Teatro1 - Archest
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Teatro1

Archest

21 October 2015

Teatro1 - esempio di costruire sostenibile progettato e realizzato per soddisfare i requisiti della classe energetica A+ di Casaclima, è saldamente legato ai principi dell’efficienza energetica benché declinato in una forma architettonicamente articolata. Per raggiungere questo obiettivo la progettazione è stata condotta in maniera integrata dal punto di vista architettonico e tecnologico.
A partire dagli obiettivi prestazionali prefissati per l’edificio, quali il contenimento dei fabbisogni energetici estivi ed invernali e dei consumi elettrici, la riduzione dei consumi di acqua potabile e l’utilizzo di materiali il più possibile bio-eco-compatibili, il progetto è stato sviluppato approfondendo lo studio una forma che fosse almeno per parti compatta. L’analisi e le caratteristiche bioclimatiche proprie del sito, la scelta di tecnologie costruttive ed impiantistiche altamente efficienti e rispettose dell’ambiente e criteri di funzionalità degli spazi interni, completano la strategia di approccio agli obiettivi prestazionali prefissi per il nuovo edificio.
Realizzato nella zona centrale di Udine, l’edificio di Teatro1 si pone a conclusione della cortina urbana nell’angolo sud-est di un ampio isolato storico, definendo nel contempo una nuova prospettiva e un nuovo spazio urbano (“largo del Teatro”) sul Teatro “Giovanni da Udine”. La scelta è stata quella di utilizzare un linguaggio architettonico che prevedesse un uso misurato dei materiali e degli elementi caratterizzanti, puntando su un’articolazione equilibrata dei volumi, pur garantendo un’elevata performance dal punto di vista energetico e un alto livello di comfort interno.
L’edificio è composto da sette piani fuori terra e da due interrati (che sfruttano l’intero lotto) adibiti ad autorimessa. Il piano terra è destinato a funzioni commerciali. Un basamento più compatto caratterizza l’edificio per i primi tre livelli, quindi uno slittamento dei volumi al terzo e al quarto piano ed uno “ sgretolamento” in quelli superiori: ai piani superiori sono ubicati gli appartamenti più pregiati che, con ampie vetrate, si aprono su grandi terrazze o piccoli giardini. Questa composizione crea un edificio complesso dal punto di vista volumetrico, risultato ottenuto anche attraverso variazioni nella profondità di facciata.
L’articolazione della composizione dei volumi e delle facciate consente inoltre di distinguere le parti e caratterizzare le singole unità abitative in una progressione sempre più accentuata, e frammentata, verso i piani più alti.
La composizione degli elementi per grandi fasce ed elementi prevalentemente orizzontali e la progressiva frammentazione sono tenute assieme, e al tempo stesso rimarcate, dall’elemento verticale costituito dai tre blocchi di serre bioclimatiche.
Altra caratteristica dell’edificio è infatti quella dei “giardini verticali” giustapposti, sui fronti esterni, ai tre blocchi-scala: sono essi serre bioclimatiche a beneficio degli appartamenti, o più poeticamente “giardini d’inverno”, e sono segni importanti dal punto di vista della composizione, sono elementi di scansione verticale che si intersecano ortogonalmente con i giardini pensili e le terrazze degli alloggi.
I “giardini verticali” caratterizzano l’edificio anche perché, captando l’energia solare, manifestano all’esterno la connotazione “sostenibile” del fabbricato insieme ai tetti, totalmente rivestiti con pannelli fotovoltaici, che sosterranno i consumi per la climatizzazione e per l’acqua sanitaria.
Avendo come obiettivo di fondo la qualità abitativa, la maggior parte degli appartamenti è stata anche progettata per avere l’affaccio su due fronti e quindi poter beneficiare di una migliore illuminazione oltre che delle differenti vedute esterne: tutte le unità residenziali sono dotati di grandi terrazze poste in continuazione agli spazi interni, prolungamento vivibile nella stagione estiva dei locali stessi.
Un’analisi approfondita delle condizioni climatiche del sito ha direttamente influito nella progettazione dell’edificio al fine di sfruttarne al massimo le potenzialità. Si è analizzata la radiazione solare al fine di definire la quantità di calore assorbita da ciascuna parete dell’edificio in funzione dell’esposizione e delle sue caratteristiche fisiche.
Questa analisi è risultata anche fondamentale per la definizione dell’orientamento dell’edificio e la calibrazione della quantità di luce, e quindi anche di apporto solare, penetrante all’interno delle abitazioni. Tale quantità è stata modulata mediante la previsione di aggetti previsti in corrispondenza del lato sud-est dell’edificio e di schermature mobili poste all’esterno dei serramenti quando direttamente colpiti dalla radiazione solare nel periodo estivo. In relazione alla conformazione del lotto e all’analisi della radiazione solare si è cercato di distribuire le unità abitative in maniera tale da garantirla migliore illuminazione dei locali durante le diverse ore della giornata e la ventilazione naturale.

Archest è una società di ingegneria ed architettura nata nel 2006 dalla fusione di Artech e Terratest, e conta un organico di oltre 40 tecnici. Sedi operative principali sono a Palmanova e Pozzuolo del Friuli (UD); Archest è anche a Roma, Atyrau (Kazakhstan) e Mosca.
Archest realizza interventi affrontando ogni progetto ponendo l’attenzione alla valutazione dell’efficienza energetica e della sostenibilità. L’integrazione delle specializzazioni è da sempre alla base delle attività progettuale dello studio; significativo di tale metodologia è il primo premio per il concorso internazionale di progettazione per i “Nuovi Uffici della Provincia di Parma” nel 2010; inoltre nel 2013 Archest ha vinto il primo premio per il ''Concorso internazionale di idee per valorizzare i luoghi della storica Targa Florio” a Termini Imerese.
Annamaria Coccolo, architetto e socio di Archest, è responsabile della progettazione architettonica.
Gaetano De Napoli, architetto, è progettista per Archest.


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