Prototipo di struttura autoportante di supporto a moduli fotovoltaici - Toti Semerano
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Prototipo di struttura autoportante di supporto a moduli fotovoltaici

Toti Semerano

22 October 2015

Il prototipo fa parte di un progetto volto a elaborare un sistema di costruzione integrato per la produzione di energia rinnovabile e il controllo microclimatico degli edifici.Il progetto è a sua volta compreso in un insieme di ricerche nate in Salento dalla collaborazione fra il Laboratorio di Architettura diretto dall'architetto Toti Semerano e Italgest Ricerca, società che sviluppa progetti innovativi per il gruppo Italgest nel campo delle energie rinnovabili, con il supporto del gruppo di progettazione Echomaterico.L'obiettivo di queste ricerche è elaborare nuovi processi integrati che, partendo dal presupposto di una necessaria e proficua convivenza fra l'architettura e l'innovazione tecnologica, portino all'elaborazione di soluzioni nuove e complesse, che diano risposte soddisfacenti sia alla necessità di miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici che al desiderio di innalzare la qualità edilizia e urbana.La domanda che muove la ricerca è apparentemente semplice, ma nasconde una grande complessità: in che modo l'architettura può predisporsi a recepire le sempre più radicali e frequenti innovazioni tecnologiche, senza tradire la sua missione intrinseca, che è quella di realizzare un ideale di bellezza e qualità dello spazio che accoglie le attività umane? In altre parole: come può assimilare le nuove tecnologie senza ridursi a mero supporto funzionale al servizio di altri ambiti del pensiero e della ricerca, preservando la propria identità culturale?La risposta è nell'evoluzione del linguaggio proprio dell'architettura, nella ricerca di nuove combinazioni di elementi che le sono propri, come le forme, la luce e i materiali, e di altri nuovi elementi, facendo intervenire questi ultimi sin dal principio nel processo di generazione degli edifici e degli spazi.
SIM_il progetto integrato - Seguendo il principio che è alla base dell'intera ricerca, la risposta alla necessità di integrare dei moduli fotovoltaici in un edificio esistente è diventata l'occasione per sperimentare una combinazione inedita di elementi che, essendo già di per se stessi espressione di innovazione, sono stati assemblati in modo originale, per generare una 'figura' nuova dell'architettura.
SIM_gli elementi - L'insieme è composto da tre elementi: una struttura frangisole autoportante in acciaio corten, che è l'espressione di una ricerca formale sulla possibilità di produrre variazione in architettura attraverso l'assemblaggio di elementi standard identici fra loro; un impianto di produzione energetica con moduli fotovoltaici che si integra alla prima, contribuendo alla sua definizione formale; una parete vegetale passiva, con un sistema di recupero totale dell'acqua, che arricchisce la qualità dell'opera contribuendo al controllo microclimatico. La struttura autoportante, che svolge sia la funzione di ombreggiamento che
quella di supporto ai pannelli fotovoltaici, è in primo luogo un grande elemento scultoreo che ridefinisce la forma dell'edificio e ne proietta all'esterno gli spazi, costruendo un spazio pubblico. Nello stesso tempo, è un prototipo costruttivo in cui un elemento di base sempre identico, studiato a partire da una forma stellare, viene assemblato secondo regole elementari producendo un disegno estremamente variabile in cui la ripetizione diviene illeggibile. La sua struttura a base triangolare, inoltre, fa sì che l'assemblaggio di moduli 'piani' possa avvenire nelle tre dimensioni, superando il dualismo fra struttura portante e rivestimento. La scelta del materiale da costruzione, il corten, è legata sia alla versatilità del materiale, che può essere saldato in opera liberando la ricerca formale dai vincoli costruttivi, sia alla sua resistenza agli agenti atmosferici, che permette di ridurre al minimo la manutenzione.L'inserimento dei moduli fotovoltaici su questa struttura obbedisce a due regole: favorire l'orientamento migliore per la produzione di energia e regolare, con la distribuzione di pieni e vuoti, la circolazione dell'aria attraverso la struttura per generare dei moti convettivi sulla facciata dell'edificio che ne raffrescano la struttura e mantengono controllata la temperatura sulla piazza antistante.Per la realizzazione del muro vegetale, infine, è stata attivata una collaborazione con il botanico francese Patrick Blanc. Assieme ai tecnici collaboratori dell'artista francese, cui si sono affiancati dei botanici locali, è stata condotta una ricerca sul campo attraverso un campione di muro vegetale realizzato a Lecce, che viene monitorato da tre anni per verificare empiricamente la sua totale compatibilità col progetto.La particolarità del metodo di lavoro del Laboratorio di Architettura Semerano, infatti, è di portare eccellenze internazionali a lavorare sul territorio per provocare uno scambio di conoscenze, con l'obiettivo però di rendere i progetti interamente realizzabili da operatori locali, in modo da instaurare un processo di arricchimento e di crescita che rimangano patrimonio del territorio stesso.

Toti Semerano, architetto e artista, una professionalità versatile e multiforme che lo allontana dall'establishment contemporaneo, in un lavoro di continua sperimentazione tecnica e plastica. Utilizza con la stessa passione tecniche innovative e materiali tradizionali, per creare comunque forme inedite, aperte e suscettibili di continue trasformazioni, dialogando continuamente con lo spazio e la luce.
Riconoscimenti recenti: Pida 2012 -Premio alla carriera, Merit Award-concorso "Taiwan Towers Conceptual Design Competition" 2010, Biennale Internazionale di Architettura Barbara Cappochin 2009 Premio per la Cura degli Elementi di Dettaglio Architettonico.
PROGETTI IN CORSO:
Progetto di ricostruzione della ex casa per ferie Santa Dorotea a Bibione
Programma integrato di intervento"P.I.I. Arese Sud- Milano
Costruzione dell'atelier e della fondazione Marco Bagnoli


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