I Leoni d'Oro e d'Argento della Biennale Arte di Venezia 2024
  1. Home
  2. What's On
  3. I Leoni d'Oro della Biennale Arte di Venezia 2024

I Leoni d'Oro della Biennale Arte di Venezia 2024

L'Australia è la miglior partecipazione nazionale, Mataaho Collective il migliore artista. Argento per un promettente giovane partecipante a Karimah Ashadu. Assegnate anche tre menzioni speciali

I Leoni d'Oro e d'Argento della Biennale Arte di Venezia 2024
Scritto da Redazione The Plan -

È il collettivo femminile māori Mataaho Collective ad aggiudicarsi il Leone d’Oro per il miglior partecipante alla 60. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, con l'opera Takapau, mentre il Padiglione Australia, a cura di Ellie Buttrose, conquista il Leone d’Oro per la miglior Partecipazione Nazionale, grazie al progetto kith and kin dell’artista aborigeno Archie Moore.

Karimah Ashadu, artista nigeriana d’origine e londinese d’adozione, classe 1985, vince il Leone d’Argento per un promettente giovane partecipante alla 60. Esposizione Internazionale d’Arte con due opere: la scultura Wreath e il video Machine Boys.

Sono state inoltre assegnate tre menzioni speciali: alla Partecipazione Nazionale della Repubblica del Kosovo e alle partecipanti Samia Halaby e La Chola Poblete.

Pavilion of Kosovo, 'The Echoing Silences of Metal and Skin' © Andrea Avezzù, courtesy La Biennale di Venezia
 

La cerimonia di premiazione si è tenuta a Ca’ Giustinian sabato 20 aprile, in concomitanza con l'inaugurazione della Biennale Arte di Venezia 2024, dal titolo Stranieri Ovunque - Foreigners Everywhere. Curata da Adriano Pedrosa, l'esposizione sarà visitabile ai Giardini, all’Arsenale e in tutti gli spazi collaterali fino al 24 novembre.

I vincitori sono stati decretati da una giuria internazionale, composta da Julia Bryan-Wilson (USA), presidente di giuria, Alia Swastika (Indonesia), Chika Okeke-Agulu (Nigeria), Elena Crippa (Italia) e María Inés Rodríguez (Francia/Colombia).

Come già annunciato lo scorso novembre, su proposta del curatore Adriano Pedrosa, il Leone d’Oro alla carriera è stato attribuito all’artista brasiliana Anna Maria Maiolino, italiana di nascita, e all’artista turca Nil Yalter, residente a Parigi.

 

I Leoni d'Oro e d'Argento della Biennale Arte 2024: le motivazioni

Pavilion of Australia 'kith and kin' © Matteo de Mayda, courtesy La Biennale di Venezia
 

Leone d’Oro per la miglior Partecipazione Nazionale all’Australia

In questo quieto padiglione di grande impatto, Archie Moore ha lavorato per mesi per disegnare a mano con il gesso un monumentale albero genealogico della First Nation. Così 65.000 anni di storia (sia registrata che perduta) sono iscritti sulle pareti scure e sul soffitto, invitando gli spettatori a riempire gli spazi vuoti e a cogliere la fragilità intrinseca di questo archivio carico di lutto. In un fossato d'acqua galleggiano i documenti ufficiali redatti dallo Stato. Risultato dell’intensa ricerca di Moore, questi documenti riflettono gli alti tassi di incarcerazione delle persone delle Prime Nazioni. Questa installazione si distingue per la sua forte estetica, il suo lirismo e la sua invocazione per una perdita condivisa di un passato occluso. Con il suo inventario di migliaia di nomi, Moore offre anche un barlume alla possibilità di recupero.

Mataaho Collective, 'Takapau' © Marco Zorzanello, courtesy La Biennale di Venezia


Leone d’Oro per il miglior artista a Mataaho Collective

Il Collettivo Maori Mataaho ha creato una luminosa struttura intrecciata di cinghie che attraversano poeticamente lo spazio espositivo. Facendo riferimento alle tradizioni matrilineari dei tessuti, con la sua culla simile a un grembo, l'installazione è sia una cosmologia che un rifugio. Le sue impressionanti dimensioni sono una prodezza ingegneristica che è stata resa possibile solo dalla forza e dalla creatività collettiva del gruppo. L'abbagliante modello di ombre proiettate sulle pareti e sul pavimento rimanda a tecniche ancestrali e fa pensare a usi futuri delle stesse.

Karimah Ashadu, 'Wreath' © Andrea Avezzù, courtesy La Biennale di Venezia
 

Leone d’Argento per un promettente giovane partecipante a Karimah Ashadu

Karimah Ashadu, con il suo video Machine Boys e la relativa scultura in ottone, Wreath, stravolge le ipotesi di genere sullo sguardo e su ciò che è considerato appropriato commemorare. Con un'intimità bruciante, cattura la vulnerabilità di giovani uomini provenienti dal nord agrario della Nigeria, emigrati a Lagos e finiti a bordo di mototaxi illegali. La sua lente femminista è straordinariamente sensibile e intima e cattura l'esperienza subculturale dei motociclisti e la loro precarietà economica. Montato con maestria per mettere in evidenza e criticare sottilmente la performance della mascolinità in mostra, il video rivela l'esistenza marginale dei motociclisti attraverso l’attenzione sensuale dell’artista alle superfici della macchina, della pelle e della stoffa.

Paintings by La Chola Poblete © Andrea Avezzù, courtesy La Biennale di Venezia

 

Le menzioni speciali

La prima menzione speciale è stata attribuita alla Partecipazione Nazionale della Repubblica del Kosovo, che alla Biennale Arte presenta il progetto The Echoing Silences of Metal and Skin dell’artista Doruntina Kastrati. L'installazione, allestita al Museo Storico Navale di Venezia, «fa riferimento al lavoro industriale femminilizzato e all'usura del corpo delle donne lavoratrici».

La giuria ha inoltre assegnato due menzioni speciali ai partecipanti Samia Halaby e La Chola Poblete. Artista, insegnante e attivista palestinese, Samia Halaby è nata nel 1936 a Gerusalemme e vive a New York: «Il suo impegno nella politica dell'astrazione si è sposato con la sua costante attenzione alla sofferenza del popolo palestinese». L'argentina La Chola Poblete, prima artista queer a ricevere questo riconoscimento, «si impegna con un certo umorismo in un lavoro critico sulle storie di rappresentazione coloniale da una prospettiva trans-indigena».


>>> Scopri anche i Leoni d'Oro della Biennale Arte 2022

Images courtesy of La Biennale di Venezia

Resta aggiornato sulle novità del mondo dell'architettura e del design

© Maggioli SpA • THE PLAN • Via del Pratello 8 • 40122 Bologna, Italy • T +39 051 227634 • P. IVA 02066400405 • ISSN 2499-6602 • E-ISSN 2385-2054
ITC Avant Garde Gothic® is a trademark of Monotype ITC Inc. registered in the U.S. Patent and Trademark Office and which may be registered in certain other jurisdictions.