m2atelier: una fucina cosmopolita a Milano
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m2atelier: una fucina cosmopolita a Milano

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m2atelier: una fucina cosmopolita a Milano
Scritto da Redazione The Plan -

In via Londonio 29, nei pressi del Parco Sempione, un’ex fabbrica di pentole è stata trasformata nel quartier generale dello studio di architettura milanese m2atelier. Il palazzo racchiude la casa e l’ufficio di Marco Bonelli e Marijana Radovic, che formano una coppia nella vita e sul lavoro. Il progetto L29 è stato realizzato alcuni anni fa, quando i due architetti hanno acquisito gli spazi e li hanno trasformati creando un ambiente dove studio e residenza si fondono in maniera inscindibile. La sede di m2atelier esprime al meglio l’identità dello studio, che si fonda su un approccio multidisciplinare, una continua sperimentazione e una spiccata attenzione ai dettagli. Il palazzo come si presenta oggi è il punto di approdo di un progetto costruito passo dopo passo grazie ad ampliamenti e successive trasformazioni, che hanno portato alla configurazione attuale. La porzione principale dell’edificio, ovvero l’ala lunga del cortile, è occupata dallo studio: un open space dove trovano posto anche aree per riunioni, uno spazio prototipi e la materioteca, che rappresenta il cuore di questo laboratorio di architettura.

Il lavoro di m2atelier si sviluppa in un processo creativo sempre in evoluzione, che esplora una molteplicità di soluzioni e si lascia contaminare da ispirazioni artistiche. Questa fucina di architettura è nata nel 2012 dall’unione dello studio fondato da Bonelli - BAMdesign, con uffici anche a New York - con quello di Radovic - Standby, inizialmente con sede a Belgrado e Atene. La fusione di questi due percorsi professionali nel contesto cosmopolita milanese permette allo studio di operare a livello internazionale con una solida esperienza in diversi settori, dalle residenze agli alberghi, dal retail alla nautica fino al design di prodotto.

In aggiunta al vasto portfolio nell'ambito del retail per brand del calibro di Dolce & Gabbana e Furla, tra le recenti boutique firmate dallo studio ci sono quella di René Caovilla a Dubai e quella di Drumohr a Milano. La prima propone un concept ricercato che rispecchia l’eleganza di Caovilla, storica maison veneziana di scarpe di lusso. Il fulcro del progetto è la cupola dorata, che ricorda una crinolina, la sottana rigida indossata dalle donne nel XIX secolo per sostenere la gonna. Le pareti del negozio sono rivestite da una boiserie in legno laccato, mentre i pavimenti sono in marmo Calacatta. La palette dei colori propone tonalità pastello che dialogano con i cristalli e le superfici dorate in galvanica. La boutique di Drumohr a Milano, invece, si trova all’interno di Palazzo Borromeo. In questa cornice, m2atelier crea un ambiente dal carattere sofisticato e maschile per il negozio del più antico marchio di sartoria da uomo. La pavimentazione è in rovere con disegno a intreccio, mentre le pareti propongono un colore blu con effetto velluto. Gli arredi accostano elementi in legno, ispirati alle spalliere delle palestre storiche, ad altri in tubolari di ottone.

La continua ricerca sui materiali, cifra stilistica dello studio di Bonelli e Radovic, trova piena espressione nel progetto per l’hotel “Four Points by Sheraton” a Mestre-Venezia, nato dalla trasformazione di un albergo esistente. m2atelier ha curato la riqualificazione delle parti comuni, la nuova ristorazione, la spa, il giardino interno e gli spazi accessori. Filo conduttore del disegno degli interni è la finitura ramata, che richiama il rivestimento in
Cor-ten della facciata principale e sul piano cromatico viene accostata a diverse nuance di grigi e tortora. Per i pavimenti sono state utilizzate resine cementizie, mentre due grandi portali in legno segnano l'ingresso alle due principali ali del piano terra.

