studiodc10 - SICAD
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SICAD

studiodc10

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studiodc10

Il progetto riguarda la demolizione e ricostruzione del vecchio magazzino di Sicad, azienda italiana leder nel settore dei nastri adesivi ; si sviluppa su un’area di 2.300 mq, con l’obiettivo centrale di ampliare la porzione dedicata agli uffici, alle sale di riunione e alla mensa aziendale,e procede dalla demolizione di una parte del magazzino preesistente: l’opera di ricostruzione fornisce una nuova identità alla sede aziendale, con un’architettura dai tratti decisi ed innovativi, entrando in un colloquio diretto e molteplice con il volume preesistente dedicato agli uffici, che viene mantenuto. Il progetto, quindi, si connota nella ricerca di un “valore aggiunto” architettonico, attraverso strumenti che qualificano il nuovo volume, tessono relazioni fra le parti, predispongono elementi di distinzione nell’architettura. La strategia si indirizza così all’idea di unire e distinguere, nello stesso tempo, le parti che si pongono in relazione. Mantenere una certa rigidità negli allineamenti è una soluzione per collegare i volumi contigui, il nuovo ed il preesistente, in modo che una discreta continuità dei parametri contribuisca a definire un blocco edilizio comparabile nelle sue due componenti: la medesima altezza dei volumi, la conferma di una suddivisione per fasce orizzontali del prospetto nord, la porzione superiore con gradi variabili di “trasparenza” con la sovrapposizione parziale di un filtro con un involucro esterno alla facciata, la linea delle finestre posizionata nella fascia intermedia delle due porzioni. Il progetto predispone tuttavia una cesura importante, visiva e materica, fra le parti: la torre dell’ascensore si legge come una cerniera che è allo stesso tempo una dimostrazione di separazione; il volume è netto e fuoriesce con forza ed eleganza dal prospetto nord, un blocco unico verticale in cemento armato a vista che rende evidente la distinzione fra volume nuovo e volume preesistente . Una scelta progettuale importante, che rende immediata la possibilità di distinguere: l’uso del cemento armato a vista è un dato caratterizzante, che si collega alla nuova parte ad uffici, con le superfici dei prospetti che divengono elemento funzionale e decorativo ad un tempo, nella stilizzazione del linguaggio attraverso il fondo levigato per i prospetti, che si compongono di una relazione eloquente fra i materiali, cemento e vetrate, nella differenza fra porzioni opache e porzioni vetrate . Una visione dinamica dei prospetti si innerva attraverso deviazioni ed accenti: l’allineamento orizzontale trova una variazione, nell’inserimento della mensa a fronte strada, che è come un nucleo a sé, sopraelevato (la quota di piano è livellata al patio retrostante) ed aggettante; si determina uno scostamento nella linearità nella facciata, che corrisponde alla riduzione di calibro nel corpo edilizio: slittano gli spazi interni e si differenziano (fra superficie a spazio aperto per uffici e sale chiuse per uffici, al secondo piano; fra lo spazio per conferenze e lo spazio per esposizione, al primo piano). Appaiono elementi parzialmente dissonanti nelle linee oblique che incorniciano e sezionano talune superfici vetrate ed compaiono elementi di grande accentuazione architettonica e compositiva come nel volume vetrato angolare all’ultimo piano che sporge dalla costruzione e diviene un nucleo autonomo, un faro luminoso nei prospetti, che accoglie la maggiore sala di riunione. In parallelo, ma con effetto ridotto, un simile tipo di accento si conduce nell’angolo nord ed ovest della mensa, che sporge dal filo di facciata con limpida trasparenza vetrata e fornisce morbida luce naturale alla mensa. Una corte aperta - quasi un patio - si interpone fra il volume degli uffici e il magazzino, contrassegnato dai moduli prefabbricati a vista che si dilatano sulla superficie di parete, inframmezzati dall’inserimento ritmato di aperture verticali trasparenti in metacrilato colorato. Un ulteriore elemento prefabbricato collega a sbalzo materialmente e visivamente i due corpi edilizi: il lato superiore di una cornice che inquadra il margine arioso fra i due corpi, una porzione di cielo che si innalza e uno sfondo che si evidenzia, nella superficie ad intonaco della parete che chiude il corpo scale, al cui interno colloquiano lastre in cemento a vista e parapetto in cilindri di cartone, materiali che interpretano con semplicità ed eleganza il duplice ruolo di funzionalità e sobria decorazione. Gli interni obbediscono al medesimo concetto che impronta il progetto: sobrietà ed evidenza dei materiali, per ottenere il decoro nella chiarezza architettonica, nella capacità di concepire l’essenzialità attraverso elemento di rigore geometrico, funzionale, costruttivo.

Credits

 Uboldo, Varese
 Sicad s.p.a.
 06/2014
 2300
 arch. Alessia Garibaldi, Ing. Giorgio Piliego
 Arch. Simone Ferrara
 Nuovo Modulo
 Metra, IOC, Kubedesign, Furlani, Magis, Otis, Flos, Kreon
 Andrea Martiradonna

Curriculum

Con un ampio portfolio di progetti e realizzazioni in Italia e all’estero, STUDIO DC10 si posiziona come uno studio di architetti dinamico, innovativo e capace di coniugare la dimensione creativa e ideativa a quella di pianificazione e valutazione economica.I tre partner associati–Marco Vigo, Alessia Garibaldi e Giorgio Piliego–unendo le loro esperienze individuali, hanno dato vita a una realtà professionale unica in cui le competenze di ciascun partner, pur risultando sempre ben definite e si integrano.Grazie a un grado di dettaglio capace di rispondere sia a esigenze di rappresentanza sia a obiettivi di ordine commerciale, STUDIO DC10 è lo studio di architettura di riferimento per multinazionali, per marchi del lusso e per importanti società attive nel settore del real estate.Da anni i clienti rinnovano a STUDIO DC10 la loro preferenza, premiandone la qualità creativa, l’esecuzione efficace e l’originalità nell’armonizzare aspetti strutturali, concettuali e tecnologici di progetto.

http://studiodc10.com

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