Giovanni Gatto, Roberto Strano - Complesso Parrocchiale “Redemptoris Mater”- Cinisi (PA)
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Complesso Parrocchiale “Redemptoris Mater”- Cinisi (PA)

Giovanni Gatto, Roberto Strano

Public Space  /  Future
Giovanni Gatto, Roberto Strano

Roccia, aria,luce...
elementi che in questo Luogo convivono in prorompente simbiosi a tal punto da rendere magnetica e straniante l'atmosfera!
La profondità cromatica della volta celeste (che rimanda ad atmosfere "Ganzfeld"), la monumentalità degli ulivi incisi dal tempo e dalla luce, l'imponenza della montagna indorata dai raggi del tramonto e, non ultima, la solarità della comunità parrocchiale hanno profondamente sollecitato la sensibilità progettuale fin dal primo sopralluogo al sito di Piano Peri a Cinisi.
"la percezione della LUCE DIVINA" rappresenta il leitmotiv del presente lavoro!

CONCEPT
Il raggio di luce discendente dal cielo imprime la propria energia sulla terra: dalla
"cristallizzazione" della piramide luminosa prende forma il nuovo edificio ecclesiale!
La copertura della chiesa si ispira simbolicamente al profilo di una grande colomba bianca che, posandosi sull'edificio, sembra fluttuare sul territorio di Cinisi.
La grande roccia - naturale "teatro del sole" - rappresenta la "quarta parete" dell'aula liturgica.
Il cammino rettilineo verso la luce salvifica del Cristo redentore (area presbiteriale) diventa successivamente ascensionale lungo un percorso a spirale verso la luce aerea rivelatrice del Tutto!

APPROCCIO PROGETTUALE
Le particolari caratteristiche orografiche dell'intorno unitamente ai vincoli imposti dall'Ente Aeroportuale suggeriscono un approccio progettuale orientato alla "orizzontalità".
Onde evitare il rischio di un appiattimento visuale e funzionale, si ritiene di intervenire anche al livello del suolo tramite una risistemazione delle quote del terreno che innalzi la percezione degli orizzonti visivi ed enfatizzi le emergenze naturalistiche del luogo.
Idealmente, la fascia di vegetazione alla base dei monti viene "traslata" all'interno del lotto determinando un continuum visivo e trasformando materialmente il sito in un "orto di ulivi" (Getsemani).
Tale sistemazione è possibile grazie alla movimentazione (sottrazione-addizione) di un'ampia fascia di terreno vegetale per uno spessore di circa 2metri. In questo modo si intercetta lo zoccolo di roccia calcarea compatta che, opportunamente trattata, rimane a nudo costituendo la pavimentazione della nuova chiesa.
Il layout dell'intero intervento è caratterizzato dall' allineamento est-ovest: lungo questo asse avverrà simbolicamente il cammino del cristiano verso la Grande Luce!
L' impianto progettuale prevede l'inserimento all'interno dello scavo di due grandi blocchi funzionali: l'edificio contenente l'aula liturgica, affiancata da due deambulatori (esterno ed interno) ed una lunga stecca collocata tangenzialmente alla chiesa sviluppata su due piani (sacrestia, nursery ed auditorium al piano terra; aule al piano superiore). Nello stesso corpo, in prossimità del prospetto ovest, sono collocate le campane: l'intero edificio potrebbe essere assimilato concettualmente e praticamente ad un"campanile orizzontale"! (rispetto vincoli ENAC)
Attorno all'intero complesso si sviluppa il percorso carrabile ed il parcheggio che, pur rimanendo a raso, è collocato in trincea per non interferire con i percorsi e le visuali delle nuove fabbriche.
L'area nord-est, colmata dalle macerie e dal terreno di riporto, si trasforma in un sopraelevato giardino di ulivi dove è collocata la Via Crucis. Dal secondo livello della stecca funzionale si può accedere direttamente al giardino grazie ad una grande passerella che scavalca il parcheggio ed il percorso carrabile.
Un percorso ascensionale si sviluppa lungo una rampa che, partendo dal sagrato-nartece, ricuce simbolicamente tutto il complesso, fino a culminare "in cima" al "campanile orizzontale"(vista di tutto il complesso, della città,del mare, del tramonto, dell'orizzonte!)
L'impianto funzionale dell' aula liturgica segue una scansione assiale che dal sagrato conduce verso la cavea e lo specchio d'acqua posti in corrispondenza del prospetto est (luogo della "contemplazione" della luce).
Il prospetto est interamente vetrato si affaccia sullo specchio d'acqua permettendo la visione completa della montagna: "quarta parete" e fondale dell'aula liturgica!
La piattaforma del presbiterio in calcestruzzo industiale sembra galleggiare sull'acqua e, ponendosi tra l'interno della chiesa e lo specchio d'acqua, rappresenta la "zattera di salvezza" . Questa disposizione permette un utilizzo "bi-face" dell'impianto: si può celebrare rivolgendosi verso l'interno dell'aula oppure all'aperto verso l'acqua e la cavea occupata dai fedeli.
L'impianto progettuale (sia in piano che in alzato) è caratterizzato da giaciture rigorosamente ortogonali ad eccezione delle pareti e della copertura dell'aula liturgica che sembra quasi scomporsi e deformarsi sotto la "spinta" di un' incontenibile luce: attraverso tagli netti ed obliqui ed all'intradosso dorato, la chiesa riceve ed irradia luce all'intorno (riflessi di giorno, raggi di notte).
La realizzazione del programma iconografico si concretizza tramite l'impiego di pannelli in fibrocemento traslucido-"luminoso" integrati nelle pareti, che generano suggestive trasparenze animate dallo scorrere del tempo e dalle variazioni di luce.Raffigurazioni sacre appaiono e scompaiono sulle pareti come evanescenti "murales luminosi".In contrasto con la plasticità materica delle pareti, si ipotizzano arredi funzionali al rito costituiti da opere scultoree in cristallo("cristallizzazione" della luce divina)
Il grande cono-lucernaio,oltre a captare la luce potrebbe tramutarsi in un vero e proprio camino solare favorendo la climatizzazione passiva. Anche lo specchio d'acqua contribuisce al raffrescamento dell'edificio.
l'intero estradosso della copertura potrebbe essere rivestito da pannelli fotovoltaici in tinta di ultima generazione.
La riconoscibilità visiva dell'edificio-chiesa, anche in riferimento al vicino aeroporto, è garantita dal profilo della copertura.

