ANDREA BARLA, ANTONIO BETTUELLI, FRANCESCO CASTELLI - VILLA F
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VILLA F

ANDREA BARLA, ANTONIO BETTUELLI, FRANCESCO CASTELLI

Villa / Future
ANDREA BARLA, ANTONIO BETTUELLI, FRANCESCO CASTELLI

VILLA F – IMPERIA
L’area di intervento è ubicata a Imperia, nel settore sud-ovest della città, nella cintura periurbana di
immediato contorno al tessuto urbano, in una zona collinare che fa da corona ambientale alla
fascia litoranea a monte dell’ambito costiero del nuovo porto di Imperia Porto Maurizio: in questo
particolare spazio territoriale (via delle Valli) il costruito convive con il rurale e il “dismesso”
agricolo.
Il lotto di intervento, dalla forma di pentagono irregolare allungato, è orientato secondo la direttrice
Nord/Sud: dal punto di vista altimetrico, si sviluppa su 2 livelli principali divisi da un muro di fascia:
ogni livello corrisponde ad una singola area dalle caratteristiche orografiche diverse; la prima, a
monte, ha andamento acclive, la seconda, a valle, realizzata intorno al volume residenziale, è
pianeggiate.
All’interno del lotto, sono presenti diversi volumi: nello specifico un fabbricato principale a
destinazione residenziale a cui si affiancano altre strutture “accessorie”: l’insieme degli edifici
esistenti e le scelte operate a suo tempo nella realizzazione delle aree esterne hanno portato ad
una elevato consumo di suolo e alla definizione di una vasta area impermeabile.
Il progetto prevede la costruzione di una unità residenziale unifamiliare attraverso un intervento di
demolizione e di ricostruzione con incremento volumetrico dell’edificio a destinazione residenziale
esistente - ai sensi dell'art. 6 della L.R. 3.11.09 n. 49 e s.m. (Piano Casa) -, la demolizione di tutti i
manufatti presenti nell’area di intervento, la realizzazione di una autorimessa interrata e la
sistemazione a verde dell’intera area.
L’andamento del terreno induce a organizzare la composizione dei volumi secondo il sistema dei
terrazzamenti esistente.
La soluzione architettonica individuata sfrutta la morfologia del terreno proponendo un volume
capace di inserirsi in modo coerente nel paesaggio esistente, proponendo una struttura “pulita”,
“dinamica”, “leggera”, “orizzontale” e, soprattutto, in coerenza con il linguaggio del luogo, senza
forzature.
Il volume previsto a progetto è raccolto e altimetricamente contenuto: la copertura piana e il piano
terra prevalentemente interrato ne garantiscono un inserimento discreto nel contesto esaltandone
l’orizzontalità.
Dal punto di vista compositivo, il nuovo edificio nasce dall’unione di due parallelepipedi
sovrapposti, planimetricamente sfalsati: tale soluzione progettuale esalta il dinamismo del disegno
sia in pianta che in alzato: viene proposto un intervento razionale, “discreto”, privo di eccessi
formali, volutamente “attuale”.
I due “blocchi” sono “trattati” in modo differente: il blocco inferiore, più a diretto contatto con il
terreno, è previsto con pareti opache alternate ad ampie porzioni vetrate e parti in pietra capaci di
conferire all’insieme un aspetto più “materico”, più “consistente” e “portante”.
Il blocco superiore, “appoggiato” a quello inferiore e al terrazzamento più in alto, è previsto con un
rivestimento fisicamente e visivamente “leggero” e “trasparente” cosi da non “gravare”
eccessivamente sul volume sottostante.
L’apparato costruttivo principale del fabbricato è costituito da una struttura in conglomerato
cementizio armato gettato in opera.
Le fondazioni dell’edificio sono di tipo diretto (sfruttando la sovra consolidazione del terreno dovuta
alla presenza di manufatti che si demoliscono) e sono costituite da una platea generale da cui
spicca sul perimetro di monte un allineamento di muri di contenimento del terreno che risulta
separato dal resto del fabbricato tramite la formazione di un giunto antisismico continuo orizzontale
a livello del primo impalcato.
Dalla fondazione si eleva altresì una serie di setti-pilastri in c.a. (allineati secondo le direzioni degli
assi principali) la maggior parte dei quali proseguono fino in copertura: solo sul fronte sud, sopra il
primo piano, tre pilastri in c.a. del piano terra si trasformano in colonne in acciaio con sezione ad
H.
L’ impalcato del primo piano è formato da un solaio a piastra in c.a., mentre il secondo impalcato,
che costituisce altresì la copertura piana non praticabile, è costituito da una reticolo principale di
travi in acciaio (sempre con sezione ad H) che definiscono riquadri interni coperti con una struttura
secondaria di travetti in legno lamellare su cui è fissata una pannellatura lignea a “sandwich”
formata da un doppio strato di compensato marino coibentato internamente e completato, verso
l’esterno, da una copertura a verde pensile.
Il dinamismo compositivo/formale, lo sviluppo per sottrazione di volumi, l’orizzontalità permettono
di creare una struttura dall’ingombro plani-volumetrico contenuto, uno schema aperto e permeabile
dove il costruito non è ostacolo, barriera fisica ed elemento di saturazione: la sistemazione
dell’area è concepita come un’operazione di ricucitura del terreno esistente, attraverso il
“ripristino” delle “condizioni” “originali” di zona pre-collinare che accompagna il diradamento del
tessuto urbano verso un ambiente decisamente più naturale.
L’ambiente interviene sulla progettazione: la villa fa perno sul protagonismo della luce e del
panorama: nelle scelte adottate si osserva un marcato spirito minimalista che trasmette luminosità
e leggerezza: c’è una relazione aperta con l’esterno; gli interni si trasformano in spazi diafani e
luminosi.
“Vivere” il dentro significa godere dell’esterno. La trasparenza è una scelta coraggiosa: aprirsi
verso l’esterno condiziona l’approccio alla progettazione: un casa così concepita implica che ci sia
equilibrio tra dentro e fuori, tra area esterna pertinenziale all’abitazione e contesto paesaggistico al
contorno: nasce un unico filo conduttore che dall’interno porta verso l’esterno, facendo diventare il
paesaggio circostante elemento di “interior design”.

Credits

 IMPERIA
 PRIVATO
 06/2021
 548
 1000000
 ing.arch. Andrea Barla - arch. Antonio Bettuelli - Ing. Francesco Castelli
 ing.arch. Andrea Barla - arch. Antonio Bettuelli - Ing. Francesco Castelli
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 ing. arch. Andrea Barla – arch. Antonio Bettuelli

Curriculum

CURRICULUM STUDIO
Il team si occupa di progettazione architettonica e strutturale: il lavoro viene seguito da un gruppo
qualificato di liberi professionisti che, senza rinunciare alla propria individualità professionale,
collaborano in sinergia:
Andrea Barla, ingegnere e architetto, si laurea in ingegneria edile al Politecnico di Torino nel 2001 e, successivamente, nel 2003, consegue la laurea in architettura alla II Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino; dal 2007 svolgere attività in proprio occupandosi di progettazione architettonica e strutturale;
Antonio Bettuelli, architetto, si laurea a Genova nel 1997; nel 2008, intraprende la libera
professione occupandosi di progettazione architettonica soprattutto nel campo dell’architettura
navale;
Francesco Castelli, ingegnere, si laurea a Genova nel 2001; dal 2004 opera come libero
professionista, nel campo della progettazione strutturale, occupandosi nello specifico di calcolo
strutturale, costruzioni in zona sismica

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