Studio raro - Hotel Garden, ammodernamento e ampliamento: case sugli alberi
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Hotel Garden, ammodernamento e ampliamento: case sugli alberi

Studio raro

Hospitality / Future
Studio raro

Il progetto costituisce un "visione" globale di ammodernamento e ampliamento dell'Hotel Garden a Pieve di Ledro, località turistica vicino al Lago di Ledro in Trentino, al fine di migliorare l'offerta turistica, intercettare le nuove esigenze legate all'accoglienza incentivando il rapporto con l'intero territorio.

L'edificio di fine '700 nel centro storico di Pieve di Ledro, originariamente era costituito da un edificio in pietra ad L caratterizzato da un tetto spiovente in paglia. Nel tempo vari ampliamenti hanno contaminato la forma con nuovi volumi.

Per la sopraelevazione dell'Hotel viene mantenuto il perimetro delle murature dell'edificio esistente aggiungendo un piano nell'ala principale e due piani nell'ala secondaria, portando l'intero edificio ad un'altezza unitaria. L'edificio così riconquista una lettura unitaria e ordinata su tutti i lati. Il tetto piano, trattato a verde rappresenta un nuovo coronamento all'edficio.

Rispetto alla parte storica dell'edificio che verrà trattata con intonaco color calce, la sopraelevazione sarà realizzata con struttura in legno e rivestita con pannelli in "paglia" ovvero cannucciato palustre, a ricordare il tetto originario dell'800 e le palafitte preistoriche in riva al Lago di Ledro.
Le grandi aperture vetrate e le nicchie, rivestite in legno, allegeriranno il nuovo volume creando ombre, pieghe e smussi che varieranno a seconda del punto di vista.
Gli altri ampliamenti dell'edificio, della sala ristorante sul fronte, del percorso coperto e depositi sul lato posteriore a nord-est, saranno rivestiti in legno bruciato o verniciato colore scuro. Questi volumi saranno anche caratterizzati dalla presenza del verde sulle coperture, realizzando terrazze trattate a giardino con l'inserimento anche di alberature, per richiamare la peculiarità dell'Hotel, del suo nome "Garden" e del giardino sul retro.

Sfruttando il versante montano che sale dietro alla struttura esistente, il progetto prevede la realizzazione di 10 case sugli alberi realizzando un percorso per accedervi in "appoggio" alla corografia del terreno esistente, cercando di limitare movimenti di terra.
La posizione in quota conquista una vista magnifica sul lago e sulla valle. Le piccole unità saranno dei volumi che riprendono sia nelle forme che nei materiali il progetto di sopraelevazione dell'Hotel: un volume monolitico "scavato" con forme diverse, smussate, riconoscibili, caratterizzate da ampie vetrate per godere del paesaggio. In particolare i rivestimenti, in legno bruciato o verniciato scuro, saranno pieni o decorati/traforati, per far filtrare la luce all'interno.

Con l'obiettivo di rendere meno impattante possibile l'intervento, la scelta è quella di sviluppare le unità in altezza piuttosto che in larghezza, diminuendo così la superficie coperta senza compromettere l'area a bosco.

La struttura, come per la sopraelevazione, sarà a telaio in legno tamponata con paglia. Sia all'interno che all'esterno verrà rivestita in legno, ad assi verticali, bruciato o verniciato scuro. In alcune parti il rivestimento in legno sarà "traforato" per decorazione o per far filtrare all'interno la luce naturale. Il sostegno sarà realizzato con un pilone centrale metallico, verniciato scuro, ancorato a terra con plinto in c.a. o con piastre ancorate alla roccia. Travi metalliche, inglobate nel volume della casa, saranno a loro volta ancorate al pilone permettendo un appoggio distribuito della parte in legno.

Il progetto nel suo insieme ha tentato di dare un'immagine identitaria forte all'Hotel Garden e allo stesso tempo ha tentato di non intaccare in maniera invasiva i luoghi ed il paesaggio. Le facciate dell'Hotel sono state trattate con gli stessi colori della Chiesa e del nucleo abitato che la circonda, l'uso della paglia come rivestimento della sopraelevazione, cangiante nei colori sia con la luce che con il tempo, e il coronamento vegetale del tetto hanno reso leggibile l'ampliamento con una certa "delicatezza".
I vari giardini pensili proposti sulle coperture "contaminano" con il verde e la natura l'edificio, anche in maniera inaspettata con l'uso di alberi.
L'uso del legno scuro per gli altri ampliamenti e soprattutto per le case sugli alberi ha fatto sì da armonizzarle con la natura circostante, non facendole emergere in maniera eccessiva.

Credits

 Trento - Ledro
 
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 studio raro
 Roberta Di Filippo, Roberto Salvischiani

Curriculum

Lo studio raro fondato nel 2004 da Roberta Di Filippo e Roberto Salvischiani, con sede a Trento, si occupa di architettura e comunicazione visiva.
L’esperienza maturata attraverso la direzione lavori di cantieri, la collaborazioni con vari professionisti, corsi formativi sulla sostenibilità e la passione, permette allo studio di affrontare progetti a grande o piccola scala in maniera completa e professionale.
Nel 2011 si è aggiudicato il primo premio al concorso per Piazza D. Chiesa a Rovereto (Tn) e nel 2012 vinto il concorso per la riqualificazione di Malga Fosse nel Comune di Siror (Tn).
Nel 2013 ha ricevuto il Premio New Italian Blood 2013 Architettura.
Nel 2018 Casa MF e Cinquanta4 hanno ricevuto il premio “Best Project 2018” da Archilovers.
Nel 2019 Casa MF è arrivato tra i finalisti al premio The Plan Awards 2019 nella categoria “Villa, abitazioni unifamiliari con aree a verde” ed è stato pubblicato su “100 Houses: Nature and Nurture” da Images Publishing.

https://www.raro.tv

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