LVL Architettura - Shine Residence, un'intrinseca compatibilità ambientale
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Shine Residence, un'intrinseca compatibilità ambientale

LVL Architettura

Housing / Completed
LVL Architettura

L'oggetto dell'incarico è la completa ricostruzione di un edificio residenziale ubicato al Lido di Jesolo fra le vie Carducci e Vicenza. Le particelle oggetto di studio stanno entro il limite dei 300 metri dell'area soggetta a tutela paesaggistica per legge.

Ci è sembrato giusto chiederci quale fosse la qualità dello spazio paesaggistico da promuovere in quest'area con la nuova edificazione. La risposta, importantissima per poter definire le caratteristiche dell'oggetto, ha stabilito di tener conto al contempo dei due paesaggi che qui si incontrano: il paesaggio naturale del litorale jesolano e la componente urbana del tessuto edilizio.

La nuova costruzione ha una dimensione e una forma condizionate in parte dai regolamenti vigenti, ma che derivano prevalentemente da una nostra particolare interpretazione del paesaggio urbano di Jesolo. La componente urbana dell'area è di chiara impostazione ippodamea, con direttrici parallele e ortogonali al mare e la trama è dotata di un sistema naturale di pini marittimi disposti lungo entrambe le direzioni dello schema. Possiamo dunque affermare che in questo intervento il progetto architettonico sia essenzialmente un progetto urbano.

L'intervento si può definire però anche paesaggistico. Il paesaggio da interpretare è dato dagli spazi pubblici alberati che strutturano il tessuto edilizio e dal fronte urbano interno che va, perpendicolarmente al mare, dalla spiaggia al limite di tutela. Questo paesaggio naturale mette in rapporto mare, cielo e alberature degli spazi pubblici.

Nel tessuto cui appartengono le particelle oggetto di studio l'edificazione si orienta liberamente e con altezze variabili all'interno delle isole urbane. Riteniamo invece che lungo la direzione perpendicolare al mare, vada promossa un'edificazione che cresce in altezza allontanandosi dal lido, secondo un concetto ordinatore che guarda soprattutto alla qualità spaziale.

L'attribuzione dell'edificio al terzo comparto, all'interno del limite dei 300 metri di tutela, definisce l'altezza appropriata dell'oggetto. Ci è sembrato inoltre molto importante diversificare i fronti, in quanto specchi delle diverse situazioni, fra le quali primeggia quella verso il mare. L'edificio rivolge infatti verso il mare le sue terrazze più profonde, mentre i fronti orientati verso la città o i lati sono più introversi. In questo modo l'edificio dà risposte diverse al diverso paesaggio.
Aurelio Galfetti

La ricerca progettuale ha dovuto necessariamente concentrarsi solo sugli aspetti architettonici e vegetazionali, in quanto le riflessioni di natura urbanistica hanno una modesta possibilità di sviluppo per un intervento che si limita a un singolo lotto.

La presenza del vincolo normativo paesaggistico non ha condizionato il nostro progetto, perché reputiamo che ogni architettura debba inserirsi adeguatamente nel suo paesaggio. Però, purtroppo, la norma parte dal pregiudizio che ogni oggetto di artificio sia indistintamente di nocumento al paesaggio e che quindi le azioni da introdurre siano solo la mitigazione del suo effetto e la compensazione del danno. Viceversa è necessario ricercare un'intrinseca compatibilità ambientale, che generalmente si ottiene attraverso un rapporto conseguente tra l’oggetto artificiale e il preesistente contesto paesaggistico. In altre parole la ricerca progettuale ha qualche chance di successo se tiene il paesaggio come presupposto del progetto, sotto il punto di vista funzionale, percettivo e di orientamento.

Nell'architettura proposta l'orientamento al paesaggio è esplicitato nell'impianto compositivo stesso: l'edificio presenta una struttura che qualifica l'oggetto distinguendone le facciate.

