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FR-EE L’Aeroporto internazionale di Città del Messico e Teotihuacán

Fernando Romero

Teotihuacán, a meno di un’ora da Città del Messico in direzione nord, è sinonimo di un patrimonio architettonico che incarna la visione cosmologica e la spiritualità precolombiana e mesoamericana. Eretta tra il I e il VII secolo d.C., raggiunse il proprio picco demografico verso il 450 d.C. stimato in oltre 125 mila abitanti, imponendosi probabilmente come la città più grande del continente e la sesta del mondo. 

Si caratterizzava per le dimensioni monumentali della sua architettura, un insieme eterogeneo di luoghi dedicati alla collettività e ai riti religiosi, di quartieri residenziali e settori destinati al commercio, di ampie zone riservate all’alta società e abitazioni multipiano in risposta all’incremento della popolazione. L’architettura di Teotihuacán oggi più conosciuta si trova nel suo nucleo urbano: la Piramide del Sole, la terza su scala mondiale per grandezza.

Lungo il Viale dei Morti, l’arteria principale orientata nord-sud, sono allineati i più imponenti edifici e monumenti cerimoniali - le Piramidi del Sole e della Luna, il Gran Conjunto e il Tempio di Quetzalcóatl. Percorrendola si incontrano altre strutture dalle dimensioni più ridotte, caratterizzate dal cosiddetto talud-tablero, ovvero con il corpo inclinato della piramide (talud) sormontato da una piattaforma quadrata (tablero) che fungeva da base per i templi, realizzati principalmente in legno. 

Lo schema geografico di Teotihuacán costituì un primo esempio di pianificazione urbana mesoamericana, concepito secondo la concezione autoctona dell’universo e dell’armonia cosmica. La planimetria venne infatti impostata integrando vari elementi provenienti dal contesto naturale circostante: la città risulta orientata verso la montagna più elevata dell’area, mentre il corso del fiume San Juan venne a suo tempo deviato per creare un’intersezione con il Viale dei Morti. Oltre a rispondere alle caratteristiche fisiche e morfologiche del sito, lo schema è anche frutto di un’attenta lettura degli avvenimenti cosmologici. La griglia urbana, inclinata di 15,5 gradi a est rispetto al nord, corrispondeva all’esatta direzione del punto in cui ogni anno sorge il sole il 12 di agosto, che secondo il loro credo cosmico era la data di inizio della nuova era e il primo giorno del calendario. Si pensa che in passato l’allineamento verso il sole definisse la misura dello scorrere del tempo, un calendario naturale in grado di definire i periodi più adatti per la semina e per i riti religiosi. L’organizzazione spaziale era dunque ispirata da logiche astronomiche, come dimostra il sito della Piramide del Sole, calcolato in funzione della posizione dell’astro allo zenit. Il Viale dei Morti, largo 40 m e lungo 2 km, è disposto ortogonale rispetto all’asse principale del tempio e ai suoi bordi si presentano in successione la Piramide della Luna, il Gran Conjunto, la Cittadella e il Tempio di Quetzalcóatl, definendone i limiti.

Il nucleo urbano di Teotihuacán, abbandonato già nel periodo in cui gli Aztechi si insediarono nell’attuale Città del Messico, ha custodito nel tempo i suoi monumenti, oggi vestigia della storia dell’architettura messicana, della cultura pre-ispanica, del suo misticismo e della sua spiritualità. 

Antitetico a questo luogo altamente turistico sorgerà, a meno di 26 km dalla città, l’aeroporto internazionale di Città del Messico, progettato da Fernando Romero EnterprisE e Foster + Partners, emblema del futuro e della prosperità della nazione, ma anche modello innovativo per i trasporti. L’infrastruttura, concepita con l’intento di rivoluzionare il design degli aeroporti e l’esperienza del viaggiatore, non si imporrà unicamente a livello di ingombro volumetrico (primo in tutta l’America Latina), ma garantirà un servizio efficiente per tutto il XXI secolo, ergendosi al contempo a icona nazionale. Progettato per essere l’aeroporto più sostenibile al mondo, si connota per la presenza di un unico terminal, ottimizzando così i costi e migliorando il comfort dei passeggeri.

Il progetto rinuncia a un cluster di più edifici, estromettendo anche i classici tunnel e il groviglio di reti di trasporti (interne ed esterne) e minimizzando i servizi di transfer. L’infrastruttura si presenterà, di conseguenza, come una membrana continua e aerodinamica che consentirà all’utente di muoversi con rapidità e precisione. Il periodo stimato per la costruzione è pari a 4 anni e prevede l’impiego di materiali leggeri e locali per ridurre l’impatto ambientale. Frutto della collaborazione tra innovazione locale e team internazionali di progettazione, il sistema prefabbricato sarà realizzato in Messico e permetterà di costruire altezze e campate tre volte più grandi di un aeroporto tradizionale. 

Volendo imporsi come modello innovativo, lo schema pone in primo piano l’efficienza e la flessibilità operativa, garantendo un utilizzo in grado di far fronte alle nuove esigenze e ai cambiamenti futuri nel trasporto aereo. Tuttavia, l’attenzione maggiore verrà riservata ai viaggiatori globali con l’obiettivo di assicurare loro un’esperienza elettrizzante e memorabile. Nel tempo, non solo attrarrà sempre più visitatori e utenti, ma sarà anche il motore di interventi di sviluppo e rigenerazione su scala nazionale che trasformeranno il quadro economico e territoriale del luogo. L’aeroporto internazionale di Città del Messico, sebbene ambisca a diventare per il futuro un modello universale, è profondamente radicato nella storia e nella geografia del sito, proprio come le vicine piramidi di Teotihuacán. La scelta di sovrapporre la planimetria del nuovo aeroporto alla pianta dell’antico centro religioso, allineando il centro dell’unico terminal con la Piramide del Sole, rivela vari punti di connessione. Vi è infatti una forte corrispondenza tra le dimensioni della volta del terminal e quelle del tempio solare. I gate che biforcano a ovest si pongono idealmente sulla stessa linea del Viale dei Morti, mentre la distanza tra le estremità dell’aeroporto è la stessa che intercorre tra il Viale e la sommità della Piramide della Luna. Il percorso del fiume San Juan, invece, quando attraversa il Viale dei Morti, è allineato alla tratta ferroviaria che si collega al terminal. “L’aeroporto del futuro” è stato progettato ispirandosi al passato: la forma, il simbolismo, la monumentalità pura e semplice del complesso traggono spunto dall’arte e dall’architettura messicane. Città e aeroporto, nonostante le diverse esigenze, presentano forti analogie rispetto a orientamento e geometrie, frutto di considerazioni similari sul contesto. Forse, è proprio l’unicità delle caratteristiche cosmologiche del sito che ha intrinsecamente richiesto una risposta progettuale molto attenta al contesto, indipendentemente dal fatto che lo schema risalga a 2 mila anni fa, oppure sia visto in un’ottica futura.

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