Atelier(s) Alfonso Femia - Living In The Blue, costruire un luogo dove abitare
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Living In The Blue, costruire un luogo dove abitare

Atelier(s) Alfonso Femia

Housing / Completed
Atelier(s) Alfonso Femia

Il progetto si inserisce all’interno di un’area, quella di Lambrate, attualmente oggetto di una complessiva trasformazione e riqualificazione: la presenza di nuovi spazi per la residenza, la nascita di laboratori per il lavoro, l’organizzazione di eventi come quello del “fuorisalone” , sono un esempio di come il quartiere stia mutando l’ormai vecchia immagine di luogo produttivo. Il quartiere Rubattino e il suo parco, il possibile riuso della caserma Mercanti a sud, i PII in fase di attuazione a est sono solo alcuni esempi di tale trasformazione.

Il progetto (perimetrato da via Crespi a nord, Via Pitteri ad est, via Tanzi a sud, e via Canzi ad ovest) trova le proprie basi fondative nel progetto degli spazi aperti/verdi, i quali hanno determinato il progetto delle volumetrie residenziali che qui si insediano.

Trasformare un luogo che ha sempre ospitato attività industriali e attività produttive, lavoro, e che per molti anni è stato abbandonato.

COSTRUIRE UN LUOGO DOVE ABITARE
Immaginare che questo debba sapere coniugare la dimensione collettiva dei suoi spazi aperti, delle sue connessioni con la città, dei suoi servizi con la dimensione intima di chi lo abiterà, di chi crescerà una famiglia, delle diverse generazioni che lo attraverseranno, degli sguardi che si incroceranno tra gli spazi, tra gli edifici.

Due edifici semplici si articolano attraverso le volumetrie dei balconi, ora come sistema a cascata e appoggiato al volume edilizio, ora puntuali come spalti nel cielo, vere prosecuzioni dello spazio interno verso l’esterno.
Due edifici si compongono e si scompongono in un dialogo continuo con la materia e il suo rapporto con la luce: cangiante con la ceramica, in chiaroscuro con il legno, omogeneo sui muri intonacati disegnati a sequenza geometrica cromatica come omaggio alle opere “Positivo-negativo” di Bruno Munari che ne ha realizzato una collezione dagli anni 50 sino a tutti gli anni 70.

Il parco innesterà il territorio per diventare il cuore della trasformazione urbana.
Il parco ha generato i principi fondativi del progetto, nella sua relazione tra spazi aperti, piazze, percorsi e connessioni.
Il luogo ora ci appartiene e noi apparteniamo a lui dal momento che sarà un luogo di vita quotidiana, con il tempo, nel tempo.

L’architettura ci permette di identificarci con la nostra scelta di abitare un luogo.
Ogni progetto deve raccontare una storia.
Una storia capace di ancorarsi al tempo passato che ogni luogo possiede, nei suoi aspetti fondativi, ma soprattutto deve ancorarsi al presente, a chi vivrà e abiterà luoghi e edifici.
Noi siamo tempo.

I due edifici, con un impianto planimetrico ad “elle” si sviluppano per nove piani fuori terra delimitando una nuova piazza pubblica aperta verso la città.
Il piano terra si caratterizza per la presenza di spazi dedicati al commercio e ai servizi per i cittadini, oltre agli ingressi di tutte le hall dei vani scala. La grande permeabilità dei flussi, che si renderà possibile grazie a degli spazi a portico che attraversano completamente gli edifici, permette di collegare la piazza centrale con il Parco che perimetra i due edifici a sud e a ovest, creando un continuum tra Piazza Vigili del Fuoco e il giardino, di cui la piazza rappresenta lo snodo principale.

L’intervento sviluppa, nei due edifici, 12.404mq di cui 8.360mq di edilizia convenzionata agevolata di proprietà, 3.344mq di edilizia convenzionata agevolata in locazione ben 700 metri quadri di spazi commerciali al piano terra.

