Coperture e tetti innovativi per un futuro che valorizzi il passato
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Coperture e tetti innovativi per un futuro che valorizzi il passato

Nuove forme e materiali contemporanei per progettare nel rispetto delle preesistenze

Coperture e tetti innovativi per un futuro che valorizzi il passato

Ci sono numerosi esempi di riqualificazione delle coperture e rifacimento di tetti diversificati a seconda delle condizioni di conservazione e della tipologia degli edifici.
 

Il patrimonio edilizio esistente necessita, sempre di più col passare degli anni, di un recupero mediante interventi diversificati, a seconda dello stato di conservazione e della tipologia edilizia ed, in quest’ottica, è stato istituito il bonus ristrutturazione all’interno del decreto Rilancio di maggio 2020. La copertura di un edificio è l’elemento architettonico più esposto al deterioramento nel corso del tempo ed è il primo che richiede un rifacimento nell’ottica del miglioramento del comfort, delle prestazioni energetiche e del comportamento sismico della struttura.
 

Molti progetti di riqualificazione prevedono la sostituzione della struttura o di suoi componenti o il consolidamento di quella esistente e l’utilizzo di un nuovo materiale di rivestimento. Nello specifico, nei progetti di restauro, come in quello del sacrario militare di Castel Dante a Rovereto, viene scelto un materiale analogo ma con caratteristiche tecniche più performanti. Per la cupola del sacrario l’architetto Andrea Bonazza ha previsto la sostituzione integrale del manto di copertura in lastre di piombo con lamiere di zinco-titanio zintek®, appoggiate su tavolato ligneo con intercapedine ventilata.
 

Il laminato in zinco-titanio zintek® è stato scelto non solo per la garanzia di durata nel tempo ma anche per il colore opaco che assomiglia molto a quello del piombo originario ed è in grado, quindi, di mantenere inalterato l’effetto di chiaroscuro del progetto iniziale, determinato dall’alternanza di pietra calcarea (rivestimento), cemento (cornicione) e metallo (copertura). È stato sagomato sulla cupola lungo i meridiani con conci concentrici e posato con il sistema di giunzione ad aggraffatura doppia. Questo sistema si adatta bene a molteplici forme architettoniche, comprese le cupole.
 

Il progetto di riqualificazione del complesso delle Officine Grandi Riparazioni, una delle più interessanti testimonianze del passato industriale di Torino edificato tra il 1885 e il 1895, rappresenta un esempio di recupero di un immobile di rilevanza storica che viene considerato e trattato dai progettisti (FOR Engineering Architecture e Bp+p - Boffa Petrone Architettura&Design) come una “scatola” all’interno della quale vengono inserite le funzioni. Le murature storiche dello stato di fatto vengono pulite e consolidate ma non sono modificate o compromesse dagli interventi interni.

È stato sviluppato un progetto che prevede interventi ad alto contenuto innovativo e tecnologico, finalizzati a offrire la massima fruibilità degli spazi da parte degli utenti. Tra questi, il rifacimento totale delle coperture (curato da Nicola Siniscalco e Giorgio Nicola Siniscalco della società di ingegneria SI.ME.TE.) utilizzando la medesima tipologia di struttura a travi reticolari di acciaio ma impiegando un nuovo sistema di rivestimento in pannelli metallici precoibentati con isolamento in fibra minerale che limita le dispersioni termiche.

Un altro progetto di riqualificazione che punta alla valorizzazione dei caratteri formali delle architetture industriali è quello dell’ex fabbrica Caproni dello studio Piuarch per il nuovo quartiere generale Gucci a Milano. I capannoni industriali dismessi, disposti regolarmente nel sito, scanditi da campate strutturali modulari e caratterizzati da facciate in mattoni a vista, vengono recuperati e valorizzati. In questo caso le coperture, inizialmente a doppia falda inclinata, non sono state solo rinnovate ma sono state modificate nella forma a shed portando luce zenitale negli spazi interni e creando una continua relazione tra interno ed esterno.
 

Un intervento ancora più consistente e stupefacente in tema di coperture è stato realizzato nell’area di King’s Cross a Londra, interessata negli ultimi anni da una profonda trasformazione urbana. Stiamo parlando di Coal Drops Yard, un complesso di edifici realizzato tra il 1850 e il 1860 e destinato originariamente allo scarico e allo stoccaggio del carbone che qui arrivava tramite la ferrovia. Il progetto di riqualificazione di Heatherwick Studio ha portato a nuova vita questa struttura che oggi ospita boutique, ristoranti, gallerie e negozi oltre a spazi per eventi pubblici, attraverso un intervento - realizzato in collaborazione con Frener & Reifer - che ha recuperato gli edifici e le strutture originarie collegandoli attraverso un corpo di nuova realizzazione. Un volume vetrato, ottenuto attraverso il prolungamento delle coperture a timpano degli edifici originari che, alzandosi e protendendosi l’una verso l’altra, hanno dato luogo a questo nuovo spazio sospeso, chiamato “Kissing Point”.

Un progetto che, analogamente ai precedentemente trattati, unisce tradizione e tecnologia, apportando ulteriore fascino a un luogo urbano fecondo, ricco di storia e memoria.


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