Sembra scolpita nella pietra la nuova Chapel of Sound, l'iconica concert hall ultimata a settembre 2021 dallo studio OPEN Architecture, pronta all'inaugurazione a inizio 2022. Siamo a nord-est di Pechino, tra le famose colline di Jinshanling, luogo che ospita chilometri di resti della Grande Muraglia, ed è qui che i progettisti hanno concepito un ambiente di contemplazione, o meglio, "una cappella senza religione", a detta di uno degli architetti Li Hu, che insieme a Huang Wenjing è direttore dello studio di progettazione. Per questo si può dire che l'edificio è solo principalmente una sala da concerto, sala che dimostra ancora una volta quanto l’architettura sia in grado di fondersi con la natura e che la parola sostenibilità, se applicata e ragionata, è qualcosa di reale e tangibile. Progettabile.
OPEN Architecture non è nuovo a questo tipo di architetture create in simbiosi con la natura: prendiamo ad esempio la Garden School, campus pubblico del quinto anello di Pechino: in questo caso il concept ha previsto l'alternanza di open space e aree verdi create su due livelli, perfettamente in grado di soddisfare l'esigenza (sempre più evidente) di fuga dalla città degli studenti cinesi.
Per la Chapel of Sound, gli architetti hanno aggiunto rocce locali al calcestruzzo, imitando così gli strati sedimentari del luogo, col risultato che la struttura si integra perfettamente con l'ambiente circostante. L’edificio è costruito infatti in cemento arricchito e scurito con del carbone, e si mimetizza con il paesaggio, caratterizzato dalla medesima cromia e da rocce ricche di minerali. La struttura concert hall è a forma di cono invertito, con la parte più stretta che funge da fondamenta. In questo modo, la sua costruzione ha avuto il minor impatto possibile sul sito e la forma a cono ha trasformato l’edifico in una vera e propria cassa di risonanza. L’obiettivo era di fatto quello di ricreare ed evocare un luogo simile a una grotta, così che i suoni possano rimbalzare e farsi eco l'uno con l'altro, uscendo poi dai luminosi lucernari sul soffitto.
Il progetto non include però soltanto la sala concerto. Oltre all’anfiteatro interno, ci sono una sala prove, un palco esterno e delle piattaforme panoramiche, da cui il legame con la natura si palesa del tutto.
Gli architetti hanno fatto molte ricerche sugli aspetti della performance acustica, guardando a come i comportamenti del suono potessero essere ispiratori della forma stessa dell'edificio. Li e Huang hanno descritto di aver voluto “vedere la forma del suono”. Alla fine sono stati attratti dal modo in cui il suono si riverbera negli spazi naturali, come appunto le grotte. Avendo progettato altri teatri e sale da concerto, sapevano che la sfida era creare un ambiente acustico eccellente senza introdurre materiali fonoassorbenti aggiuntivi, e collaborando con ingegneri acustici, hanno definito le aperture che fungono sia da aree di assorbimento acustico sia da collegamento con l'ambiente esterno.
Eravamo molto consapevoli della responsabilità che avevamo nell'inserirci naturalmente in un paesaggio così unico. Volevamo creare qualcosa di diverso e, cosa più importante, qualcosa di significativo. Siamo ora in un momento in cui la questione del nostro rapporto con la natura come esseri umani è più acuta che mai. Possiamo essere abbastanza umili da ascoltare ciò che la natura ci mormora? La sinfonia della natura è ciò che volevamo davvero che le persone sperimentassero qui, commentano gli OPEN Architecture.
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Project by: OPEN Architecture
Client: Aranya International Cultural Development Co., Ltd.
Location: Chengde, Hebei, China
Construction: 2017-2021
Site area: 790 mq
Program: Semi-outdoor Amphitheater, Green Room, Viewing Terrace, Outdoor Stage