Benedetto Camerana (Camerana&Partners) - Residenza Torre Littoria, when luxury grows according to an ascending principle
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Residenza Torre Littoria, when luxury grows according to an ascending principle

Benedetto Camerana (Camerana&Partners)

Interior  /  Completed
Benedetto Camerana (Camerana&Partners)

Sospese in una dimensione spazio-temporale indefinibile, le residenze ridisegnate da Camerana per Reale Immobili accolgono la vista di Torino rendendola la protagonista principale del progetto. Siamo negli interni del Grattacielo Reale Mutua, conosciuto anche come Torre Littoria, realizzato nel 1934 su disegno di Armando Melis per ospitare uffici e residenze della Società Reale Mutua Assicurazione.
Il progetto dei nuovi appartamenti sceglie di valorizzare l’affaccio sulla città e di portare all’interno la sinottica del paesaggio attraverso l’eliminazione delle partizioni esistenti, l’apertura di una grande zona giorno open space e l’utilizzo di superfici vetrate e riflettenti. . Tra le suggestioni alla base del progetto ci sono memorie personali, come il primo volo in aeroplano di Camerana, con il ricordo dell’atterraggio su Torino sopra piazza Castello e del viaggio a New York tra le modernità dell’interior design del Jumbo jet, la scala elicoidale interna, le superfici in poliestere e le sinuosità di Saarinen all’arrivo al terminal TWA, ma anche le impronte progettuali del passato e le visioni del Theatrum Sabaudie. Temi che avevano già ispirato nel 2003 la ristrutturazione del piano 13, trasformato da Camerana nella propria abitazione.
Nel 2011 la Torre è oggetto di un concorso, vinto dallo studio, per la realizzazione di un bar agli ultimi due piani e di un ristorante sul terrazzo dell’ottavo piano affacciato su piazza Castello, ma il programma viene abbandonato per l’opposizione del Sovrintendente. Nel 2017 lo studio vince anche il successivo concorso per la trasformazione dei piani della Torre in appartamenti di alta gamma, cui segue l’affidamento dell’incarico diretto. Il progetto, partito da un’ipotesi di piano campione, riprende i punti cardine del piano 13 - la trasformazione degli spazi in un open space con blocco cucina al centro - e adatta l’esecutivo alle caratteristiche specifiche di ogni piano della Torre.
Per le partizioni opache è stata scelta la neutralità del grigio, scuro per i soffitti e chiaro per le pareti, in grado di restituire le variazioni cromatiche e luministiche del cielo e fungere da sfondo per la successione di finestre-quadro sulla città. Questi equilibrati interni sono animati da un gioco di riflessioni sulle superfici interne vetrate, lucide o specchianti che moltiplicano e sovrappongono le vedute degli edifici simbolo di Torino generando una sorta di caleidoscopio barocco. Un gioco che ha il suo apice scenico nella bolla vetrata della cucina, evoluzione del cilindro opaco del piano 13 contente cucina e servizi. In questo progetto, il volume cilindroide si ispira alle installazioni riflettenti di Dan Graham e la cucina diventa un epicentro funzionale e scenografico intorno al quale ruota la zona giorno, un vero e proprio allestimento per lo showcooking e la teatralizzazione del rapporto tra chi invita e gli ospiti.
Il lusso cresce secondo un principio ascendente partendo dalla categoria D dei piani 4, 5, 6 privi di vista panoramica. Gli alloggi B e C indicano due duplex situati nella parte mediana della torre, composti da un piano notte con tre camere, di cui una padronale con bagno esclusivo, palestra e sauna, e un piano giorno collegato ai grandi terrazzi dei piani 8 e 11, uno con spettacolare affaccio su Piazza Castello e l’altro con la vista sulle montagne e la zona sud di Torino. Accessibili anche esternamente al piano, sono collegati all’interno da una scala elicoidale in acciaio e rovere progettata con la ditta Fontanot trasformando un modello già in produzione.
La categoria più alta comprende gli alloggi A dei piani 14, 15, 18, tutti dotati di vista panoramica e bolla cucina vetrata. Sulla cima svetta l’unico A+, un duplex che si sviluppa tra il piano 19 e il nuovo piano 20 ricavato nell’ex locale impianti e nell’area esterna, un terrazzo con vista spettacolare sul quale si affacciano una camera padronale con bagno e una mini cucina apribile e accessibile anche dall’esterno.
Tutti gli appartamenti offrono una dotazione impiantistica di altissimo livello che garantisce l’isolamento acustico dall’esterno e un comfort termo-igrometrico molto elevato, attrezzature avanzate di domotica e un progetto illuminotecnico con led multicolor programmabili. Gli impianti tecnologici sono a scomparsa e gli arredi sono stati studiati su misura, insieme a oggetti e rivestimenti, per ottimizzare e valorizzare al massimo gli spazi dei diversi ambienti, coinvolgendo artigiani del territorio e affermate aziende italiane, tra cui Cogno, Garofoli, Graniti Fiandre, Mcd, Miserere, Rostagno e la torinese Ilti Luce, con cui è stata sviluppata una lampada da tavolo sospesa con calandratura a doppia curvatura a partire dal modello Lexus. Le cucine sono dotate di cantinetta integrata e abbattitore domestico e sono collegate alla zona giorno tramite pareti trasparenti scorrevoli, per garantirne la massima apertura o la chiusura funzionale.

