deamicisarchitetti - Residenze Canonica, costruire sul costruito
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Residenze Canonica, costruire sul costruito

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SITUAZIONE PREESISTENTE

Il contesto urbano di riferimento è costituito da un tessuto urbano consolidato che presenta una cortina edilizia continua, costituita prevalentemente da edifici dei primi anni del ‘900, o precedenti, intervallati da costruzioni realizzate nel dopoguerra in sostituzione di quelle distrutte per cause belliche. A livello della quota di gronda tutta la via presenta importanti disallineamenti, dei quali uno dei più significativi riguarda proprio il lotto oggetto dell’intervento, in ragione del fatto che il piano più alto fu oggetto di bombardamenti e non fu mai più ricostruito.
Tale lotto, in origine occupato da edifici a ballatoio tipici della tradizione della casa popolare milanese, è stato oggetto nel tempo di due ulteriori edificazioni negli anni ‘60, che, di fatto, hanno non solo stravolto l’impianto originario ma anche quasi azzerato lo spazio aperto di distribuzione.
Tutti gli edifici presentavano, al momento dell’assunzione dell’incarico, gravi condizioni di fatiscenza e precarie condizioni statiche, a causa della loro pluriennale inutilizzazione.

COSTRUIRE SUL COSTRUITO

Nell’intervenire sull’edificio su strada si è posto il tema di decidere se intervenire tramite la sua sostituzione oppure tramite ristrutturazione ed integrazione volumetrica. La scelta di contaminare vecchio e nuovo si inserisce all’interno di una convinzione più generale per la quale si ritiene che riscrivere la storia di un edificio modificandolo e trasformandolo sia spesso più interessante della sua cancellazione e sostituzione, come ha reso evidente, anche a scala urbana, l’esito di molte delle trasformazioni delle aree dismesse milanesi che sono spesso risultate più innovative e integrate nel tessuto proprio laddove non è stata praticata la completa sostituzione degli edifici preesistenti. Ciò che interessa di questo approccio, anche nel caso specifico di via Canonica, è il tentativo di rendere tangibile il senso del tempo nel progetto.
Sono quindi stati mantenuti nelle loro forme originarie il primo e il secondo piano, e sono stati invece completamente riprogettati il piano terra e naturalmente il piano aggiuntivo di coronamento. Dal punto di vista della composizione si è cercato di rispettare gli allineamenti della parte conservata, prevedendo, sia per il basamento che per il coronamento, aperture a tutta altezza non riconoscibili come finestre vere e proprie ma come tagli all’interno della fascia di appartenenza. Tali vuoti sono raccordati con il filo della facciata tramite imbotti svasate con angolature diverse al fine di regolarizzare e riassorbire le differenze originate dal passo scostante degli assi delle finestre preesistenti.
La composizione per fasce, oltre ad avere una matrice classica, trova nel panorama milanese applicazioni ormai celebri che la declinano con grande libertà formale e materica, come avviene per esempio nella Cà Brutta di Muzio. In linea con questa tradizione sono state applicate finiture estremamente diversificate alle superfici murarie: marmo nero assoluto lavorato per il basamento, intonaco cementizio in pasta martellinato per il corpo centrale, e infine marmorino liscio per il coronamento, che a sua volta presenta un terminale in ottone, materiale che ricorre anche nella fascia marcapiano delle insegne e nelle inferriate dei negozi.
Il tentativo non è quello di ricondurre ad un’unità formale la facciata, ma quello di “tenerla insieme” sottotraccia nella sua matrice compositiva pur nella sua evidente composizione per parti e materiali differenti, che conferiscono qualità e ricchezza ad ognuna di esse.

TIPOLOGIA EDILIZIA E DISTRIBUZIONE

L’intervento prevede una nuova articolazione della morfologia del lotto con la finalità di aumentare le dimensioni degli spazi aperti e di chiarire i rapporti tra le singole parti, e, contemporaneamente, propone una sua ridefinizione tipologica.
La casa popolare a ballatoio con il cortile di servizio, alla base dell’impianto originale, è stata contaminata dalla tipologia della corte urbana delle case borghesi unendo in un’unica matrice formale la distribuzione a ballatoio (per i corpi interni) e la centralità della corte.
Tale operazione risponde al duplice obiettivo di servire i tre corpi di fabbrica senza generare servitù di passaggio significative a partire da un solo corpo scale e un solo ascensore, e allo stesso tempo di nobilitare l’immobile, in conformità alla variazione di valore ambientale che ha progressivamente assunto il contesto di riferimento, una volta periferico e popolare, e oggi oggetto di profonda riqualificazione e nuova centralità.
La nuova corte è stata innalzata di circa 2 metri rispetto al livello della strada sia per riproporzionare il rapporto tra spazio aperto ed edificato (modificato dall’aumento delle altezze ai margini), sia per consentire la realizzazione dei box interrati senza ricorrere a scavi sotto la quota delle fondazioni delle case circostanti. La nuova corte, in virtù del suo uso esclusivamente pedonale, si configura come uno spazio domestico condiviso a disposizione dagli abitanti.
La continuità formale della corte è inoltre sottolineata dalla presenza di un medesimo trattamento delle facciate e dallo stesso tipo di finitura delle murature (intonaco bianco) su due dei tre corpi di fabbrica. Il terzo, che presenta una facciata realizzata completamente in legno e vetro rompe questo schema “aprendo” la percezione dello spazio.
I tetti sono modellati e articolati secondo la duplice finalità di conferire unità all’intervento e consentire la maggior penetrazione possibile di luce all’interno della corte, bilanciando al tempo stesso le altezze ridotte degli ambienti imposti dalla legge sul recupero dei sottotetti.

Credits

 Milano
 Privato
 03/2019
 1600
 3800000
 deamicisarchitetti
 Giacomo De Amicis, Bruna Rivolta, Luigi Lorenzi
 Bailo Srl
 SPS Srl (struttura)
 Alberto Strada

Curriculum

1994 Giacomo De Amicis (1968) starts his own professional activity; 1999 Giacomo De Amicis begins the activity (still in progress), as a professor of architectural composition under contract to the Faculty of Engineering of Pavia; 2005 year of foundation of deamicisarchitetti; 1 founding member, Giacomo De Amicis, Ph.D. in Architectural and Urban Design at the Milan Polytechnic; 3 associate professionals, Bruna Rivolta since 2005, Rossella De Stefani since 2013 and Luigi Bartoli since 2014; 120 contracts open in the last 10 years of professional activity; 82 projects realized: public spaces, public and private buildings built ex-novo, radically or extensively transformed, interiors of spaces for work and for living and installations; 6 theoretical texts written on architectural themes; 2 books written: "G. Minoletti, The canteen used at Bicocca - Unicopli 2002 ". "Old suburbs. New places. - Publicomm 2015 "

http://www.deamicisarchitetti.it

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#Shortlisted #deamicisarchitetti  #Italy  #Milan  #Residential complex  #Residence 

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