Fabrizio Cassibba - Valentina Careri - Michele Giletto - Vittorio Matracia - Giardino Della Memoria Qsxv, rappresentare la lotta contro la mafia
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Giardino Della Memoria Qsxv, rappresentare la lotta contro la mafia

Fabrizio Cassibba - Valentina Careri - Michele Giletto - Vittorio Matracia

Landscape / Completed
Fabrizio Cassibba - Valentina Careri - Michele Giletto - Vittorio Matracia

La presente relazione si riferisce alla realizzazione di un giardino pubblico, sito nel Comune di Isola delle Femmine, adiacente l’autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo.
Nel 2017, in occasione del 25° anniversario della Strage di Capaci del 23 maggio 1992, nella quale morirono con un attentato il Giudice Falcone, la moglie e gli uomini della scorta, l’Associazione “Quarto Savona Quindici”, che trae il suo nome da quello della scorta del Giudice, ha proposto alle istituzioni competenti di realizzare un parco commemorativo allo scopo di creare un luogo di alto valore simbolico.
Il Comune di Isola delle Femmine, la Regione Siciliana, il Prefetto di Palermo e A.N.A.S. S.p.A., hanno accolto positivamente la proposta.
ANAS S.p.A. si è impegnata a finanziare parte del progetto, insieme alla Regione Siciliana, nella qualità di committente dell’opera e ha conferito ai sottoscritti architetti Valentina Careri, Fabrizio Cassibba e Michele Giletto, l’incarico della progettazione del suddetto giardino.
I punti chiave del progetto sono:
- riqualificazione dell’area
- sistema dei percorsi
- spazi di aggregazione
-spazi di esposizione
- luogo commemorativo/simbolico
- spazi funzionali a servizio dei residenti
- punto di attrattiva turistica
Ne risulta esaltato il carattere simbolico poiché si restituisce la giusta importanza ad un luogo fortemente rappresentativo per la lotta contro la mafia.
Il Comune di Isola delle Femmine si trova nella zona occidentale della Sicilia, a 25 km circa di distanza da Palermo e 18 km circa dall’aeroporto di Punta Raisi.
L’area di intervento è situata in posizione adiacente all’autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo dal km 4+400 al km 5+000, sotto la stele commemorativa.
Il territorio in questione è una porzione di terreno che si sviluppa per circa 6.000 mq, sottomessa rispetto all’autostrada di circa 2 metri.
Il terreno ha una forma allungata che si apre verso un altro fazzoletto di terreno di forma rettangolare, ruotato rispetto al primo con un angolo quasi retto, caratterizzato dalla presenza di alberi di ulivo e un carrubo secolare su terreno brullo.
Tutto attorno sono presenti edifici abitativi.
Il lotto si presentava incolto ma con fitta vegetazione spontanea.
La parte centrale, libera dalla vegetazione spontanea, era sterrata, a causa del continuo passaggio di automobili.
In corrispondenza della stele vi era un tratto pavimentato che ospita tutt’ora il basamento della stele stessa.
Nel complesso l’area era inutilizzata e in stato di abbandono.
Il giardino si articola in una serie di spazi funzionali distinti ma concatenati tra loro.
Dall’ingresso principale si arriva ad un percorso in legno formato da una retta spezzata che riprende, in modo stilizzato, la forma del tratto autostradale che va dall’aeroporto di Punta Raisi al luogo dell’attentato, riproponendo metaforicamente il percorso delle auto coinvolte nella strage.
Lungo questo “percorso della memoria” di circa 500 mq si articolano spazi a verde e tratti pavimentati le cui linee di intersezione formano aree di sosta attrezzate con panche in acciaio e legno.
Lungo il percorso si passa sotto a portali in legno (quindici in quattro blocchi ad evocare il nome Quarto Savona Quindici), che creano un’ombreggiatura cangiante lungo l’arco della giornata e definiscono un’area di diverso impatto.
Superata un’altra area di sosta con panche, la passerella si immette in una piazza che si apre come il delta di un fiume. Su quest’area si viene a creare una zona di aggregazione a guisa di anfiteatro, costituita da due piazzole rialzate a differenti quote, attrezzate con panche, creando un sistema che si presta bene a manifestazioni o spettacoli che avrebbero come quinte i grandi alberi posti su un lato della piazza stessa, le montagne e la teca che il 23 maggio ospita i resti dell’auto esplosa nell’attentato.
A completamento della teca è stato previsto un padiglione aperto su tutti i lati, atto ad accogliere mostre temporanee.
Il giardino è sempre aperto e accessibile ai pedoni, con aree d’accesso prive di barriere architettoniche. Sono stati installati dei dissuasori perimetrali in acciaio, ad altezza variabile, lungo il perimetro stradale, che impediscano l’accesso alle autovetture e creano un gioco di ombreggiature cangianti.
Sono stati mantenuti tutti gli alberi esistenti e ne sono stati aggiunti di nuovi. Alcune aree sono state pavimentate, in particolare il “percorso della memoria”, le aree di sosta, la “piazza” sottostante la stele e i tratti che portano al padiglione espositivo.
La pavimentazione è stata realizzata in battuto di cemento con bordature in calcestruzzo bianco cosiddetto “cemento industriale”, per rendere evidente la geometria dell’insieme. Questo, plastico e durabile, conferisce carattere moderno all’opera.
Le panche hanno una struttura in acciaio effetto cor-ten con sedute in doghe in legno, realizzate su progetto. La forma asseconda la socializzazione e crea aree di aggregazione.
Portali e passerella sono stati realizzati in legno da esterni opportunamente scelto per resistere agli agenti atmosferici.
I dissuasori sono stati realizzati con struttura di scatolato d’acciaio rivestito in lamina d’acciaio effetto cor-ten e con altezza variabile di circa 1,00 m, 1,40 m, 1,80 m, anch’essi realizzati su progetto.
Il padiglione dalle dimensioni di 10,14x8,30 m circa è stato realizzato con una struttura in acciaio. La teca annessa al padiglione e avente dimensioni di circa 5,70x3,40 m, ha una struttura in acciaio e vetro.
L’area è illuminata dai lampioni autostradali e dall’illuminazione del quartiere residenziale. L’interno del giardino è illuminato inoltre da luci segna-passo lungo il percorso in legno, nella piazza e nell’area del padiglione e sotto le panche delle piazzole rialzate.
Il sistema conferisce una nuova prospettiva ad un sito precedentemente inutilizzato, proponendosi come “progetto pilota” di una auspicabile futura riqualificazione dell’intera area che si snoda attorno all’autostrada.

