Tstudio - Enhancement, restoration and consolidation of the former convent of San Benedetto
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Enhancement, restoration and consolidation of the former convent of San Benedetto

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Renovation  /  Future
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Il progetto di restauro e rifunzionalizzazione dell’ex Convento di San Benedetto ha come obiettivo primario la conservazione dei caratteri architettonici materici e decorativi del monumento e, al contempo, permetterne una piena accessibilità e una nuova fruizione a un pubblico più ampio nel rispetto dei principi dell'inclusività, del soddisfacimento dei bisogni sociali e culturali della collettività nonché all'installazione dei nuovi uffici per l’Agenzia delle Entrate.
Il complesso è un’opera del 1497 concepita da Biagio Rossetti e realizzata all’interno dell’Addizione Erculea come parte integrante del tessuto urbanistico della città di Ferrara, di straordinario interesse storico-artistico e monumentale.
Le scelte progettuali mirano alla preservazione dell’edificio al fine di liberare lo spazio dalle addizioni improprie e realizzare delle strutture leggere sempre nell’ottica della durabilità dei materiali e nella loro manutenibilità. La fase di progettazione ha seguito l’iter raccomandato dalle principali convenzioni internazionali sui Beni Culturali (Carta di Venezia, Linee Guida per i Beni Culturali, Raccomandazioni ICCROM, Raccomandazioni ICOMOS). Il progetto architettonico, elaborato sulla scorta del succitato quadro esigenziale, vuole non solo realizzare una sede pienamente efficiente e rispondente alle funzioni richieste, ma anche riportare alla luce le tracce dell’antica spazialità del complesso, più volte alterata nei secoli da interventi impropri e dagli eventi bellici, rispettando le aggiunte e le trasformazioni anche più recenti che hanno avuto valore di testimonianza storica. Le variazioni introdotte sono per lo più relative all'inserimento di nuovi collegamenti verticali e al potenziamento degli esistenti, a cui è unita la proposta per la realizzazione di una passerella aerea, progettata con profili in ferro e strutture metalliche secondarie in acciaio, che faciliterà la distribuzione dei flussi delle sale riunioni poste nel secondo piano. Al piano terra, per rispondere all’esigenza di aumentare le superfici destinate ad archivio, l’area porticata posta a sud del chiostro della Cisterna Grande verrà chiusa attraverso un sistema composito costituito da una lastra interna in cemento rinforzato e una esterna in lamiera tagliata a laser, che permetterà di mantenere la visione complessiva della geometria dei portici.
L’intervento di restauro si ispira ai criteri del minimo intervento e della reversibilità ed è orientato a favorire la lettura dell’architettura all'interno del proprio contesto, rifuggendo tuttavia dalla mimesi e dal falso storico preferendo piuttosto reinterpretare l'antico nelle forme e nei materiali. Sotto il profilo dell’intervento strutturale le indagini geologiche, idrologiche, idrauliche ed archeologiche hanno indirizzato il progetto in fase preliminare e definitiva, alle quali sono seguite indagini e rilievi di precisione che hanno fornito tutti gli elementi necessari per calibrare le proposte e le soluzioni tecniche sviluppate nella progettazione esecutiva. In particolare, la memoria dell’antico sistema di copertura con volte crociere in camorcanna, perdute in seguito ai bombardamenti, sarà rievocata creando uno spazio architettonico che recupera pienamente il carattere originario nella forma utilizzando una nuova veste generata da un materiale del tipo “tessuto/membrana composito” che permette la lettura delle volte come smaterializzate e al tempo stesso delle capriate della copertura come ricostruite. L’intervento sulle facciate esterne, caratterizzate da un apparecchio laterizio di buona fattura in un discreto stato di conservazione, mira all’accortezza di mantenere leggibili tutte le tracce delle varie vicende edilizie pur assicurando un effetto sostanzialmente unitario dell’insieme, riuscendo a soddisfare simultaneamente il rispetto per l'archeologia e la definizione di una nuova veste estetica.
Completa il quadro degli interventi nel corpo Ovest la sostituzione dei solai degli uffici al piano terra, ormai danneggiati, con un solaio realizzato controterra, su cui sarà posizionato il pavimento “galleggiante” che costituisce la finitura stessa, e la scelta del cotto per la pavimentazione dei portici, che trova ragione nella volontà di integrare l’intervento al pregio storico-artistico originario degli ambienti voltati, ponendosi in coerenza cromatica e materica con le cornici e gli elementi in cotto presenti, realizzati secondo tecniche tipiche della tradizione ferrarese. Le variazioni introdotte dal progetto al livello terra sono state per lo più relative ai collegamenti verticali, mentre sono rimasti invariati i criteri di intervento di conservazione e le principali funzioni previste.
L’intervento ha previsto la ristrutturazione dell’impianto esistente nell’ottica di una riqualificazione energetica. In base a quanto indicato al punto D.2.1 dell’allegato 2 Requisiti Minimi di Prestazione Energetica della Deliberazione della Giunta Regionale dell’Emilia Romagna del 24.10.2016, n.1715, si è provveduto ad effettuare preliminarmente una diagnosi energetica dell’edificio e dell’impianto con l’analisi di diverse soluzioni impiantistiche compatibili e la loro efficacia sotto il profilo dei costi complessivi. L’intervento prevede la realizzazione di un nuovo impianto di climatizzazione invernale/estivo del tipo a pannelli radianti a sonde invertibili alimentati con acqua calda/refrigerata prodotta da pompe di calore a sonde geotermiche del tipo acqua-acqua. L’impianto così pensato, unitamente agli interventi sull’involucro nelle sue parti disperdenti, mira ad un intervento volto alla minimizzazione dei consumi energetici, con un utilizzo di energia esclusivamente rinnovabile, un intervento virtuoso contestualizzato al riuso sull’esistente.

Credits

 Ferrara
 Provveditorato Interregionale per le opere pubbliche Lombardia e l’Emilia Romagna - Agenzia delle Entrate
 06/2021
  4'677
  14'327'160
 T-Studio Arch. Guendalina Salimei
 Progettazione architettonica: arch. Guendalina Salimei – Tstudio Restauro: Romagnoli e Batocchioni associati; Giovanni Bulian Progettazione strutturale: Studio Croci e associati Progettazione impiantistica: Is Ingegneria e servizi
 In attesa di aggiudicazione
 Ing. Enrico Lambertini
 Non ancora presenti
 Immagini storiche e render

Curriculum

Il T-Studio, fondato da Guendalina Salimei, Giancarlo Fantilli,Roberto Grio, Mariaugusta Mainiero, Giovanni Pogliani, Renato Quadarella, oggi arricchito da un team multidisciplinare e da un'équipe di ricerca, trova uno specifico campo d’indagine e di attività nelle relazioni complesse che si instaurano tra le metodologie progettuali e le modalità d’intervento dell’ambiente costruito e naturale, spesso in condizioni di degrado urbano e disagio sociale, coniugando innovazione e tradizione con sensibile coscienza dell’habitus locale. Le ricerche e i progetti, premiati con riconoscimenti in Italia e all’estero, esposti in numerose occasioni, presentati su riviste e pubblicazioni scientifiche nazionali internazionali, sono caratterizzati da un approccio olistico che riunisce studio della forma, conoscenza dei materiali e reinterpretazione dei contesti urbani e naturali in sistemi integrati e attenti alle urgenze estetiche, sociali, storiche ed ecologiche.

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