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Cité internationale de la langue française: dove il patrimonio della Francia diventa esperienza condivisa

Il restauro del Castello di Villers-Cotterêts ha dato vita a uno spazio culturale poroso che coniuga tecnologia intelligente, estetica moderna e una narrazione innovativa

Cité internationale de la langue française
Scritto da Redazione The Plan -

Da antica residenza reale a istituzione culturale senza barriere, modellata per garantire al maggior numero possibile di persone un’esperienza di fruizione e condivisione di saperi. Uno spazio di cultura aperto, poroso, in dialogo costante con il contesto circostante. È l’idea che ha portato alla nascita della Cité internationale de la langue française nello storico Castello Villers-Cotterêts, edificato tra il 1532 e il 1556 per volontà del re Francesco I, nel dipartimento dell'Aisne, regione dell'Hauts-de-France.

Il restauro del complesso monumentale, che racchiude una superficie totale di 23.000 m2, è stato avviato nel 2019 dal Centre des monuments nationaux (CMN) su disposizione del Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ed è stato guidato da Olivier Weets in qualità di Architecte en Chef des Monuments Historiques, ovvero architetto responsabile per i monumenti storici.

Lo studio Projectiles ha curato il design degli interni e il progetto museografico, guidando un raggruppamento composto da TPFIngénierie, Altia, Changement à vue, Lundi 8, CL Design, 8'18'' lumière e Adéquat.

Cité internationale de la langue française - Projectiles © Sébastien Veronese, courtesy of Projectiles

 

Cité internationale de la langue française, un cielo di parole

Con tre punti di accesso, l’intera Cité, inaugurata lo scorso autunno, si sviluppa intorno al cortile del Jeu de Paume che accoglie i visitatori, indirizzandoli verso i vari poli di attività. Dal cortile, infatti, si accede ai vari spazi della struttura: le aree di accoglienza, le sale espositive, l’auditorium, la boutique-biblioteca, la sala da tè, i laboratori educativi e gli spazi condivisi, le sale prove e gli studi degli artisti.

Una vera e propria agorà coperta da un tetto di vetro, parte integrante del progetto di restauro, che rappresenta un “cielo lessicale” composto da 89 parole, scelte attraverso laboratori partecipativi realizzati con la comunità locale. Parole che formano frasi intercambiabili, in funzione della direzione di lettura o della luce, mettendo il linguaggio subito al cuore della Cité grazie alle loro ombre proiettate al suolo.

Cité internationale de la langue française - Projectiles © Sébastien Veronese, courtesy of Projectiles

 

Il design della lingua

La “cultura in azione” di Antonin Artaud è il cuore dell’esposizione permanente “avventura della lingua francese”, posta al primo livello del Logis Royal. Una somma di esperimenti scenografici innovativi, resi possibili da dispositivi e supporti di diversa natura, attraverso i quali compiere esperienze contemplative, immersive, giocose o interattive. L’esposizione si sviluppa attraverso 1.200 m2 organizzati in tre sezioni e ha come scopo principale quello di rendere accessibile a tutti la varietà e la ricchezza del patrimonio materiale e immateriale della lingua francese.

Il design contemporaneo delle sale dialoga con l'edificio storico. Gli arredi sono realizzati per lo più in materiale composito, consistente in una miscela di minerali e resine acriliche, la cui plasticità consente di sperimentare una vasta gamma di forme, mentre la robustezza e la facile manutenzione ne fanno il materiale ideale per mobili espositivi di lunga durata. L’impianto scenografico dell’esposizione rievoca lo spirito di un teatro, nel quale i visitatori sono al contempo spettatori e attori.

Cité internationale de la langue française - Projectiles © Sébastien Veronese, courtesy of Projectiles
 

Nell’angolo sud-ovest del cortile Jeu de Paume si trova l'area reception/biglietteria, mentre la boutique-biblioteca, il suo magazzino e l'ufficio amministrativo si trovano nella parte sud, tra il portico e la scala reale, appena fuori l’esposizione permanente.

Le mostre temporanee sono ospitate nell'ala ovest e nel Padiglione del Re mentre il caffè e sala da tè è situato nell’ala est, al pari del laboratorio educativo per bambini e altre aree a uso misto, che sono a disposizione di cittadini e associazioni locali.

Nell’ex edificio Jeu de Paume, adiacente al Logis Royal, si trova, infine, l’auditorium modulare da 250 posti, che può essere allestito secondo varie configurazioni, accessibile dalla Cour des Offices o dal giardino della Regina.

Cité internationale de la langue française - Projectiles © Sébastien Veronese, courtesy of Projectiles

 

La luce che modella il paesaggio

Il progetto illuminotecnico della Cité, realizzato dallo studio  8'18'', è parte integrante del restauro del Castello, con il duplice obiettivo di esaltare il monumento, la sua valenza storica e simbolica, e sottolinearne la nuova destinazione d’uso. Un sistema di illuminazione che coniuga tecnologia intelligente, estetica moderna e una narrazione innovativa, e va a modellare il paesaggio notturno, all’interno e all’esterno.

 

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Credits

Location: Villers-Cotterêts, France
Completion: 2023
Area: 5075 m2
Maitre d'ouvrage: Centre des Monuments Nationaux

Museographic Project
Architect: Projectiles
Lighting: 8'18''
Multimedia: Lundi 8
Signage: Cl design
Stage Equipment: Changement à vue
Acoustics: Altia
Project Management: TPF ingéniérie
Economics of Scenography: Adéquat

Restoration Project
Chief Architect of Historic Monuments: Olivier Weets
Architect: LACAA, Scala, M-0
Structures: Michel Bancon and Knippers Helbig
Technical Engineering: Choulet-ITC
Safety Engineering: Cronos Conseil
Economics: Cabinet Philippe Votruba

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