Guendalina Salimei Tstudio - Riqualificazione di Via Sparano a Bari per conoscere la città
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Riqualificazione di Via Sparano a Bari per conoscere la città

Guendalina Salimei Tstudio

Public Space / Completed
Guendalina Salimei Tstudio

Il progetto di via Sparano si inserisce in una visione della città come grande spazio da restituire alla funzione pubblica e all’attraversamento come esperienza conoscitiva e creativa, come occasione di incontro e di relazione. L’attraversamento della città trova nella direttrice di via Sparano, il suo asse più significativo, in grado per il suo sviluppo, centralità ed importanza dei luoghi che la delimitano e la connotano, di strutturare più efficacemente l’orientamento e la percezione dello spazio. Al margine della Città Nuova in concomitanza con Piazza Moro, il “Salotto della musica” funziona come una porta, una soglia che apre sul percorso segnato da via Sparano che conduce fino alla Città Vecchia e ne rappresenta al contempo la prima tappa, ovvero la prima delle “piazze episodiche” che strutturano l’intero progetto. Il nome gli è stato donato da uno storico negozio di strumenti musicali, fondato nel 1874 dai fratelli Giannini che ha costituito, per molto tempo, un fervido cenacolo di appassionati tra cui Mascagni, Puccini e Zandonai. Il disegno della pavimentazione del “salotto della musica” nasce dall’idea di rappresentare i tasti di un immaginario pianoforte, in cui le fasce bianche della pavimentazione riecheggiano i tasti d’avorio delle note naturali e le sedute nere i tasti d’ebano delle note alterate. Il progetto del “Salotto Verde“ previsto in corrispondenza di Piazza Umberto I è rimasto parzialmente incompleto, per cui la maggior parte dell’area ha mantenuto la struttura e la vegetazione originarie. Si è riusciti tuttavia a segnare il tragitto della via Sparano, garantendo la continuità con il resto del masterplan. Il settore centrale del lotto dunque è stato riportato in quota come il resto della strada e pavimentata con basole di pietra lavica dell’Etna, posate a correre in senso trasversale, mantenendo l’uniformità dei materiali tra le piazze precedente e successiva a quel tratto, al momento, irrisolto.
Il “Salotto Letterario”, terza tappa del sistema di via Sparano, è custode di una duplice memoria per la città di Bari, legata all’assenza di un edificio che fino alla sua demolizione aveva rappresentato un’emergenza culturale locale. La prima è una memoria dei luoghi, in quanto il posizionamento degli arredi urbani, in particolare delle sedute semicircolari in conglomerato lapideo, ricalca l’impronta dei grandi pilastri che costituivano l’ordine gigante dell’edificio esistente; la seconda è una memoria dei fatti umani, poiché l’edificio che si desidera ricordare era sede della storica Libreria Laterza nonché dimora di Benedetto Croce, la cui rimembranza è affidata all’incisione di alcune citazioni tratte dai suoi scritti sulle lastre della pavimentazione.
La quarta sosta avviene nel “Salotto Liberty”, così chiamato perché situato nella zona antistante Palazzo Mincuzzi, progettato da Aldo Forcignanò nel 1923, la cui facciata è scandita da colonne, lesene bugnate, capitelli ionici e mascheroni che inviluppano le finestre.Il disegno della pavimentazione e le sedute cilindriche reinterpretano in chiave contemporanea gli stilemi dell’architettura di Charles Rennie Mackintosh”, rimandando al rapporto ossimorico tra il rigore delle forme geometriche delle masse e il decorativismo dei dettagli dell’Art Nouveau. Il “Salotto del Culto” entra a far parte di un brano di città intriso di storia cittadina, legato alla chiesa di San Ferdinando, voluta dal re Ferdinando II di Borbone. Inaugurata il 30 maggio 1849 non fu particolarmente apprezzata né dai baresi né dal re e, nel 1934, su progetto redatto dall'architetto Saverio Dioguardi, venne ristrutturata e inglobata in una doppia facciata caratterizzata da ampi archi, assumendo l'aspetto che oggi presenta. Essendo stata la chiesa concepita fin dall’inizio sopraelevata rispetto alla quota stradale di circa 1,20m, era risultato difficile dotarla di un sagrato, rendendola mutilata di un spazio fondamentale per la liturgia. Il progetto ha sfruttato la differenza di quota per creare un sistema di scalinate interrotte da piani a quote diverse sui quali è possibile sostare e aggregarsi senza invadere la carreggiata, risolvendola necessità di raggiungere la quota d’ingresso e di creare uno spazio urbano e liturgicamente significativo. Il nuovo assetto ha permesso anche l’inserimento armonico della rampa per i disabili e di un insieme di sedute che movimentano i diversi livelli rendendole delle piccole “terrazze” abitabili.Il quinto salotto è il “Salotto della Moda”, così chiamato perché è situato nella zona antistante il palazzo all'interno del quale, dal 1925 al 2005, era situata la sede barese de “La Rinascente”. L’edificio, costruito nel 1925 su un progetto dell’architetto Federico Rampazzini, rappresenta un pregevole esempio di architettura Art Nouveau degli inizi del ‘900. In accordo con il tema dell’intorno, il progetto inserisce nella pavimentazione regolare delle lunghe lastre nere cesellate con decorazioni damascate, simulando dei colli di stoffa srotolati sul selciato che, increspandosi, creano delle panche. L'ultimo salotto del sistema di via Sparano, il sesto, è chiamato “Salotto di Porta Vecchia”, poiché, simile e speculare al primo, si pone come soglia all'inizio della strada in prossimità della città vecchia, subito al di fuori della cinta muraria. Come a voler lasciare un’impronta della città sulla sua propria pelle, sulla pavimentazione sono state incise la pianta della città vecchia e la pianta del quartiere Murat, regalando agli abitanti la possibilità di poter camminare su una piazza come attraverso una riduzione museale, in cui alcuni palazzi vengono fuori volumetricamente a formare le sedute. Anche questo progetto è incompleto, difettando della modellazione dei punti di sosta e degli spazi a verde.

