Comunità Resilienti il Padiglione Italia alla Biennale di Architettura
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Comunità Resilienti il nuovo Padiglione Italia alla Biennale di Architettura 2021

Comunità Resilienti il Padiglione Italia alla Biennale di Architettura
Scritto da Redazione The Plan -

Dopo l’annuncio dell’apertura della 17. Mostra Internazionale di Architettura il 22 Maggio di quest'anno, è stata la volta della presentazione del Padiglione Italia con il nome Comunità Resilienti.

Ad introdurre la presentazione è stato Onofrio Cutaia, Direttore Generale Creatività Contemporanea del MiBACT. Cutaia ha evidenziato come il progetto sia inserito in una strategia più ampia anche all’interno del Ministero della Cultura. Ha sottolineato la volontà di trovare punti di incontro tra tutte le arti contemporanee favorendo la creazione di alcuni momenti di confronto per riflettere sui nuovi sviluppi futuri. Ovviamente tutto ciò rientra nella domanda che guida tutta la Mostra “How will we live together?” - come vivremo insieme - un tema che investe tutti gli artisti soprattutto in questo periodo

Roberto Cicutto, Presidente della Biennale di Venezia, ha ricordato che dopo aver rimandato l’edizione 2020, quest’anno la Biennale di Architettura, memore anche dell’esperienza della Biennale del Cinema 2020, prevede il rispetto di regole per la sicurezza, con controlli e distanziamenti. I protocolli saranno diffusi ed adotti sia dal pubblico che dal personale operativo.

La presentazione del Padiglione Italia collocato negli spazi delle Tese delle Vergini all’Arsenale è stata affidata al curatore Alessandro Melis che ha illustrato con dovizia e passione tutte le sezioni che compongono l’esposizione.

Comunità Resilienti, pone al centro dell’esposizione, in tutta la sua viva drammaticità, la questione del cambiamento climatico e le impegnative sfide che interpellano l’architettura. In particolare, intende sottolineare come il cambiamento climatico stia mettendo a dura prova la sostenibilità del sistema urbano, produttivo e agricolo e quali siano le principali criticità e opportunità del nostro presente.

Principale obiettivo del Padiglione Italia sarà quello di far riflettere in modo inedito i visitatori sui meccanismi di resilienza delle comunità, prioritaria chiave di lettura per il recupero di una nuova forma di interazione tra spazio urbano e territorio produttivo, all’insegna dell’interdisciplinarietà delle competenze e delle logiche evolutive non deterministiche, elementi centrali nei momenti di transizione.

Alessandro Melis ad inizio presentazione, ringraziando il Ministro Franceschini, cita la paleoantropologa Heather Pringle che sostiene come la creatività sia lo strumento di sopravvivenza di emergenza dell’umanità.

È importante lanciare un segnale, capire che questo è il momento dei creativi e dei visionari.  È nel codice genetico degli italiani […] Vogliamo che sia il Padiglione delle Possibilità […] La Biennale quest’anno ha reso possibile l’impossibile.
Alessandro Melis

Il Padiglione Italia indaga le marginalizzazioni, perché spesso è in quel rumore di fondo che si possono trovare le soluzioni ai problemi e capire la capacità di resilienza umana attraverso la creatività. Un viaggio nel cuore di tenebra per trovare le risposte ad un futuro migliore.

Inoltre tutto il Padiglione sarà ad impatto di CO2 quasi zero. Per raggiungere tale scopo si è proceduto a predisporre una sottrazione + integrazione dei materiali del Padiglione Italia 2019 per la 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia e una rilocalizzazione in forma permanente di tutto quello che verrà prodotto. Sarà un’opportunità unica non solo per mostrare opere coerenti con gli obiettivi della proposta, ma anche un’occasione di studiare il ciclo di vita di una realizzazione in un contesto di resilienza.
 

Le sezioni del Padiglione Italia.
 

Architectural Exaptation è la sezione d’ingresso curata da Alessandro Melis, Benedetta Medas, Paola Corrias, Alice Maccanti. Questa sezione è dedicata al tema dell’Architectural Exaptation, concetto sottostante all’intera esposizione, che sottolinea come Diversità, Variabilità, Ridondanza e Disomogeneità siano le caratteristiche della Resilienza, in riferimento al principio della Niche Construction.

La sezione Dolomiti Care, presentata da Gianluca D’Inca Levis, tratta della tempesta Vaia, i fatti del Vajont e di altre comunità delle Dolomiti come un osservatorio sulle situazioni estreme indotte dal clima e dall’ambiente. 

Decolonizing the built envinonment è la sezione coordinata dal colletivo RebelArchitette e Alessandro Melis che si focalizzata sul mondo femminile dell’architettura e principalmente sui temi dell’inclusività, della diversità e dell’attività professionale. Aspetti ancora poco considerati e indagati.

