Casa al mare: cinque progetti imperdibili
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Casa al mare: quattro progetti imperdibili per un revival senza tempo

Luce, tanto sole e vista mozzafiato: da Formentera all'Egeo, una selezione che premia le nuove tendenze delle più belle residenze sull'acqua

Alper Derinbogaz | BEEF architekti | Fabio Mazzeo Architects | Marià Castelló

Casa al mare: cinque progetti imperdibili
Scritto da Redazione The Plan -

Sole, luce, vista spettacolare: sono questi i punti fermi che non cambiano nel tempo per descrivere una casa al mare. Che siano su una scogliera o a riva, accarezzate da dolci brezze o roboanti tramontane, seppur diverse per tipologia e stile, le case al mare da sempre si prestano alle più fantasiose invenzioni architettoniche e alla creatività dei progettisti. Le tendenze di oggi privilegiano spazi fluidi e dinamici, premiano linguaggi tradizionali e continuità tra indoor e outdoor, così che a tornare protagonista indiscussa è la bellezza del paesaggio.

Ecco un focus sui nuovi trend che stanno ridefinendo la casa al mare: dal Bosc d’en Pep Ferrer, un'innovativa residenza a Formentera, passando da Villa Cala di Volpe, sul promontorio di Abbiadori, in Sardegna, passando da Casa Fly, a Maiorca, per finire a Villa Topos, situata su una collina calcarea che si tuffa nell'Egeo.

 

Bosc d’en Pep Ferrer, Marià Castelló

Bosc d'en Pep Ferrer, toponimo tradizionale di un luogo vicino alla spiaggia di Migjorn, sulla costa meridionale dell'isola di Formentera, è un luogo che sprigiona il desiderio di abitare in un panorama onirico, dall'orizzonte tagliato dalla sagoma della Torre del Pi des Català, costruita nel 1763.

 

Bosc d’en Pep Ferrer, Marià Castelló Martínez Courtesy of Marià Castelló Martínez

 

Il progetto dell'architetto Marià Castelló, si concentra sulla contrapposizione di elementi pesanti e leggeri, tra terra e aria. Lo stesso contrasto si riflette nell'uso di un approccio artigianale e allo stesso tempo tecnologico. La roccia, elemento chiave del concept, caratterizza l'intero spazio, così da far sembrare gli ambienti come scavati in un unnico grande blocco megalitico. 

Il progetto si articola in tre moduli luminosi costruiti con sistemi a secco, ai quali si aggiunge un'intercapedine realizzata per sottrazione di materiale al piano inferiore. Questa disposizione longitudinale dà luogo a successioni di pieni-vuoti, patii, camminamenti e scorci trasversali. Ma ciò che contraddistingue la residenza è una grotta naturale nel cortile di accesso principale, integrata al progetto durante il processo di costruzione, in quanto non ne era nota a priori l'esistenza.

 

Bosc d’en Pep Ferrer, Marià Castelló Martínez Courtesy of Marià Castelló Martínez

 

Nell'insieme, la struttura è molto semplice: il piano inferiore è del tutto provo di muri di contenimento, data la presennnza dello strato roccioso, mentre una struttura in cemento armato costituisce la piattaforma di appoggio del piano terra. Al piano superiore, come se si trattasse di un modello in scala reale, l'assetto della struttura è stato volutamente lasciato a vista: di fatto, un unico elemento (pannelli in legno lamellare incrociato) raggruppa più funzioni, ovvero struttura, chiusura e finiture interne. 

 

Bosc d’en Pep Ferrer, Marià Castelló Martínez Courtesy of Marià Castelló Martínez

 

Interessante l'approccio alla sostenibilità che ha privilegiato materiali naturali e, laddove possibile, locali: roccia, pietrisco di scavo, calcare, legno di pino e abete, pannelli di cotone riciclato, marmo bianco macael, pittura ai silicati ad alta permeabilità. Innoltre, per gli ambienti sono previsti sistemi bioclimatici passivi di comprovata efficacia, soprattutto in condizioni climatiche di questo tipo, e anche l'autosufficienza idrica è garantita grazie dall presenza di una cisterna per la raccolta di acqua piovana. 

 

>>> Complesso residenziale Marea, tra architettura e paesaggio. Trovi il progetto su The Plan 140

 

Villa di Cala Volpe, Fabio Mazzeo Architects

La bellezza non è mai statica e univoca; muta nel tempo e nello spazio, modulandosi di volta in volta sulla base di relazioni profonde tra uomini, natura, architettura e tradizioni. La villa di Cala Volpe, firmata dalla studio Fabio Mazzeo Architects – che si è occupato anche degli interni – e adagiata sul promontorio sardo di Abbiadori, fonde in sé tutti questi tasselli fino a trasformarsi in una dimora-scultura rispettosa del territorio nel quale si inserisce, scomparendo a tratti nel suo profilo modellato dal vento.

 

Villa di Cala Volpe, Fabio Mazzeo Architects © Massimo Camplone, courtesy of Fabio Mazzeo Architects

 

Ma i rimandi tra dimora e contesto territoriale sono costanti, tanto all’esterno quanto all’interno, con vetrate che lasciano entrare il blu del cielo e del mare, colori pastello per gli arredi e trame floreali a impreziosire l’interior. 