Credits

 Cinisi (PA)
 07/2015
  2'140
  2'780'000
 Giovanni Gatto, Roberto Strano
 Don Girolamo Alessi (liturgista), Salvatore Gerbino (render), Pinella Guastella (bozzetti artistici), Serafina Sidoti (strutture), Roberto Strano (opere artistiche, arredi sacri), Vincenzo Pappalardo (video)
 Giuseppe Cellura (acustica), Calogero Cucchiara (strutture), Sandro Feligioni (illuminotecnica, ecosostenibilità), Luigi Mulè Cascio - Fonderie Virgadamo (restauro e integrazione campane), Salviati Murano Glass (opere in cristallo)
 Roberto Strano

Curriculum

GIOVANNI GATTO (1978) dal 2008 al 2010 svolge un periodo di formazione presso l’arch. M.G. Grasso Cannizzo e l’arch. F. Nicita. Nel 2013 ottiene una Menzione al II premio di arch.ra "M.Rostagno", nel 2014 è finalista del premio IN/ARCH Sicilia e un suo progetto è pubblicato nella rivista “Progetti”. Nel 2015 presenta un contributo orale al Convegno REUSO di Valencia. Dal 2007 è tutor/cultore della materia nei corsi di restauro-riuso dei monumenti nella Facoltà di Architettura di PA. ROBERTO STRANO (1976) formazione: Università Palermo-Politecnico Milano. 2007-2013 collabora con l’arch M.G. Grasso Cannizzo. 2009 assiste ad uno shooting architettonico svolto in Sicilia da H.Binet. 2009-2010, cura il progetto grafico, l’impaginazione e le foto della pubblicazione: M.G. Grasso Cannizzo,VUOTO ATTIVO,Libria 2010. Nel 2013 si classifica al II posto per la progettazione di un apparecchio illuminante innovativo nell’ambito del concorso “Sharp Design Contest | Light for Emotional Comfort”

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