Credits

 Torino
 Reale Immobili S.p.A.
 12/2020
 1.700
 338233325
 Benedetto Camerana
 Mattia Greco, Francesca Griotti, Giulia Mondino, Shinobu Hashimoto
 Pozzebon S.r.l. (general contractor - edili)
 EQingegneria - Ing. Andrea Cagni (impianti meccanici), Elsrl - Ing. Renzo Zorzi (impianti elettrici), Studio Pignatta - Ing. Giulio Pignatta (progetto acustico), Studio Piretta - Ing. Ermanno Piretta (strutture), NO.T Architetti - Arch. Francesco Campobasso, Arch. Donata Facello (Project Management e Direzione Lavori)
 Fontanot S.p.A. (scale interne elicoidali, revisione design ad hoc di modello), Cogno Arredamenti S.r.l. (mobili su misura e a disegno), MCD (arredi standard a catalogo), Nemo Studio-Ilti Luce (illuminazione con corpi illuminati a catalogo e realizzazione di versione su design di Lexus), GranitiFiandre S.p.A. (rivestimenti grès ceramico), Irinox S.p.A. (abbattitore e cantina vini), Garofoli S.p.A. (porte), Miserere S.r.l. (cucine su misura), Rostagno s.r.l. (arredi e tappezzerie a disegno)
 Marco Schiavone; Fabio Oggero

Curriculum

Benedetto Camerana (1963) architetto, paesaggista, PhD in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica. Nel 1997 avvia a Torino lo studio Camerana&Partners, con cui porta avanti una ricerca progettuale incentrata sull’integrazione tra architettura e paesaggio, nella direzione di una “green architecture”.
Tra le opere principali l'Environment Park di Torino (1999), il Villaggio Olimpico Torino 2006, premiato con la Medaglia d’Oro dell’architettura Italiana, la ristrutturazione dell’Auditorium RAI di Carlo Mollino (2006), la nuova sede Amiat Torino (2007), il Campus Einaudi di Torino (2012), il Juventus Museum Torino (2012), il completo ridisegno del Museo Alfa Romeo di Arese (2015), il museo Camera di Torino (2015); la nuova sede dell’ACI Torino (2016); lo Student Residence per Unipol Sai, Torino (2019). I concorsi internazionali: Masterplan Service Center e Museo a Shenzhen (premiato, 2018), Lai’An City (premiato, Nanjing 2018). Aggiudicato il Masterplan ATP Finals a Torino (2021).

https://www.camerana.com

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