Arte, design e artigianato sono dunque racchiusi in questa villa in modo sapiente e delicato, mai esagerati e sotto riflessi diversi grazie ai giochi di luci e ombre che vanno a crearsi nel corso della giornata. Un approccio olistico all’architettura, come l’ha definito lo stesso Fabio Mazzeo, le cui parole puoi leggere qui insieme a una descrizione completa del progetto.

 

Villa di Cala Volpe, Fabio Mazzeo Architects © Massimo Camplone, courtesy of Fabio Mazzeo Architects

 

Casa Fly, Beef Architekti

Storia, tradizione, materiali locali e una costante connessione con il territorio: Casa Fly a Palma de Maiorca, progettata dallo studio BEEF architekti, racchiude tutto questo, rappresentando così un punto privilegiato da dove partire per scoprire l’isola spagnola.

 

Casa Fly, BEEF architekti ©Tomeu Canyellas, courtesy of BEEF architekti

 

Per un visitatore ignaro della cultura e della storia di Maiorca e del Mediterraneo, c’è un angolo dell’isola dal quale iniziare a scoprire, passo dopo passo, il territorio e la sua tradizione vernacolare: Casa Fly, è infatti un omaggio alle bellezze naturali, paesaggistiche e storiche dell’isola spagnola, grazie a un sapiente uso di materiali tipici locali e a una connessione costante con l’ambiente circostante, tanto visiva quanto fisica.

Recuperando antiche tecniche costruttive, lo studio ha reso protagoniste del design della struttura, sia all’esterno sia all’interno, le pietre provenienti da cave limitrofe e che connotano l’estetica dell’intera isola. In particolare, tra le soluzioni adottate vi è quella denominata “pedra en sec”, una strategia nominata nel 2018 Intangible Cultural Heritage of Humanity dell’Unesco. Le pietre e la loro trama, continuando anche negli spazi interni dell’abitazione, non rispondono tuttavia solo a esigenze armoniche legate all’aspetto, ma anche a esigenze funzionali e costruttive: queste hanno importanti risvolti sulle condizioni climatiche degli spazi, mantenendo cioè gli ambienti freschi d’estate e di accumulare calore in inverno.

 

Casa Fly, BEEF architekti ©Tomeu Canyellas, courtesy of BEEF architekti

 

Altrettanto determinanti nella garanzia di adeguate condizioni di ventilazione e di illuminazione sono le finestre a tutta altezza, non a filo struttura e dotate appositamente di persiane pieghevoli in legno. Il fatto di essere, per così dire, spinte verso l’interno della struttura permette di creare delle zone d’ombra, analogamente a quanto ottenuto attraverso le lamelle delle persiane. Queste, oltre a essere una naturale protezione nei confronti del calore, lasciano circolare l’aria con una ventilazione naturale persino da chiuse.

 

>>> Continua a leggere e scopri di più sull'interior design di Casa Fly

 

Villa Topos, Alper Derinbogaz

Come realizzare un edificio dall'alto valore estetico e dotato di ventilazione naturale, per di più nei pressi di una scogliera? L'esempio ci viene fornito da Villa Topos, residenza privata situata su una collina calcarea nella baia di Paşalimanı, nel distretto di Çeşme a Smirne, in Turchia, progettata da Alper Derinboğaz.

 

Villa Topos - Alper Derinboğaz © Cemal Emden and Serra Duran, courtesy of Salon Alper Derinbogaz

 

L'edificio ha un panorama unico all'interno del paesaggio Egeo: la baia si estende in un anfiteatro naturale ricco di attività. Posizionando la scala sul retro della struttura, il progettista ha voluto lasciare il palcoscenico aperto alla natura e proporre un'inquadratura dinamica. La scala funziona dunque come un apparato cinematografico che si muove verticalmente, creando viste ininterrotte sulla baia.

Alper Derinboğaz ha cercato da subito la ventilazione naturale per Villa Topos. Gli obiettivi: sfruttare i ricambi d’aria per rimuovere il calore eccessivo dall’interno dell’edificio, fornire temperature più confortevoli e ridurre i carichi di raffreddamento con costi operativi minimi. Di fatto, Villa Topos è la prima casa estiva climatizzata della regione. I camini antivento con prese d'aria nel tetto sono costruiti per evitare di utilizzare qualsiasi energia per climatizzare l'edificio e creano un flusso naturale di ventilazione in tutto l'edificio. 

>>> Scopri di più su Villa Topos

 

Villa Topos - Alper Derinboğaz © Cemal Emden and Serra Duran, courtesy of Salon Alper Derinbogaz

 

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Credits

Bosc d’en Pep Ferrer

Location: Playa de Migjorn, Formentera, Spain
Completion: 2017

Architect: Marià Castelló Martínez
www.m-ar.net

Building Engineer: Agustí Yern Ribas
Structures: Miguel Rodríguez Nevado, Ferran Juan
Construction company: Motas Proyectos e Interiorismo S.L. / Luis Tulcanazo Castro / Antonio Serra Requena / Foreva S.L.

Photography courtesy of Marià Castelló Martínez

 

Other projects (Villa di Cala Volpe, Casa Fly, Villa Topos)

Please refer to the individual links as indicated in the article above to look through the project's credits

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