St Gregory s Parish Complex in Agrigento - Pellitteri Associati Studio
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St Gregory s Parish Complex in Agrigento

Pellitteri Associati Studio

22 October 2015

St Gregory s Parish Complex in Agrigento - Finalità dell'opera: Il nuovo complesso Parrocchiale è dedicato a San Gregorio Vescovo, figura molto importante per Agrigento e la sua Chiesa. A lui si deve nel sec. VI la consacrazione a prima Cattedrale del Tempio della Concordia e quindi la sua conservazione.
L’opera vuole quindi rappresentare la continuità della storia nella contemporaneità, rielaborando temi classici dell’architettura sacra per costruire luoghi protagonisti dell’azione ecclesiale nella comunità con un ragionamento liturgico aderente agli attuali orientamenti.
L'accoglienza, in un territorio martoriato dall'immigrazione, è un altro fine del progetto. Attratti all’interno della chiesa attraverso una porta sempre aperta, si è portati all’area presbiterale sotto un lucernario costituito da un parallelepipedo cavo, con sospeso un grande Cristo che risorge dal sepolcro che si scoperchia, lambito lateralmente da fasci di luce provenienti dall’Alto.
L'esigenza, per la vicinanza del sito archeologico, di limitare i volumi emergenti, ha comportato un'articolazione di spazi ipogei che ruotano su un chiostro scavato rispetto al sagrato, al quale si accede attraverso una gradonata, che diventa anche una cavea per celebrazioni all'aperto; dove il discorso liturgico continua anche nelle sottostanti cappella feriale e cripta. È sempre presente la sovrastante chiesa col suo imponente sbalzo monolitico, fondata su un possente colonnato di sette elementi, quanti sono i Vescovi agrigentini Santi o Beati, mentre nel fronte opposto il riferimento a S. Gregorio è espresso da una serie di bucature che richiamano le note dell’Ave Maria gregoriana.
Inquadramento urbanistico: L’area in cui sorge la nuova chiesa è poco edificata e caratterizzata dal tipico paesaggio della campagna agrigentina costiera. Lungo il lato sud del lotto sono i resti visibili di un sito archeologico di origine cretese. Sullo sfondo ad ovest è presente la città di Agrigento con ai piedi la Valle dei Templi, mentre l’orizzonte è segnato dalla luce e dai colori del vicino mare mediterraneo.
Il luogo in cui edificare la chiesa è interpretato come una cerniera tra la civiltà antica e quella attuale, ma rappresentativo della sua presenza. Elemento fortemente simbolico è il corpo principale, un possente parallelepipedo frammentato e decostruito, ruotato rispetto alla strada secondo la classica direzione est-ovest, da dove si apre su di essa con un grande setto obliquo, posto tra due torri inclinate verso il centro e di diversa altezza. Il sagrato si dilata lateralmente per diventare elemento di aggregazione in una uova piazza di un quartiere residenziale.
Lateralmente, in prossimità della strada, è posto il campanile, uno snello e alto parallelepipedo, tagliato in diagonale, voluto come un land mark urbano. La casa canonica, immediatamente dietro, allineata alla strada, vuole essere invece una modesta unità residenziale urbana sullo sfondo.
Scelta dei materiali: La chiesa e il campanile sono rivestiti con lastre di travertino, che vuole rimandare immediatamente alla solidità ed all'importanza fondante della Chiesa romana, mentre gli elementi cardine quali il setto-porta o la torre centrale che culmina col velario, rivestiti in acciaio cor-ten, riprendono i colori della terra enfatizzando il passaggio dalla dimensione fisica dell'edificio cristiano (caducità delle cose) a quella spirituale, espressa dai materiali più luminosi (azione vivificatrice e salvifica). L’ampio uso del vetro, essenziale a dare trasparenza e luce alla chiesa, diventa sede per la narrazione dei temi artistico-religiosi. Oltre ai mosaici con le vite dei sette santi e beati vescovi agrigentini, gli altri elementi sacri, dove continua la narrazione di altri temi religiosi, sono realizzati con materiali lapidei ancora più chiari e uniformi, come la pietra tunisina, a voler rafforzare il forte legame con la storia del mediterraneo.
