Cinque trend urbani per il 2024
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Cinque trend urbani per il 2024

L'analisi di Cristina Mateo, Associate Dean della IE School of Architecture and Design di Madrid

Cinque trend urbani per il 2024
Scritto da Redazione The Plan -

Intelligenza artificiale, automazione e tecnologia blockchain sono alcuni degli aspetti legati all’evoluzione delle Smart Cities, parallelamente ai temi ambientali, come le fonti energetiche rinnovabili, l’economia circolare e la mobilità dolce. Nel mondo globale di oggi, di fronte alla duplice transizione verde e digitale e alla costante ricerca di un equilibrio tra l’etica e il potere in rapida ascesa della tecnologia, città e regioni sono chiamate a svolgere un ruolo più significativo.

Cristina Mateo, Associate Dean della IE School of Architecture and Design di Madrid, descrive le cinque tendenze che daranno forma agli spazi urbani quest'anno.

Regent's Park, London Photo by Umezo Kamata / Wikimedia Commons, License CC Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0 DEED)

 

1. La governance passa dal livello nazionale al locale

La governance e la forza economica si sono spostate dal livello nazionale a quello più locale delle città o regioni. Questo cambiamento aumenta l'importanza del ruolo che le città e le regioni svolgono nell’affrontare sfide sociali complesse. Allo stesso tempo, le capitali dei Paesi più popolati, che generano la maggior parte del PIL, non dispongono necessariamente di infrastrutture pubbliche adeguate.

Nel 2024, in alcuni di questi Paesi si terranno le elezioni nazionali, ad esempio negli Stati Uniti, in Indonesia, Pakistan, Bangladesh e Messico. Per le aree urbane di queste nazioni, sarà una grande opportunità per promuovere una maggiore autonomia e allocazione di risorse per affrontare le questioni locali, come le problematiche abitative.

Il World Cities Summit (WCS), che si terrà in giugno a Singapore, sarà un'importante occasione, per i leader governativi e gli esperti del settore, per affrontare la sfida di creare città vivibili e sostenibili.

Gardens By The Bay, Singapore Photo by Dietmar Rabich / Wikimedia Commons, License CC Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0 DEED)

 

2. La cosiddetta ‘Orange Economy’ continua a crescere

La creative orange economy, come la definisce l’UNESCO, è un concetto in continua evoluzione basato sul contributo e sul potenziale delle risorse creative alla crescita e allo sviluppo economico. I settori industriali legati alla cultura e alla creatività sono tra quelli che stanno crescendo più rapidamente, con un valore globale di 4,3 trilioni di dollari all’anno e quasi 30 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo. Questa economia dinamica richiede una forza lavoro con competenze rilevanti e senza limite di tempo in un ambiente che evolve continuamente.

L’enfasi posta sulla creatività, sull’innovazione e sull’imprenditorialità all’interno di questi settori suggerisce che essi non sono vitali soltanto per la crescita economica ma anche per affrontare le sfide globali attraverso soluzioni creative.

 

3. L'intelligenza artificiale ci aspetta al bivio

Come ricorda l’economista del MIT David Autor, il 60% dei lavoratori di oggi svolge un mestiere che 80 anni fa non esisteva, un'ulteriore dimostrazione del notevole impatto che le nuove tecnologie hanno sul mercato del lavoro. Questa trasformazione non si limita ai settori tradizionali, ma influisce in modo significativo anche sulla creative economy. In risposta alle potenzialità dell’intelligenza artificiale generativa, i creativi devono saper evidenziare adeguatamente il valore del loro lavoro.

Parc Montsouris, Paris Photo by besopha / Wikimedia Commons, License CC Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0 DEED)

 

4. Consentire una crescita equilibrata tra l'innovazione del settore privato e l'equità del pubblico

Le grandi società tech stanno acquisendo un potere decisionale sempre maggiore nelle città, anche perché sono il motore dello sviluppo di nuovi insediamenti urbani, come ha di recente sottolineato il prossimo curatore della Biennale di Architettura di Venezia, Carlo Ratti: «Le città costruite dai miliardari (billionaire-built cities) saranno meglio di niente».

Allo stesso tempo, sei dei dieci più grandi progetti in costruzione a livello globale si trovano in Arabia Saudita, una delle 20 principali economie del mondo, in gran parte guidata dal settore pubblico: NEOM City, The Gulf Railway, King Abdullah Economic City, Aeroporto internazionale Al Maktoum, Jubail II.

Il necessario bilanciamento tra una visione delle persone come cittadini da un lato e come consumatori dall'altro evidenzia l'importanza di coniugare l’efficienza e l’innovazione del settore privato con l’inclusività e l’equità del settore pubblico.

Yu Garden, Shanghai Photo by Stefan Fussan / Wikipedia Commons, License CC Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0 DEED)

 

5. Favorire l'interazione sociale

Quando si parla dei criteri ESG (Environmental, Social and Governance) in relazione alla pianificazione urbana, la componente sociale è ancora molto debole, laddove il senso di comunità è invece un indicatore importante della vivibilità di una città e contribuisce indirettamente alla sua produttività economica.

Forti legami sociali e un impegno comune possono portare a una migliore partecipazione alla governance cittadina e a tassi di criminalità più bassi, seguendo il concetto di "eyes on the street" (occhi sulla strada) coniato dall’autrice, teorica e attivista Jane Jacobs, che vede appunto l'azione collettiva come deterrente nei confronti della criminalità. Allo stesso tempo, gli incontri vis-à-vis creano e supportano comunità urbane che dispongono di numerosi spazi verdi e pubblici.

All images retrieved from Wikimedia Commons

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