Gisella Borioli Superstudio Superdesign show 2023
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I 40 anni di Superstudio tra moda, arte, design e architettura

A pochi giorni dall'inizio del Superdesign Show 2023, THE PLAN intervista Gisella Borioli, fondatrice e CEO del Gruppo: «Da noi il pubblico è abituato a stupirsi e a divertirsi. Non resterà deluso»

Gisella Borioli Superstudio Superdesign show 2023
Scritto da Redazione The Plan -

«Quando penso a questo traguardo, e al cambiamento che Superstudio ha portato nella nostra vita, non posso ancora credere a tutto quello che abbiamo realizzato». Sono parole piene di emozione e orgoglio quelle di Gisella Borioli, CEO di Superstudio Group, in occasione dei 40 anni di Superstudio. Era infatti il 1983 quando insieme al marito Flavio Lucchini aprirono gli storici studi fotografici del Superstudio 13 in via Forcella: luogo degli scatti d’autore della moda, ma anche spazio per eventi e sfilate. «Da giornalisti, creatori, direttori di importanti testate di case editrici nazionali, ma comunque dipendenti – prosegue il racconto – siamo diventati imprenditori completamente liberi nelle nostre scelte».

Negli anni, Superstudio ha aperto diverse sedi operative in altrettante zone di Milano, come il grande centro polivalente espositivo e culturale Superstudio Più in via Tortona. Anche quest'anno, durante la Milano Design Week (dal 17 al 24 aprile), gli spazi nel cuore del Tortona District ospiteranno il Superdesign Show, un format d'autore che vuole essere «meno fiera e più museo della contemporaneità». Organizzato con la regia di Gisella Borioli e l’art direction di Giulio Cappellini, il Superdesign Show 2023 presenta le novità di una selezionata produzione internazionale e chiama i visitatori a confrontarsi sui temi più attuali del mondo del design.

Superdesign Show 2023 © Giovanni Cappellini, Courtesy of Superstudio Group

 

Superstudio festeggia 40 anni guardando "oltre". E poi?

Gisella Borioli, quanto è importante la collaborazione tra i brand internazionali e i singoli talenti nel mondo della moda e del design?
«La collaborazione dei grandi brand con i talenti internazionali è fondamentale. È uno scambio di culture, una integrazione di visioni, un continuo esercizio di innovazione, facendo tesoro gli uni della maestria degli altri. È la scoperta ogni volta di come la creatività sia universale. È la base della moda e del design contemporanei».

Anche nell’edizione di quest’anno, dal titolo Inspiration Innovation Imagination, Superdesign Show 2023 guarda “oltre”: al design dopo il design. È rimasta sorpresa dalle proposte che avete ricevuto su questo tema dai numerosi espositori partecipanti all’evento?
«Non sono rimasta sorpresa perché ogni edizione ci porta proposte innovative e installazioni sorprendenti. Il concept "meno fiera e più museo" che abbiamo proposto fin dal 2000 e che ha poi molto ha influito sulle presentazioni del design a Milano, porta già in sé l'idea di approfondire il messaggio culturale dell'oggetto o del progetto e di dare spazio alle emozioni. Il pubblico al Superstudio è abituato a stupirsi e anche a divertirsi. Non resterà deluso».

Conferenza stampa al FLA Courtesy of Superstudio Group

 

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La conferenza stampa di presentazione del 21esimo Superdesign Show si è svolta nei nuovi spazi del FLA, l’atelier-museum dedicato al lavoro del maestro Flavio Lucchini. Quale significato assume la scelta di questo luogo per un appuntamento così importante?
«Il FLA è in un certo senso il nostro museo aziendale. È la summa di tutti gli interessi e le passioni dei fondatori di Superstudio, mio marito ed io: la moda, l'arte, il design, l'architettura, la bellezza, l'innovazione. Le opere di Flavio Lucchini hanno infatti radici e riferimenti in tutto questo: lo spazio superiore è stato per 20 anni l'atelier in cui ha lavorato, mentre gli spazi underground ospitano l'archivio e i magazzini delle sue centinaia di opere. Oggi in mostra ce ne sono più di 500, sono i suoi ricordi, le sue ricerche, i suoi traguardi che evolvevano di pari passo con l'attività di Superstudio. Scegliere questo luogo per i racconti e gli incontri più importanti vuol dire per noi far conoscere i tanti modi in cui si esprime la creazione, dall'arte, al design, all'impresa».

Nelle sale del FLA, all’interno di Superstudio Più, si tengono anche le lezioni della Superstudio Academy, una delle vostre più recenti iniziative. Come nasce questo nuovo progetto educativo?
«È un regalo che mi sono fatta per i 40 anni di Superstudio. Mi sembrava arrivato il momento di trasmettere tutte le expertise nel mondo degli eventi e della creatività che ho accumulato in tanti anni di lavoro nell'editoria, nell'arte, negli eventi per aiutare a entrare nel mondo del lavoro tanti giovani con le competenze pratiche e le conoscenze personali che l'università non dà: è un progetto importante partito in collaborazione con LUM, università internazionale di management, al quale partecipano anche tanti amici, professionisti di primo piano, nel ruolo di visiting professor».

Art Garden Courtesy of Superstudio Group

 

>>> Laboratorio Futuro è il tema dell’edizione 2023 del Fuorisalone

 

Nel 2023 Superstudio Group compie 40 anni: vuole raccontarci un ricordo che le è particolarmente caro?
«Tra i ricordi più cari l'idea di Flavio di aprire il primo centro all'avanguardia per la fotografia di moda a disposizione di tutti (che non esisteva al mondo) nel 1983, e il giorno del 1999 in cui ci siamo soffermati davanti al cartello in via Tortona 27 che diceva che erano in vendita 17.000 m2 della General Electric. Troppi per noi che ne cercavamo 1.000/1.500 per il suo atelier e uno studio per riprese video. Troppi per le nostre disponibilità economiche. Ma Flavio mi ha convinto ad avere coraggio e a fare da soli, e ancora una volta ha avuto ragione lui».

Come ha scritto in un suo editoriale su @AT magazine, «la domanda sorge spontanea: e poi?»
«Quel "E poi?" nasconde tutte le incertezze che ci portano una guerra assurda e sempre più infinita, una tecnologia sempre più avanzata e così intelligente da potersi sostituire all'uomo, un pianeta sempre più fragile e lasciato in balìa degli eventi. Voglio pensare che gli umani rinsaviscano in fretta e diano a quell'interrogativo le risposte positive e meravigliose che l'immensa capacità della nostra ragione potrebbe dare. Nel nostro piccolo cercheremo di dare un sia pur minimo contributo. E poi?».

 

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All images courtesy Superstudio Group
Cover image by Giovanni Gastel


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