L’iniziativa, avviata nel 2014, ha visto l’avvio dei lavori nel 2016 e il termine degli stessi nel 2020 accoglierà : 104 alloggi di proprietà, 46 alloggi in affitto, 5 spazi commerciali e 2 alloggi plurifamiliari (cohousing) con 26 posti letto. A completamento, ai piani terra, verranno messi a disposizione della comunità di abitanti due spazi per attività e servizi condivisi; gli spazi prevedono una sala polifunzionale per attività comuni ludiche e di incontro tra gli abitanti, uno spazio “officina” per attività di hobbystica e una lavanderia comune per il condominio.


Tutti i parcheggi sono invece stati collocati in due piani interrati situati al di sotto dei due edifici e della piazza centrale. L’ingresso avviene da una rampa situata all’interno dell’edificio a nord, questo permette di non percepire l’auto dalla piazza, dedicandola completamente ai pedoni e biciclette e definendo un grande suolo pavimentato per gli abitanti del quartiere, completamente aperto durante le ore diurne, che diventerà porta di accesso al nuovo parco.

I due edifici si caratterizzano per i loro ampi terrazzi e spazi loggiati, che permettono di vivere lo spazio esterno come una estensione del singolo appartamento; inoltre, le finestre a tutta altezza presenti in tutti i locali, enfatizzano ulteriormente tale permeabilità tra interno ed esterno.

Le facciate dei due edifici raccontano i principi a scala urbana con i quali è stato sviluppato l’impianto di progetto sottolineando il valore della piazza centrale e caratterizzando le facciate che si affacciano verso di essa con un materiale cangiante e tridimensionale come la ceramica di colore blu, mentre tutte le facciate che si confrontano con il contesto urbano si caratterizzano per l’uso dell’intonaco in campiture di colori differenti che scompongono il grande volume delle facciate.

Credits

 Milano
 Cooperativa Dorica promossa dal Consorzio Cooperative Lavoratori e Ecopolis Casa promossa da Delta Ecopolis
 10/2019
 53534
 20100000
 Alfonso Femia, Simonetta Cenci
 direttore di progetto : Marco Corazza, Gruppo di progettazione: Arianna Dall’Occa, Vincenzo Tripodi, Chiara Frumento, Ilaria Schiavone, Alessandra d'Apolito, Vanesa Carbajo Fernàndez, Vera Messana, Andrea Lucchi
 Coop. Arte Edile, Abbiategrasso (MI)
 ingegneria strutturale, ingegneria impiantistica e ambientale: FOR engineering & architecture
 Casalgrande padana spa (Ceramiche), Cocif soc. Coop e Ecomet (serramenti), Edilsilde srl (Intonaci), Geos Italy srl (Facciata ventilata), Marmi Faedo spa (Marmi), Nuova Isa Graniti srl (Marmi), Mobirolo spa (Scale), Nodari Giardini spa (aree verdi)
 Stefano Anzini

Curriculum

Atelier(s) Alfonso Femia, è il nome con cui 5+1AA ha modificato la sua denominazione. Creato da Alfonso Femia con altri compagni di viaggio, dal 1995 esplora il mondo e le relazioni umane attraverso l’architettura, il dialogo e la materia.
La percezione e la trasformazione del reale sono i cardini di un’idea di architettura come corpo ed enigma, che sia realistica ed emozionale insieme, pragmatica e sensuale, condivisibile e capace di creare stupore come meccanismo di conoscenza.
La ricerca sulla materia è fondamentale nella riaffermazione come dimensione empatica dell’architettura nel momento dell’incontro con chi la vive e abita la città. La materia rappresenta anche la volontà generosa di ribadire l’importanza di un dialogo stretto tra tutti i protagonisti del progetto, dal committente all’artigiano.
Il progetto è vissuto come opportunità di incontro e di confronto, che si misura con il tempo e nel tempo, e che fa della dimensione cronotopica uno degli obiettivi della ricerca.”

https://www.atelierfemia.com/it/2020/02/clm5-lambrate-masterplan-everest/

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