Intervista

Una realtà multiculturale e multiforme

Marco Bonelli e Marijana Radovic
Fondatori m2atelier

Il lavoro di m2atelier si caratterizza per l’approccio multidisciplinare, la continua ricerca su materiali, spazi, proporzioni e l’attenzione al dettaglio. In questi aspetti quanto c’è di ognuno di voi due?
Veniamo da esperienze diverse ma complementari. Avendo avuto entrambi l’opportunità e la fortuna di lavorare in diversi ambiti, dall’architettura all’hospitality, dal residenziale alla nautica, dal retail al design di prodotto, mettiamo sempre a fattor comune le nostre esperienze al servizio del processo creativo cercando di evitare ripetizioni o autocitazioni.
Nella prima fase creativa siamo sempre coinvolti insieme confrontando idee diverse e alimentando internamente con il nostro team un dibattito produttivo. Cerchiamo sempre di trovare un punto di equilibrio tra idee visionarie e pragmatismo e quasi sempre si giunge a un punto di bilanciamento dopo molti confronti.
Ci piace circondarci di collaboratori con varie competenze, persone eterogenee con formazione diversa. Lavoriamo in un ambiente che vuole essere una contaminazione ordinata di spazi fluidi. Anche la nostra materioteca cripticamente ordinata, che arricchiamo progetto dopo progetto, rappresenta al meglio la nostra realtà, anche se apparentemente sembra un insieme eterogeneo di campioni.
Spesso portiamo avanti e approfondiamo diverse soluzioni in parallelo in quanto non crediamo che esista un’unica soluzione valida e univoca, ma, al contrario, siamo convinti che per il cliente sia utile esplorare in profondità più di una soluzione.

Il vostro ufficio è anche la vostra casa: qual è stato il percorso progettuale per questo luogo così significativo?
Il nostro ufficio è in un certo senso una vera estensione nostra e della nostra vita, sia in senso pratico e diretto in quanto si trova al piano terra del palazzo dove viviamo, sia in senso lato in quanto è parte integrante di chi siamo.
Studio e residenza sono un tutt’uno inscindibile, direttamente collegati anche fisicamente ma in ogni caso parte di un progetto sinergico. Un’impostazione che si è concretizzata in maniera effettiva nel 2012 ma che parte da lontano, dalla volontà di integrare professionalità e competenze, di dialogare con professionisti diversi, di contaminare l’architettura con altre discipline artistiche, di amalgamare alla milanesità le influenze provenienti da mondi lontani.
È un insieme integrato di ambienti che abbattono i confini tra vita privata e sfera pubblica, tra casa e lavoro, rendendo l’esperienza del progettare un tutt’uno con il progetto di vita.
È la base da cui partire e sempre ritornare, è il cuore da cui nascono idee e progetti, si incontrano persone, si stabiliscono relazioni, ci si ritrova per ricaricarsi e poi ripartire.
Partendo dal presupposto che trascorriamo la maggior parte del nostro tempo in studio, era per noi fondamentale ricreare un ambiente che in qualche modo ci rispecchiasse e che fosse al tempo stesso piacevole e di ispirazione per tutti. L’open space dello studio facilita e stimola la trasversalità e la condivisione del nostro approccio progettuale e la materioteca e le varie campionature, in cui siamo costantemente immersi, ci suggeriscono di continuo soluzioni sempre diverse e sorprendenti. Lo studio è la fucina di sperimentazione delle nostre ricerche ed è in continua evoluzione e mutamento.