La sezione DESIGN(ING): “Dal cucchiaio alla città”, presentata da Paolo di Nardo e Francesca Tosi, approfondisce i temi legati alle Media Cities, al Design, ai Maestri di Resilienza e della Rigenerazione. Il modello di equilibrio per eccellenza è la città italiana media che viene presa come modello di resilienza attraverso la lezione dei maestri dell’architettura italiana e un approccio olistico che definisce “la via italiana” all’architettura.

Architettura come Caregiver, coordinata da Antonino Di Raimo e Maria Perbellini, interroga il ruolo dell’architettura in relazione all’Health and Wellbeing (la Salute e il Benessere) nell’epoca dei Sustainable Development Goals stabiliti dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

La sezione Sud Globale, presentata da Paola Ruotolo, raccoglie esempi significativi di architetti italiani che contribuiscono con il loro lavoro alla resilienza delle comunità sub sahariane, come Arturo Vittori, TAM Associati + ARUP, CODESIGNLAB di Paolo Cascone e Maddalena Laddaga, Giovanni Beti e Katharina Fleck, il progetto realizzato da Andrea Tabocchini e Francesca Vittorini, il progetto fotografico di Filippo Romano e infine il lavoro multimediale di Eva Palacios  .

La sezione Università. Agenzie di resilienza, coordintata da Maurizio Carta e Paolo Di Nardo, esplora il ruolo delle università nell’educazione alla Resilienza. In questa sezione presenteranno le proprie realtà ventisei università con l’obietivo di dare un quadro più esaustivo possibile sulle possibilità di trasformazione resiliente che queste realtà offrono per il nostro territorio. 

In Storia di un Minuto, i coordinatori, Emilia Giorgi, Guido Incerti, Alessandro Gaiani, in partnership con Action Aid, esplorano Resilienza e Rischio Sismico in Italia attraverso una mostra fotografica, ripercorrendo le tappe di un evento catastrofico per aiutarci a riconoscere i segnali che arrivano dal nostro territorio. 

In Italian Best Practice, i coordinatori, Gian Luigi Melis, Margherita Baldocchi e Benedetta Medas, mostreranno una selezione di lavori di architetti italiani impegnati sui temi della resilienza, intesa come rapporto con lo spazio esistente.

Laboratorio Peccioli è la sezione presentata da Ilaria Fruzzeti, Laura Luperi e Nico Panizzi, ed è strutturata come un vero e proprio laboratorio di ricerca. Tra gli obiettivi, la trasformazione di questa esperienza anche come vero e proprio centro studi mostra il caso di Peccioli come occasione per riflettere sui centri storici minori come modelli di sviluppo e come ambiti ideali per la sperimentazione attraverso innesti di contemporaneità all’interno della Storia.

Ingrid Paoleti è la coordinatrice della sezione Ecologia Tacita. Si tratta di una sezione che propone la dicotomia tra Tecnologia e Biodiversità come Ingrid Paoletti è la coordinatrice della sezione Ecologia Tacita.

Resilienza, paesaggio e arte è la sezione presentata da Annacaterina Piras (LWCircus) e Emanuele Montibeller (Arte Sella). La sezione mette in mostra esempi di comunità virtuose come quelle di Arte Sella e Asinara nella forma del caso studio, in cui l’arte diventano strumenti di esaltazione del paesaggio e della resilienza dei luoghi. 

Dario Pedrabissi è il coordinatore della sezione del Giardino delle Vergini dedicata al comfort outdoor che comprende le opere di Giuseppe Fallacara e Pierandrea Angius per ZHA architects, oltre agli interventi di Maria Perbellini, Gianni Pettena, del collettivo Orizzontale e di David Turnbull.

La sezione cross-over Arti Creative ed Industriali è presentata da Benedetta Medas, Monica Battistoni, Dana Hamdan e J. Antonio Lara Hernandez. È caratterizzata dalla presenza delle arti creative, che si estende fino a coinvolgere la sezione Decolonising the Built Environment, sovrapponendosi ad essa fisicamente.

In conclusione il Ministro Franceschini:

Siamo consapevoli di quanto l’architettura sia chiamata a dare un contributo sempre più qualificato e interconnesso al nostro vivere comune, sollecitato da molteplici criticità sociali e ambientali. Obiettivo del Padiglione Italia 2021 è promuovere una riflessione sulla capacità di trasformazione ed adattamento delle comunità italiane, ormai necessaria, per rispondere, localmente, alle sfide globali. Non possiamo sottrarci a questo imprescindibile compito, ma piuttosto condividere i passi avanti fatti dalla ricerca italiana in molti campi su questi temi di vitale importanza. Con esso ci auguriamo di dare un contributo significativo che possa portare i suoi frutti anche oltre il tempo della prestigiosa rassegna veneziana

Sito web ufficiale del Padiglione Italia 2021: www.comunitaresilienti.com
Sito web ufficiale La Biennale: www.labiennale.org
Tutti i crediti e le didascalie sono presenti nelle descrizioni delle singole immagini

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