Archisbang - GNR_Il generale: the concept of a cube that encloses three houses
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GNR_Il generale: the concept of a cube that encloses three houses

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Renovation  /  Completed
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Le problematiche strutturali ed energetico ambientali dell’ingente patrimonio edilizio privo di particolare valore architettonico presente sul territorio nazionale pongono spesso la questione della sostenibilità economica del progetto di riqualificazione, che a conti fatti finisce per avvalorare quasi sempre la via della demolizione e ricostruzione, quando non, addirittura, il consumo di suolo vergine.
Tuttavia, nell’ottica di una sostenibilità ambientale di più ampio respiro, che in questo momento risulta più urgente che mai e non a caso fortemente incentivata, è di immediata comprensione la forza degli interventi di recupero che mirano a restituire un’architettura dalle caratteristiche paragonabili ad una nuova costruzione. Con un atteggiamento sufficientemente drastico per non tradire le aspettative contemporanee, è possibile rimettere in moto il ciclo di vita dell’edificio, rispettando l’impronta, contenendo lo spreco e la produzione di rifiuti di difficile smaltimento. Dal punto di vista progettuale il tema della presenza del passato, fil rouge del riuso nella tradizione architettonica, lascia spazio a interpretazioni intriganti sull’evoluzione da vincolo a occasione.

GNR _ Il Generale (Dell’indole impetuosa di un palazzotto di provincia...)
L’intervento prevede la riqualificazione energetica e strutturale ed il completo restyling di una palazzina degli anni Sessanta adibita a residenza privata, scomponibile in tre appartamenti indipendenti.
Della preesistenza si coglie l’imponenza volumetrica nel rapporto con il suo intorno: un discreto contesto residenziale sulla collina di Ivrea. Il progetto enfatizza questo carattere con la completa pulizia dell’edificio esistente dagli sporti; i pieni e vuoti sono ridisegnati con grandi fori quadrati, la copertura diventa un ulteriore piano calpestabile: un intimo roof-top che permette di afferrare la vista in quota sull’arco alpino e la Serra morenica.
La struttura è riportata allo scheletro e rinforzata per raggiungere un’adeguata resistenza sismica. L’efficientamento energetico dell’edificio prevede il rivestimento dell’involucro con cappotto esterno, racchiuso da lastre di calcestruzzo alleggerito, poi finite ad intonaco grezzo in malta di calce naturale. Il lavoro sulla massa conferisce all’architettura un aspetto trascendentale di fortezza, in contrasto con i suoi grandi fori trasparenti. Il peso dell’attacco a terra è sottolineato dalla presenza della grande roccia su cui l’edificio si innesta, che, liberata, diventa un elemento percepibile a tutti i livelli, tramite il gioco di vuoti e doppie altezze sul fronte sud.
In un’ottica di flessibilità, che risponde alle esigenze di dinamismo del nostro tempo, il concept distributivo prevede l’organizzazione di una villa che ne racchiude tre al suo interno: tre case, tre accessi, tre finiture in facciata. Il piano terra è adibito ad autorimessa e cantina della roccia. Mentre l’ascensore e il vano scala legano l’insieme in un sistema unitario, il nastro metallico della scala esterna permette di organizzare gli ingressi indipendenti agli altri piani e al terrazzo. Al primo, i due mini appartamenti condividono uno spazio living, rimodulando all’occorrenza le loro dimensioni attraverso un pannello in legno manovrabile a 180°. All’ultimo livello è collocata la residenza principale, a più diretto contatto con il terrazzo, lambito dalle chiome del bosco sul fronte nord. Qui la camera da letto è racchiusa in un box di calcestruzzo armato a vista, che funge da principale rinforzo della struttura esistente e permette di sostenere, al di sopra, la piscina sul tetto. Gli spazi fluidi dell’ambiente interno sono caratterizzati da pareti grezze in continuità con l’esterno, pavimenti in cemento elicotterato intervallato da porzioni lavorate con effetto seminato e parquet.
Il legno delle porte, dei serramenti e degli arredi su misura ammorbidisce l’atmosfera severa delle linee minime, insieme ai grandi scorci vetrati sul verde esterno e ai tagli di luce che intercettano i diversi piani.

Credits

 Ivrea
 Privato
 09/2019
  450
  0
 Archisbang
 Silvia Minutolo, Marco Giai Via, Alberto Perino
 Perino Costruzioni
 Aldo Amoretti

Curriculum

Archisbang si occupa di progettazione architettonica, spazialità non convenzionale e cura del dettaglio nella realizzazione di architetture per l’innovazione, la formazione e la cultura, con particolare attenzione per la riqualificazione del patrimonio esistente e l’inserimento degli interventi nel loro specifico contesto. Lo studio disegna spazi vitali per il territorio che li circonda, luoghi di benessere dalle porte aperte dove liberare la creatività, lavorare, apprendere, abitare.
Attualmente è attivo nella progettazione di interventi di architettura scolastica sul territorio nazionale, oltre a gestire progetti in ambito residenziale e terziario, in cui emergono trasversalmente le stesse tematiche di sostenibilità, flessibilità e contaminazione tra le diverse funzioni.
Nel 2020 lo studio ottiene la Menzione d’Onore al Premio Architetto Italiano indetto dal Consiglio Nazionale degli Architetti, con il progetto di riqualificazione della Scuola Pascoli di Torino.

https://www.archisbang.com/

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#Finalist #Italia  #Intonaco  #Ivrea  #Facciata intonacata  #Cemento  #Abitazione privata  #Archisbang 

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