Scelte tecnologiche-strutturali: Nella semplicità delle forme e nell’apparente compattezza dei singoli elementi architettonici, si nasconde una complessità del sistema costruttivo, che vede l’impiego di tecnologie avanzate per mettere insieme sistemi e materiali molto diversi tra loro. Le strutture sono antisismiche, con il grado si protezione più elevato, costituite da corpi autonomi giuntati e con membrature intelaiate in c.a.. Nel corpo della chiesa la struttura è mista, con setti verticali in c.a. e orditure in acciaio che, in corrispondenza dell'imponente sbalzo sul chiostro, utilizzano anche profili di un metro d'altezza. I solai sono in latero-cemento. Le unioni tra i vari elementi sono realizzate con dispositivi antisismici, come i dissipatori di energia Algapot per le grandi travi della chiesa. Tutte le orditure verticali ed orizzontali costituiscono un intreccio scheletrico invisibile, entro le superfici murali in cui si trovano tutte le canalizzazioni delle tecnologie impiantistiche. Elementi rappresentativi - il lucernario-cupola, le tettoie-velario della canonica, le rampe delle scale - sono con strutture in profili di acciaio, chiuse da lamiere di rivestimento in acciaio cor-ten e grandi lastre di vetro stratificato basso-emissivo.
Uso dei materiali rispetto al contesto: La scelta complessiva dei materiali vuole segnare ed enfatizzare la presenza della chiesa in un contesto urbano disordinato, per riprendere un dialogo con il paesaggio costiero, restituendo la naturale sacralità dei luoghi, con un atteggiamento rispettoso nei riguardi del vicinissimo sito archeologico.
Ciò vale sia per il travertino della chiesa e del campanile, che evidenzia con la propria luminosità la presenza vivificante della Chiesa, sia per gli altri elementi costitutivi, la casa canonica e il porticato del chiostro, che sono semplicemente intonacati, sottotono rispetto al possente corpo principale, richiamando i materiali tipici del contesto urbano circostante. L’uso di altri materiali più innovativi, come il vetro e l'acciaio cor-ten, è fatto sempre per la loro neutralità nel rispetto del contesto, dovendo esprimere concetti fondamentali per la chiesa.
Le pavimentazioni dell'intero complesso, in gres per esterni, color grigio scuro, e con inserti di elementi in pietra serena, per scandire il ritmo e segnare le diverse direzioni planimetriche, sono uniformi e identiche tra interno ed esterno, in modo da rafforzare l'idea che la Chiesa non sia un luogo chiuso ma sempre aperto, che inviti sempre il fedele ad entrarvi.

Pellitteri Associati Studio - Giuseppe Pellitteri (AG, 1954), architetto, svolge la propria attività di progettazione architettonica e urbana nello studio PAS di Palermo, impegnato nella ricerca di un rapporto tra innovazione e identità locale.
Professore ordinario di Composizione Architettonica e Urbana nella Scuola Politecnica dell’Università di Palermo, svolge attività didattica e di ricerca nel Dipartimento di Architettura.
E’ autore di numerosi saggi, tra monografie, articoli su riviste e testi, partecipando su invito anche a convegni internazionali, con relazioni sulla propria ricerca scientifica e progettuale, incentrata negli ultimi anni sull’evoluzione del linguaggio architettonico contemporaneo e le trasformazioni morfologiche dell’architettura nel paesaggio urbano.
Ha progettato edifici pubblici e residenziali, restauri architettonici e riqualificazione di spazi pubblici, allestimenti, pubblicati anche su testi e riviste di architettura. Partecipando a concorsi e gare di progettazione, ha ottenuto premi e riconoscimenti: recenti il Premio Internazionale Abitare il Mediterraneo 2013 e Faith & Form 2014 Religious Art and Architecture Awards.

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