle origini di Arte Fiera bisogna riavvolgere il nastro fino al 1974, quando la Fiera di Bologna decise di presentare, all’interno di quella che allora si chiamava Fiera Campionaria, una piccola sezione dedicata proprio all’arte moderna e contemporanea. Fu un’intuizione che già dall’anno successivo riscosse una partecipazione inaspettata: nella prima edizione, le gallerie erano appena 10, l’anno successivo, già 200. Anche quest’anno le gallerie partecipanti sono vicine a questo ordine di grandezza, con un ritorno di importanti gallerie nazionali e internazionali: tutte insieme seguiranno un programma predisposto appositamente per ricordare le origini di Arte Fiera, quelle prime e pionieristiche edizioni simbolo di un’arte visiva all’avanguardia.

Per celebrare questo traguardo, è stato emesso anche un francobollo speciale, firmato «la fiera dell’arte a Bologna dal 1974». «Questa è la mia migliore edizione da direttore. La migliore da anni, si vede dalla lista degli espositori, con prestigiosi ritorni», ha sottolineato il direttore artistico, Simone Menegoi, affiancato quest’anno alla direzione operativa da Enea Righi. «Abbiamo riconquistato il ruolo che ci compete nel panorama nazionale e internazionale – ha aggiunto il presidente di Bologna Fiere, Giampiero Calzolari –. C’è una grande effervescenza, ci sono alberghi pieni e prenotazioni importanti dall’Italia e dall’estero. Le gallerie partecipanti sono quasi 200: c’è la consapevolezza da parte di tutti che questa sarà davvero un’edizione che lascerà il segno».

 

Esposizioni, sezioni e curatori

Arte Fiera 2024

Apalazzo Gallery, Laveronica, Lia Rumma, Lorenzelli Arte, Franco Noero, Ronchini, Sprovieri sono alcuni degli importanti ritorni ad Arte Fiera tra i 196 espositori totali, suddivisi in quattro sezioni. Ma, per tornare alle origini, un’importante parte del programma è stata dedicata anche alla performance, di casa fin dalla prima edizione. Quella del 1976, in particolare, vide succedersi le azioni di artisti come Vincenzo Agnetti, Urs Lüthi, Hermann Nitsch, Franco Vaccari, non come parte del programma di eventi bensì come proposta, audace e lungimirante, di alcune gallerie. Si tratta di una storia poco nota e ancora meno documentata, sulla quale getta un primo sguardo la mostra “Praticamente nulla da vendere. La performance ad Arte Fiera nel 1976”, a cura di Uliana Zanetti, curatrice delle collezioni al Mambo di Bologna.

Un’altra mostra indaga le origini della fiera a partire da un aspetto poco noto: il catalogo della prima edizione. Curata dalla storica dell’arte Clarissa Ricci, Numero zero. Il primo catalogo di Arte Fiera allinea le riproduzioni ingrandite di tutte le pagine di questa rara pubblicazione, permettendo ai visitatori di scoprire le dieci gallerie - tutte italiane, la maggior parte bolognesi - che furono protagoniste dell’edizione pilota della fiera. Realizzata in collaborazione con ANGAMC - Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, e allestita accanto alla lounge dell’Associazione (Padiglione 26), la mostra è accompagnata una cronologia delle partecipazioni ad Arte Fiera dal 1974 al 1979 che in modo inedito illustra lo sviluppo di Arte Fiera mettendone in luce la grande vitalità culturale e il fondamentale contributo delle gallerie

 

Mutina per Arte Fiera

Arte Fiera 2024

Anche in questo 2024, l’azienda Mutina, celebre brand di ceramiche firmate dai maggiori designer del mondo, noto anche per il suo forte legame con l’arte contemporanea, ha rinnovato la sua collaborazione con Arte Fiera. Quest’anno ha portato un progetto espositivo dedicato a Maurizio Cattelan, intitolato BECAUSE. Nel 1991, ancora agli inizi della sua carriera artistica, Cattelan decise di “infiltrarsi” ad Arte Fiera con uno stand abusivo. Nel 2024, 33 anni dopo, Mutina ha voluto contribuire a creare in fiera il palcoscenico per una nuova apparizione dell’artista. Con BECAUSE Cattelan non azzarda nessuna risposta, ma lascia il pubblico ancora una volta senza certezze. Concepito da Sarah Cosulich, curatrice di Mutina for Art, il progetto BECAUSE è un dialogo inaspettato tra due opere di Maurizio Cattelan, amplificato dallo spazio che le ospita. Protagonista del display creato per l’occasione è la collezione ceramica Fringe, disegnata per Mutina da Michael Anastassiades.

BECAUSE è un corto circuito che diviene racconto, tra regole infrante e complicità. BECAUSE parla di ribellione e di espiazione, di eroi guastafeste e di fragilità radicale. BECAUSE celebra il voltarsi e il fuggire invece che il dare risposte. BECAUSE ci ricorda che l’autorità è un limite, l’aspettativa è un peso, la contraddizione è un antidoto

 

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