Credits

 Isola delle Femmine
 A.N.A.S. S.p.A.
 07/2017
 6.298
 183.044
 Valentina Careri, Fabrizio Cassibba, Michele Giletto
 Valentina Careri, Fabrizio Cassibba, Vittorio Matracia
 MA.I.TEC s.r.l.
 dott. geologo Marcello Militello, ing. Sebastiano Buzzetta, ing. Paolino Gervasi
 Lo Castro SpA, Russo cemento stampato, Chianetta ferro s.r.l., Sud ferro s.r.l.
 architetto Fabrizio Cassibba

Curriculum

Il gruppo di progettazione è composto dagli architetti Fabrizio Cassibba, Valentina Careri e Michele Giletto, con la collaborazione del dottore in architettura Vittorio Matracia, laureati tutti presso la Facoltà di Architettura di Palermo.
Esperienza
Palermo — 2005 - in corso
Gli architetti Cassibba e Careri si laureano nel 2007 e collaborano con studi di architettura a Palermo e, in seguito, iniziano l’attività autonoma collaborando con l’architetto Giletto, laureato nel 2005. Il dottore Matracia si laurea nel 2018 e collabora con studi di architettura internazionali, tornando poi in Italia nel 2019.
Competenze
Progettazione dalla preliminare all’esecutiva, progettazione impianti e illuminotecnica, direzione lavori, coordinamento sicurezza, controllo dei costi, studi di fattibilità, perizie tecniche.
Settori
Edilizia residenziale, commerciale, industriale, design di arredi, riqualificazione spazi esterni e giardini.

http://www.a2pa.it

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