Evento di chiusura del Padiglione Italia | the plan
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Evento di chiusura del Padiglione Italia

Scritto da Redazione The Plan -

Si è tenuto mercoledì 21 novembre, nella cornice veneziana del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2018, l’evento conclusivo di Arcipelago Italia, mostra che per sei mesi ha raccontato le aree interne del Paese, nata a seguito di un viaggio intrapreso dal curatore Mario Cucinella e dal suo staff, alla scoperta e, riscoperta, di quei luoghi patrimonio storico e colonna vertebrale della nostra penisola. In anticipo sulla chiusura della 16. Mostra Internazionale di Architettura, il 25 novembre, il Presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta, ha voluto sottolineare il contributo del Padiglione Italia. «Arcipelago Italia - ha dichiarato Baratta - offre uno spunto interessante. L’Italia è una realtà composita non caratterizzata da grandi metropoli, ma da arcipelaghi di luoghi di varie dimensioni e densità, centri storici, città grandi, periferie, luoghi agricoli, città minori, borghi, un tessuto di entità distinte ma continuo, che chiede a gran voce di essere considerato come terreno variegato, sul quale si manifesti senza gerarchie la nostra capacità di vivificare. Si inserisce bene nel contesto della Mostra Internazionale, che ha come titolo “Freespace”, in quanto non rappresenta semplicemente un nuovo motivo di compiacimento per l’eredità del passato, ma perché contribuisce a inquadrare meglio le caratteristiche del nostro spazio abitato, sul quale vorremmo vedere l’architettura all’opera per le necessarie sue continue rigenerazioni, vero terreno di cimento per la nostra civiltà presente, tema ineludibile del nostro immediato futuro». «L’approfondimento proposto da Mario Cucinella per il Padiglione Italia 2018 non rimane un lavoro fine a se stesso: gli itinerari, la call, la ricerca azione sul campo e le proposte ideative per le aree interne, tracciano un metodo che attraverso processi condivisi pone l’architettura al servizio della collettività e genera valore sui territori. - Federica Galloni Direttore Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane - Il tema della qualità dell’architettura è particolarmente caro alla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del MiBAC che d’intesa con il MIT, il MATTM e il Consiglio nazionale degli architetti sta redigendo le linee sulla qualità dell’architettura». Tanti i temi dominanti della giornata, iniziata con la tavola rotonda “Le aree interne nelle città metropolitane”, organizzata da Arcipelago Italia in collaborazione con Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ed Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Un confronto fondamentale per dar vita e gettare le basi di un dibattito in cui la necessità di progettualità partecipata ed adatta ai diversi territori è emersa a gran voce. Tra gli argomenti cardine del pomeriggio, mobilità, cambiamento climatico e architettura, affrontati durante il dibattito “Quale futuro per Arcipelago Italia?” da un gruppo di esperti delle varie tematiche in tre differenti sessioni di dibattiti. Quello che è emerso da questa giornata di lavori, tanto conclusiva per Padiglione Italia quanto preliminare per il futuro di una eterogeneità territoriale del paese, è stata la comprensione di una necessità di diversità nelle risposte progettuali che offrano, da un lato una visione di lungo termine e dall’altro che non si limitino ad arginare un problema, ma che facciano di quel problema un’opportunità concreta per l’architettura. Ciò che condizionerà l’azione progettuale sarà senz’altro dettato da come cambieranno le modalità di trasporto e su quali sistemi di mobilità decideremo di scommettere per permettere anche ai territoti interni di essere parte integrante del sistema Paese. Una combinazione di trasporto pubblico e privato che vede il futuro nella più grande infrastruttura esistente del nostro paese, una rete stradale opportunamente riadattata all’avvento delle nuove tecnologie garantendo un’accessibilità diffusa. Queste forme di mobilità potrebbero essere anche una risposta alla necessità di mitigazione rispetto al cambiamento climatico. Oggi più che mai, infatti, il mutamento del clima è percepito non più come un problema astratto, ma come qualcosa di tangibile e, la richiesta di formazione sul tema è aumentata in maniera importante ma la risposta non è ancora sufficiente. Chi gestisce i territori deve avere gli strumenti per imparare a conoscere i valori bioclimatici. L’architettura, dal canto suo, deve essere capace di dare risposta alla necessità di adattamento al clima e cominciare ad innescare dei meccanismi di aiuto per dimostrare che un piano progettuale è possibile e che può avere applicazioni interessanti per i territori costruendo vere e proprie linee guida. La creazione di nuove modalità di rapporto con l’ambiente saranno alla base della rinascita delle aree interne. «Arcipelago Italia ha voluto porre le basi per dar vita a nuove sfide alle quali la nostra professione non può esimersi dal rispondere. - Mario Cucinella Curatore del Padiglione Italia - È necessario che l’architettura torni a essere espressione dei luoghi e a rispondere all’evoluzione sociale, economica e ambientale del contesto che viviamo e che vivremo». Il futuro di Arcipelago Italia? Una strada condivisa verso la definizione di una visione, politica e architettonica, comune che possa guidare lo sviluppo dei territori nei prossimi anni.

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