GRUPPOFON ARCHITETTI - PALAZZO TALAMINI - LIDO VENEZIA
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PALAZZO TALAMINI - LIDO VENEZIA

GRUPPOFON ARCHITETTI

House / Future
GRUPPOFON ARCHITETTI

PALAZZO TALAMINI - LIDO VENEZIA

Un piccolo lotto di terreno libero al Lido di Venezia nella zona del Palazzo del Cinema, del Casinò e nelle vicinanze dell'Hotel Excelsior, fronteggiante un canale e con uno scorcio di vista sul mare, in poche parole una location prestigiosa.
Il lotto è stretto e lungo, le distanze da confine e tra pareti finestrate rendono il sedime edificabile ancora più stretto e lungo, appena sufficiente per ottenere un'unità residenziale funzionalmente accettabile.
I valori immobiliari sono elevati, serve naturalmente valorizzare al massimo la cubatura ed il sedime edificabile disponibile. Si possono costruire tre piani, queste condizioni stereometriche, portano molto presto alla scelta di realizzare tre appartamenti uguali perfettamente sovrapposti.
Un ampio soggiorno, un angolo cottura, due servizi e due camere matrimoniali, più uno spazio flessibile che può essere pranzo o terza stanza. Un vano scale, un'ascensore ed un piccolo ripostiglio vista l'impossibilità di realizzare magazzini o garagers.
L'orientamento in rapporto al sedime per fortuna non è male, scale ed ingresso a nord, affaccio a sud e lato corto della zona giorno ad est con un cono visuale vista mare.
La zonizzazione urbanistica è la “Novecentesca di Pregio” del Lido di Venezia, caratterizzata da edifici dell'inizio del novecento, molti dei quali con un certo valore architettonico e comunque tipologicamente molto gradevoli. Come diretta conseguenza le solite prescrizioni/vincoli delle NTA: obbligo di realizzare le coperture con le falde e manto in coppi, obbligo di paramenti murari in mattoni faccia a vista o intonaci di colore coccio pesto.
A tutto questo si aggiungono le normative in materia di energia, acustica e tecniche costruttive.
Ma tutto questo non è il progetto, tutto questo è solo il programma anche se particolarmente restrittivo.
Il committente ci chiede di progettare un edificio che sia raffinato ed un pò speciale, è una richiesta particolarmente mirata e corretta, il contesto lì, nel suo silenzio e nel suono delle onde in lontananza sembra chiedere proprio questo.
Per noi l'Architettura può avere fino a quattro corpi:
un corpo fisico fatto di materiali e tecniche costruttive;
un corpo energetico, dato dalla pianta e dalla sezione, la cui funzionalità e razionalità spesso si trasforma in una ricerca ossessiva di equilibrio;
un corpo geometrico, dove tutto è sotteso a rapporti e proporzioni oggettive;
ed un quarto corpo, spesso raro e difficile da realizzare che è un qualcosa di impercettibile ma sensibile che lega l'Architettura al Luogo in cui viene realizzata.
Non sappiamo bene il perché ma in questo progetto c'erano tutte le condizioni per tentare questa difficile alchimia.
Come detto prima il paramento murario esterno in mattoni a vista era una prescrizione normativa e tutto sommato aiutava a conferire una certa fisicità al sottile volume realizzabile.
La semplicità della pianta è stato il punto di arrivo di un lungo lavoro di sottrazione e di pulizia, una ricerca centimetro per centimetro dei giusti spazi.
Le geometrie sono chiare, pieni e vuoti chiaramente leggibili dalle cornici in pietra bianca stondata che intagliano la superficie in mattoni. Tutto risponde a precise proporzioni e rapporti geometrici.
La lezione in questo senso l'abbiamo imparata lavorando su numerosi edifici storici ed in particolare sull'edificio di Angiolo Mazzoni a Venezia, dove le geometrie sono chiare e leggibili, senza indugi e con grande forza espressiva.
Nel rapporto interno esterno e nella sua mediazione rapportata alla luce solare ed artificiale, l'anima di questa Architettura.
Per proteggere le grandi aperture sulle terrazze a sud est, serviva una schermatura solare, in grado di valorizzare il paesaggio del contesto, di rara bellezza e luminosità ma anche di diventare essa stessa paesaggio.
Di qui un'operazione fatta di forme organiche che sottendono a numeri ed a scale musicali. 3 i piani, 7 le note, ad ognuna un colore, due i semitoni mancanti tra il Mi ed il FA e tra il SI ed il Do, dove il colore si interrompe, dichiarando che c'è un'intenzione nella sua composizione. Poi le inclinazioni di tutta la forma organica, generata dall'unità divisa in 7 parti che produce la sequenza 0,142857 diventati i gradi di inclinazione.
C'è una regola ma non la si comprende, il nostro cervello non riesce a razionalizzare, va in crisi l'emisfero sinistro, quello che vuole spiegare ed ordinare tutto, la regola non è per lui.
Forse impropriamente chiamiamo tutto questo "Spazio Rallentato", un'artificio in cui il colore e le sue composizioni, le forme ed il loro oscillare, creano quel disorientamento che mette in crisi la parte razionale del nostro cervello, il quale quando non riesce a razionalizzare, finisce così con il lasciare il posto all'emisfero destro, quello più antico dove c'è spazio solo per le sensazioni, dove i sensi si rivelano liberi dalle spiegazioni.
Una sperimentazione intenzionale, il risultato ci sorprende anche oltre le nostre aspettative, tutto è in movimento ma tutto rimane in equilibrio.
La tecnologia informatica consente la simulazione e la verifica da vari punti di vista, lo vede il committente non si aspettava tutto questo, nessuna reazione, nessuna parola, nessun quanto costa, solo un “dobbiamo farlo”.
Ma qui siamo nel triangolo della morte dell'Architettura, la memoria della buca del Palazzo del Cinema è ancora viva ed un cavillo per un errore grafico del PRG, sposta il rilascio del permesso di costruire direttamente al TAR, accompagnato da una sentenza passata in giudicato al Consiglio di Stato.
Venezia è passata alla storia per aver ucciso nel novecento grandi architetture che forse avrebbero segnato il corso della sua storia recente.
È città temibile per i forestieri ma noi siamo indigeni, ci siamo riusciti con l'edificio del Mazzoni e ci riusciremo anche con questo piccolo progetto. L'Architettura vincerà.

