COP 26, ecco gli edifici più sostenibili del mondo
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Gli edifici più sostenibili del mondo a COP 26

Come contrastare il cambiamento climatico con l'architettura

MCA - Mario Cucinella Architects | Grimshaw

COP 26, ecco gli edifici più sostenibili del mondo
Scritto da Redazione The Plan -

È evidente che l'architettura sia chiamata in prima linea a contrastare gli effetti del cambiamento climatico. I dati sostengono questa constatazione: gli edifici rappresentano quasi il 40% delle emissioni globali di gas serra, il 50% del consumo energetico mondiale e del 40% delle materie prime. Che fare? I progettisti si interrogano da tempo sul futuro di città e abitato: da un lato sul patrimonio edilizio esistente, che richiederà un retrofit per poter raggiungere gli obiettivi di zero emissioni di carbonio, dall'altro sul nuovo, che invece richiede un'attenzione e un livello di sostenibilità altissimo.

I progetti d’architettura presentati alla COP26 di Glasgow (Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, attiva fino al 12 novembre 2021), sono la dimostrazione di quanto si stia procedendo verso un tipo di edilizia green e tecnologicamente avanzata, e lo fa mixando materie prime naturali ai più avanzati principi della domotica e dell'automazione. 

Ricordiamo tra i migliori esempi di architettura sostenibile il progetto TECLA di Mario Cucinella Architects, rappresentante dell’Italia a COP26, con il primo modello di abitazione ecosostenibile stampato in 3D in terra cruda locale. Ma ricordiamo anche l'Eden Project Pavilion, frutto della collaborazione tra lo studio di architettura internazionale Grimshaw ed Eden Project, una vera e propria "vetrina" che mette in luce le azioni necessarie per rigenerare il nostro pianeta. Un design geodetico che ricorda lontanamente i biomi dell'Eden Project in Cornovaglia, nel Regno Unito, anche se in questo caso i pannelli della costruzione non riflettono una natura idillica, ma un ambiente in crisi e in attesa di essere salvaguardato. 

La nota positiva è che queste architetture creano una narrazione di speranza e cambiamento positivo, riconoscendo il potenziale che abbiamo per guarire il nostro pianeta distrutto.

 

Il gabinetto delle curiosità climatiche dell'EDEN Project Pavillion

Il concetto dell'EDEN Project Pavillion ha le sue origini nel progetto Next Generation Design - un workshop di due giorni su architettura e ingegneria condotto da Scale Rule, una società di interesse comunitario focalizzata sul lavoro con studenti di 11-18 anni . Nel 2020, il progetto vincitore del workshop, in cui i team creano schizzi, modelli e disegni delle loro proposte, è stato l'Harris Boys' Academy East Dulwich a Londra. Il design originale è stato concepito come una "manipolazione della terra da parte dell'uomo" afferma il team dell'Harris Boys' Academy, "la cupola rappresenta la terra e le mani mostrano l'umanità; questo padiglione rappresenta il danno che gli esseri umani hanno fatto e stanno facendo al pianeta." 

Alla COP26 l'Eden Project Pavilion ospita un "gabinetto delle curiosità climatiche" - oggetti che rappresentano le trasformazioni urgenti richieste, che a loro volta hanno nutrito un ecosistema all'interno della cupola: le piante si arrampicano e penetrano attraverso le fessure mentre la biodiversità ritorna ancora una volta. La struttura, progettata da Grimshaw e costruita da Sir Robert McAlpine, utilizza solo materiali che sono stati coltivati, riutilizzati o riciclati. Pur creando visivamente una metafora dell'emergenza planetaria, il suo design si ispira alla natura: materiali minimi per la massima resistenza, con la struttura in compensato riutilizzato che sostiene l'abbondante piantagione ed elementi espositivi. I materiali riciclati e riutilizzati provengono da cantieri locali e dal palco utilizzato per i concerti all'aperto Eden Sessions in Cornovaglia.

Le "curiosità" sono una collezione diversificata di oggetti, opere d'arte, media, modelli e installazioni, ognuno con una prospettiva, un valore o un'intuizione che fa parte dell'ecologia filosofica dell'Eden: dagli automi che parlano alla nostra interconnessione con il mondo naturale, alla realtà aumentata, le opere d'arte positive per il pianeta e i media immersivi, in grado di rivelare i mondi invisibili che ci circondano, il tutto in un contesto di punte geotermiche e alberi a energia solare che parlano della fine dei combustibili fossili. 

 

 

Grimshaw ci aveva già rivelato quanto il loro studio sia sempre centrato sulla sostenibilità e l'innovazione tecnologica: in questo docu-film di The Architects Series (serie di appuntamenti periodici bimestrali che raccontano con leggerezza e dinamismo la vita e l’organizzazione all’interno degli studi di architettura), Sir Nicholas Grimshaw e Andrew Whalley presentano il lavoro del gruppo, mostrandoci la filosofia e la potenzialità dei progetti volti alla costruzione di ambienti che sappiano accogliere in sinergia uomo e natura. 

Il progetto ci chiede anche di considerare le nostre connessioni e le nostre responsabilità condivise: non come delegati di stati-nazione, ma come Terrestri totalmente dipendenti dalla salute dell'unico pianeta nell'universo che sappiamo essere adatto alla vita. Questo costituisce il contesto in cui il Padiglione è un palcoscenico per riunirsi, rilassarsi e ricaricarsi durante le due settimane fondamentali per la salute di tutta la vita sulla terra

 

>>> Scopri il Padiglione Terra disegnato da Grimshaw per EXPO Dubai 2020 su The Plan 134, una sagoma organica ispirata alla fotosintesi clorofilliana

 

Mario Cucinella inaugura Tecla, la prima abitazione sostenibile al mondo in 3D 

In mostra a COP26 (in occasione della mostra virtuale "Build Better Now") c'è anche TECLA - Technology and Clay, primo modello di abitazione ecosostenibile stampato in 3D in terra cruda locale. Completamente disegnato in Italia, TECLA - Technology and Clay è un innovativo modello circolare di abitazione in cui confluiscono le ricerche sulle pratiche costruttive vernacolari, lo studio del clima e dei principi bioclimatici, l’uso di materiali naturali e locali. È un progetto a emissioni quasi zero, il suo involucro e l’utilizzo di un materiale totalmente locale, l’argilla, ha permesso di ridurre sprechi e scarti. L’argilla viene scavata, modellata, abitata e, quando non serve più, può quindi tornare al suolo, in un ciclo potenzialmente infinito che non lascia alcuna traccia sul pianeta. Le pareti hanno una curvatura organica simile a una grotta e forniscono stabilità strutturale, ma fungono anche da barriera termica. Il prototipo può essere costruito in diversi ambienti e può adattare la sua forma e la sua struttura al clima e alla latitudine.

Abbiamo parlato di questo progetto e dell'innovativo processo di stampa 3D in questo articolo di The Plan 131: TECLA, Technology and Clay | Salto di specie.

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#Glasgow  #Terra cruda  #Europa  #2021  #MCA - Mario Cucinella Architects  #Grimshaw  #What's On 

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