Uno spirito di altri tempi per la vela del futuro
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Uno spirito di altri tempi per la vela del futuro

Sloop Spirit 111

Spirit Yachts | Rhoades Young Design

Uno spirito di altri tempi per la vela del futuro
Scritto da Valerio Paolo Mosco -

Le abbiamo viste in questi ultimi tempi le nuove barche di Coppa America, semplicemente impensabili in passato. Degli oggetti che sembrano improbabili snelli coleotteri che arriva la raffica di vento e si alzano sull’acqua e volano via e dietro i motoscafi che arrancano. La velocità, un tempo dominio del meccanico, ritorna dominio del vento, della natura sebbene trasfigurata dalla tecnologia. Ha ragione Andrea Vallicelli, il progettista di quell’Azzurra che è rimasta nel cuore degli italiani, ad affermare che il grande fascino delle barche a vela risiede nel fatto che sono artefatti che mettono a reagire due archetipi: l’aria e l’acqua.

I nuovi Coppa America esprimono tutto ciò in maniera estrema: il regno dell’impensabile si raccorda all’archetipo. Da quanto detto sembrerebbe che il futuro della vela necessariamente sarà estremo, acrobatico, volante, in definitiva iper-futurista. Per chi la conosce, per chi conosce il suo mercato questa ipotesi non è convincente, o se non altro coglie un solo aspetto di un mondo molto più articolato di quanto si potrebbe a prima vista supporre. La magnifica barca che qui presentiamo ne è una dimostrazione.

Lo Spirit 111 è una grande barca di 34 metri, uno sloop realizzato dal cantiere Geist in Gran Bretagna. A vederla, slanciata, elegante, armonica anche un non esperto del settore comprenderebbe che stiamo di fronte ad un oggetto che mima le barche del passato, quasi volesse essere un compendio delle stesse. Di certo siamo di fronte ad un oggetto che può essere considerato come del tutto antitetico agli iper-futuristi Coppa America attuali.
Il senso di quanto detto è tutto nel nome della barca: Spirit. Facciamo un passo indietro. Negli anni ’90 Luca Brenta si inventa i Wally, barche dalle linee classicheggianti, elegantissime, quasi senza tempo. Barche che facevano rivivere lo “spirito” di una vela mitica, quella degli yachtsman in bianco e dei ponti in legno e delle attrezzature in ottone. Ma la vera novità era che lo spirito vintage nascondeva l’alta tecnologia.

I Wally erano infatti barche che per prime utilizzavano estensivamente i dispositivi elettronici ed idraulici tanto che per portare barche di più di settanta piedi servivano appena tre persone, una manna questa per i proprietari che potevano così avere a bordo una privacy prima impensabile. Anche gli interni dei Wally dimostravano un altro stile: erano luminosi, aperti, prevaleva in essi un qualcosa che non è mai stato delle barche a vela: il vuoto, come se fossero un interno minimal londinese alla moda. Lo Spirit dimostra come i Wally abbiano fatto scuola.

Quanto detto per i Wally vale perfettamente anche per questa magnifica barca la cui intenzione è quella di far vivere lo “spirito” della vela di un tempo con in più la grande tecnologia. Ma, rispetto alla tradizione Wally abbiamo qualcosa in più: la sostenibilità, l’attenzione per il giusto e misurato uso dell’energia di qualunque genere e tipo. I Wally di una ventina di anni fa erano infatti barche energivore, per così dire a risorse infinite: lo Spirit invece sembra voler trascrivere le aspirazioni ecologiche dei nostri tempi: aspirazioni non solo etiche, ma anche estetiche. Alcuni esempi partendo dal motore elettrico che consente alla barca una velocità da crociera di 8 nodi, le cui batterie si ricaricano durante la navigazione a vela. Inoltre la barca è tutta coibentata in maniera tale da non disperdere energia e così permettere alla stessa lunghi periodi in mare senza la schiavitù di soste obbligate.

Come sempre più spesso accade per barche di questo tipo, gli interni sono stati progettati da un designer diverso da quello delle linee di acqua. Molti i precedenti illustri a riguardo: Norman Foster, David Chipperfield, John Pawson e Philippe Starck, Lazzarini e Pickering. In questo caso l’interno è stato progettato da Spirit Yachts e Rhoades Young Design seguendo una linea organica inusuale. È stato l’armatore a volere un progetto organico: tutto in legno, in cui prevalgono la linea curva e le forme avvolgenti, senza spigoli, che riducono al minimo le superfici complanari. Diversi i legni utilizzati: si va dal sipo, al teak al noce americano; legni di tessitura e colore diverso vengono combinati tra loro senza enfasi e con naturalezza. Gran parte delle superfici curve sono state realizzate assemblando, come nel compensato, i diversi legni, per poi curvarli a caldo attraverso il getto di vapore. Lo Spirit quindi come un raffinato oggetto dal sapore classico, quasi senza tempo, che si affida all’alta tecnologia ecologica per ribadire la bellezza archetipica dell’andare per mare sfruttando la forza del vento.

Valerio Paolo Mosco

Completamento: 2020
Superficie lorda: 100 m2
Progettazione: Spirit Yachts
Progetto degli interni: Spirit Yachts, Rhoades Young Design 
Appaltatore principale: Spirit Yachts

Fotografie courtesy Waterline Media

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#2021  #Spirit Yachts  #Rhoades Young Design  #Contract 

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