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Fondazione Morzenti promotes new social housing project

Fondazione Morzenti promotes new social housing project

  • Fondazione Morzenti promotes new social housing project | The Plan
  • Il piano di riqualificazione dell’area dell’ex benzinaio di via Angelo Mai a Bergamo prevede la costruzione di un progetto di housing sociale, voluta dalla proprietà dell’area, la neonata Fondazione Morzenti: la sua costituzione si è concretizzata, per volontà delle sorelle Clelia e Monica Morzenti allo scopo di contribuire, attraverso la realizzazione e la gestione di strutture immobiliari, alla risposta al fabbisogno abitativo, facilitando in particolare l’accesso alla casa per coloro che versano in condizioni di fragilità sociale. Il Consiglio di amministrazione della Fondazione è espressione, oltre che delle fondatrici, anche del Comune di Bergamo, del terzo settore (Confcooperative) e di partner tecnici (Studio Camerlenghi).

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  • Il progetto “via Mai 30” è stato elaborato dagli architetti Sergio Camerlenghi e Gabriele Pimpini e prevede la realizzazione di 23 appartamenti di varie metrature: si tratta di un progetto innovativo sotto il profilo architettonico, tecnologico e sociale. Un corpo principale di sei piani fuori terra allineato lungo via Angelo Mai e della stessa misura (sia in altezza che in profondità) del fabbricato a cui si unisce, che poi si riduce in profondità e degrada volumetricamente abbassandosi, per risolvere in maniera graduale la chiusura del volume verso piazza Sant’Anna. L’altro corpo di fabbrica è ortogonale al primo e anch’esso ugualmente degradante verso i fabbricati sul retro passando da cinque a tre piani fuori terra. Un solo piano interrato sarà destinato ad autorimessa, cantine e locali tecnici. Sotto il profilo sociale, gli appartamenti realizzati (con metrature che vanno dai 30 ai 68 m2 calpestabili) verranno posti in locazione a canone agevolato. Sette di questi saranno destinati a persone in condizione di fragilità dovuta a disagio psichico, sviluppando una tappa di housing intermedia e aggiuntiva rispetto al tradizionale percorso di inclusione sociale previsto dal sistema sanitario. I restanti alloggi saranno invece locati a nuclei familiari che non possono permettersi di pagare affitti di mercato (giovani coppie, studenti, anziani, nuclei monoparentali).

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