Edoardo Caovilla rappresenta la terza generazione alla guida della Maison che realizza scarpe di lusso, mentre Drumohr è il più antico marchio di sartoria maschile. Nel progetto delle boutique per firme con una tradizione così importante, come si arriva a interpretarne il valore storico disegnando allo stesso tempo uno spazio contemporaneo e innovativo?
Quando progettiamo spazi e Design Concept per un brand la nostra prima preoccupazione è capirne il prodotto e la storia. Caovilla e Drumohr sono due marchi con una tradizione incredibile che ci hanno fornito innumerevoli spunti di riflessione e di ricerca per lavorare ai loro spazi. Crediamo sia necessario progettare per il futuro in maniera fresca, innovativa e contemporanea comunicando come il valore storico rappresenti una garanzia e affidabilità non comuni a tutti.
Il messaggio secondo noi deve essere abilmente sussurrato con discrezione senza che diventi una bandiera. Si deve percepire senza farsi vedere.
La boutique Caovilla unisce lo stile contemporaneo e la sofisticata creatività con un nuovo concept che rappresenta i valori del marchio, l'eleganza, il patrimonio e l'innovazione. Entrare in un negozio Caovilla significa immergersi in un'atmosfera sofisticata che allude al salotto veneziano, il luogo perfetto per esporre le "scarpe gioiello conosciute come opere d'arte".
Materiali della tradizione veneziana come superfici dorate ed elementi d'arredo, legni pregiati, cristalli e marmi danno un tocco di contemporaneità alle superfici opache e lucide secondo l'evoluzione e il DNA del marchio. Gli interni dai colori caldi ed eleganti riescono a creare uno spazio in cui la scarpa trionfa.
La boutique Drumohr narra un’atmosfera elegante, sofisticata e maschile, che unisce la presenza di dettagli e soluzioni che esaltano il processo di rilancio che il più antico marchio di sartoria maschile sta portando avanti negli ultimi anni. Arredamenti e décor sono stati realizzati per esaltare l'artigianalità e l'estetica italiana con accorgimenti che spaziano tra modernità e tradizione.
L'effetto complessivo mira a creare una perfetta armonia tra architettura e tradizione sartoriale, attraverso l'utilizzo di soluzioni tecniche ed estetiche che valorizzano le parti senza prevalere le une sulle altre, contribuendo a un'armonia fisica e visiva che definisce un'atmosfera unica, che lo spirito immutato del marchio Drumohr porta avanti da secoli.

Nel Four Points by Sheraton a Mestre-Venezia la facciata in Cor-ten «ha suggerito un confronto materico anche all’interno». Partendo da questo esempio, come sviluppate nei vostri progetti il dialogo tra l’esterno dell’edificio e il disegno degli interni? E la scelta dei materiali?
Il contesto è sempre una parte fondamentale del nostro lavoro, che si tratti di luogo fisico, come nel caso del Four Points di Mestre-Venezia, o di un concetto più astratto come una particolare personalità di un nostro cliente. Il nostro progetto è quasi sempre una risposta e un dialogo con il contesto, a volte con un atteggiamento simbiotico o di completamento, altre volte con un approccio di contrasto e controbilanciamento.
Nel caso dell’hotel Four Points l’esterno, l’involucro dell’edificio non interessato da questo progetto di riqualificazione, è caratterizzato da superfici di rivestimento in Cor-ten che identificano la facciata principale. Un’immagine “strong” ma che ha suggerito un confronto materico anche all’interno, esplicitato dalle pareti scorrevoli di lamiera stirata ramata che impreziosisce la hall con giochi di luci e ombre ed effetti optical tridimensionali.
Abbiamo consolidato scelte progettuali coerenti con le richieste della committenza e il target dell’hotel. Ci siamo concentrati su una palette cromatica contenuta che potesse omogeneizzare le specificità dei materiali scelti. Abbiamo utilizzato resina cementizia per i pavimenti, maglie stirate per le pareti, tessuti, vetri retrolaccati, lastre ceramiche. Materiali tecnologicamente performanti ma anche in grado di dar vita a uno stile elegante e sofisticato contraddistinto dalle diverse nuance di grigi e tortora con accenti e riflessi di rame lucido e opaco.

L’arte è sempre stata per voi una fonte di ispirazione importante: come interagiscono estetica e funzione in architettura?
L’arte è parte integrante della nostra vita: ci ha accompagnato nella nostra crescita ed è diventata fonte di ispirazione per i nostri progetti; è strumento per educare i nostri figli e punto di riferimento per coltivare la nostra creatività.
Il tratto distintivo di un buon progetto per noi è dato dall’equilibrio compositivo e dal sapiente uso dei materiali per trasmettere carattere e personalità agli ambienti in un dialogo costante tra elementi architettonici e opere d’arte che fanno parte del nostro DNA.
Elementi preziosi che raccontano una storia, donano carattere allo spazio, trasmettono stile e passione, testimoniano l’amore per il bello, filo conduttore di un progetto che integra idealmente architettura e memoria, natura e arte, design e tradizione.

Salvo diversamente indicato, foto di  Lorenzo Pennati, courtesy m2atelier

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