Credits

 Bari
 Comune di Bari
 12/2018
 12.500
 4.600
 arch. Guendalina Salimei - Tstudio
 rogettazione architettonica: rch. Guendalina Salimei - Tstudio; Arch. Giancarlo Fantilli; Studio tecnico Associato de Marco Progettazione urbanistica: Arch. Rosario Pavia - EBSG Architects s.r.l. Progettazione impiantistica: Studio Tecnico Associato: Ing. Antonio Violante, Ing. Raffaele Digiesi Collaboratori: Arch. Luisella Pergolesi, Ing. Luigi Michele de Marco, Arch. Andrea laganà, Arch. Daniela Deluca, Gianni Carletti
 de Marco costruzioni (Bari) – Viscio (Apricena-Foggia)
 Dario Amoroso D’Aragona - Luigi Filetici

Curriculum

Il T-studio fondato nel 1992 è un gruppo aperto di lavoro e ricerca, che attraverso contributi diversi, trae ispirazione dal confronto costante su temi condivisi coniuga l'attività di ricerca universitaria con quella di progetto, con uno specifico campo d’interesse nell’indagine delle relazioni complesse che si instaurano tra le metodologie progettuali e le modalità d’intervento nell’ambiente costruito e naturale ponendo l’accento sui criteri di sostenibilità in condizioni di degrado e di disagio. Fondamentale è la dimensione storica, sociale ed economica delle aree oggetto di studio, quindi la consapevolezza che i nuovi approcci di progettazione architettonica non possono essere scollegati dalla conoscenza del territorio.
Lo studio si occupa di research planning, progettazione paesaggistica, restauro, interior-design e grafica multimediale, vince numerosi concorsi nazionali e internazionali tra cui alcuni realizzati ed altri in via di realizzazione.

Tag
#Shortlisted #Guendalina Salimei Tstudio  #Italia  #Bari  #Spazio pubblico  #Pietra  #Pavimentazione in pietra 

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