L'architettura è generata da una struttura a strati sovrapposti, solette sbalzanti bianche in cemento armato sostenute da un nucleo periferico a Nord, con scala e ascensore, e da sette colonne, pure in cemento armato. Si forma così una pianta libera orientata al mare (verso sud-est), in cui trova posto una certa varietà di soluzioni abitative: due appartamenti accostati nei piani bassi, un appartamento per piano a piano terra e ai piani alti, un appartamento duplex con soggiorno a doppia altezza in sommità, a formare una conclusione dell'edificio.

In relazione a ciascuno dei due paesaggi di riferimento, di cui si diceva in precedenza, ci sono due diverse caratteristiche architettoniche salienti.

L'elemento caratteristico del fronte mare è il rilievo architettonico e la profondità delle terrazze, generate dallo sbalzo delle solette di piano, sottolineate da un parapetto speciale: un elemento continuo, che appare come un pezzo unico, realizzato con sottilissimi tubi quadri sghembati in metallo bianco che, in realtà - rispetto all'usuale vetro - è più trasparente perché non ha riflessi, è vibratile e più solido. La protezione solare è stata pensata con tende a rullo collocate sul bordo esterno alle terrazze, in modo da rendere utilizzabili questi spazi, complementari ma vitali, anche in circostanze di forte insolazione.

L'elemento caratteristico del fronte interno è la facciata in lamiera che si completa con l'involucro delle vetrate, alternate a superfici opache complanari, andando a formare un blocco compatto che si contrappone alla leggerezza degli sbalzi. Sul fronte nord la facciata si arricchisce di una foratura a trasparenza variabile, uno stratagemma architettonico che permette, con discrezione, di ventilare i gruppi frigoriferi e illuminare il vano scale.

L'intervento ha anche offerto una soluzione al pressante problema dei parcheggi, andando a realizzare una estesa autorimessa sotterranea che interessa la particella sottostante l'edificio ma che si estende anche al lotto confinante. Negli spazi esterni abbiamo provveduto a piantumare una siepe di bambù per uniformare e rendere continui i confini del lotto.

Luciano Schiavon

Credits

 Jesolo
 Agapa srl
 08/2018
 2500
 2500000
 Aurelio Galfetti e Luciano Schiavon
 Filippo Malachin, Stefania Berto, Codrin Valentin Graur, Eva Azzalin
 URBAN Costruzioni
 Mario Seccafien, Sandro Teso, Giancarlo Gasparotto, Edoardo Zanchin,
 IALC Serramenti e Facciate, Termoidraulica Marcon, Emilio Scappin Impianti Elettrici, Mauro Contarin pavimenti in legno, Ivano Calzavara cartongessi e pitture, Attico Interni, Niva Line, Abba Blinds
 Alessandra Bello, Francesco Ceola, Attico Interni, Luciano Schiavon

Curriculum

Lo studio LVL Architettura nasce nel 2006 dal sodalizio tra Aurelio Galfetti e Luciano Schiavon
A. Galfetti (1936 Svizzera, laureato al Politecnico di Zurigo) architetto dal 1959 con oltre 80 progetti realizzati in tutta Europa, è considerato uno dei più significativi esponenti della cosiddetta Scuola Ticinese. Con Mario Botta fonda l’Accademia di Architettura di Mendrisio, della quale è stato direttore per 5 anni.
L. Schiavon (1962 Italia, laureato a Padova) si dedica dal 1989 all’architettura e alla pianificazione urbanistica affiancando dal 2001 A. Galfetti nella progettazione del Net Center, nuova porta est della città di Padova.
Progetti più rilevanti realizzati: Net Center e Adià Center a Padova, Piazza Indipendenza a San Donà di Piave, Torre G House ed edifici Sea Beach, Residence Panama, Shine Residence e Atmosfera a Jesolo. In fase di ultimazione il nuovo Centro di Ricerca in Biomedicina IRB a Bellinzona (CH), frutto della vittoria di un concorso internazionale.

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