L’alfabeto di DMAA | The Plan
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L’alfabeto di DMAA

Roman Delugan

Per il venticinquesimo anniversario del nostro studio desidero proporre ai lettori di THE PLAN un percorso volto a comprendere la concezione architettonica di DMAA, presentando l’approccio alla progettazione e al linguaggio - meglio ancora, all’alfabeto - della nostra operatività. Il lavoro del nostro team si realizza a livello globale, sempre con il medesimo obiettivo, ovvero offrire esperienze spaziali originali. La nostra progettazione è ad ampio spettro: da spettacolari istituzioni culturali, passando per innovative soluzioni a livello di residenze e di uffici, comprendendo allestimenti per mostre, elementi d’arredo e design di prodotto. In questo primo quarto di secolo, abbiamo realizzato opere a scala nazionale e internazionale quali il Museo Porsche di Stoccarda (2008), l’EYE Film Institute di Amsterdam (2011) e la sala concerti di Erl, Austria (2012). Nel 2017, abbiamo completato lo Hyundai Motorstudio Goyang a Seoul, Corea del Sud, e il Miba Forum di Laakirchen, sempre in Austria. Ci siamo aggiudicati il concorso per l’Expo Cultural Park di Shanghai, un complesso multifunzionale con viste panoramiche, che include attività di intrattenimento, hub scientifici e tecnologici, spazi culturali e per l’arte. La nostra architettura assomiglia molto al linguaggio, in cui il significato risulta dalla relazione fra le singole parole. Diversamente da altre filosofie architettoniche non riduciamo questo principio ermetico a un esercizio chiuso e fine a se stesso, ma le radici del nostro lavoro intrecciano quante più connessioni possibili fra l’architettura e l’ambiente di riferimento associando il contesto della costruzione alla presenza fisica di chi la usa. La percezione dello spazio e la considerazione dell’interazione con i futuri utenti sono alcune delle tante voci che entrano in gioco e guidano i nostri rigorosi processi di progettazione. Le nostre proposte sono totalmente volte al rapporto tra esistente e integrazione architettonica e ricordano l’inserimento di organismi all’interno di un habitat complesso. Tale impostazione tende a eliminare, tanto all’interno quanto all’esterno, la gerarchia spaziale convenzionale in favore di una sequenza fluida di ambienti funzionalmente definiti. A prescindere da scala e funzione, il nostro lavoro viene regolarmente determinato da questi principi teorici. Applichiamo coerentemente il principio di densificazione dello spazio, perseguendo processi di formalizzazione per renderlo tangibile da un punto di vista “fisio-logico”. La forma a cui noi aspiriamo si distingue dalle odierne tipologie architettoniche rappresentative orientate più verso un significato visivo e interpretativo, in quanto essa mira a ottenere un impatto fisiologico sui sensi e sul corpo, diventando essa stessa regolatrice del ritmo di vita, privata e sociale. Questo particolare alfabeto di DMAA nasce, dunque, dall’idea di aprire ai lettori di THE PLAN una finestra sul nostro mondo, su come lavoriamo e su come intendiamo il fare architettura. Buona lettura!

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#2019  #Roman Delugan  #Editoriale  #The Plan 113 

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