Credits

 Venezia
 PRIVATO
 
 600
 GRUPPOFON ARCHITETTI
 NICOLA SALVIATO - OSCAR SCOMPARIN - DAVIDE DELLA PORTA - ANNA CERANTOLA - GLORIA PONCHIO
 RENDERING - BETTELLA RENDERING

Curriculum

GRUPPOFON ARCHITETTI nasce nel 1988 come contenitore di esperienze multidisciplinari, è composto da una dozzina di Architetti, alcuni dei quali svolgono attività didattiche universitarie. Nei 30 anni di attività, per mezzo di un elevato numero di realizzazioni, ha indagato e sviluppato progetti e ricerche nei temi dei Beni Culturali, della Bioarchitettura e della Rigenerazione Urbana. Numerosi progetti di edifici in legno 2020, sono in corso di realizzazione. Un particolare settore dello studio sviluppa Format food&beverage, sono oltre 200 le realizzazioni in 4 continenti, 18 paesi e 60 città. Riconoscimenti, Premi e Menzioni: Premio Architettura Città di Venezia 2005-2008-2014, Premio Nazionale di Architettura Raffaele Sirica 2010, European Colour Design Award 2011, Ri.U.SO 2012, The Plan Award 2015-2016-2017. Con FONOLTRE la struttura sviluppa progetti e ricerche, finalizzati a diffondere consapevolezza e metodologie per il recupero ed il riuso del territorio costruito ed agricolo.

http://www.gruppofonarchitetti.it


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